Archive - November 3, 2008

Tu, odiosa macchina

E’ lunedì, arrivi in ufficio assonnato e desideroso che il weekend torni presto a trovarti, ti accorgi che sarà una giornata pesante dal numero di chiamate in ingresso, incessante, altissimo, quel suono ormai rimbomba e dà fastidio a quell’unico neurone che al contrario tuo è ancora nel letto e non ha nessuna intenzione di alzarsi.

Il rimedio è uno, sempre lo stesso, lo standard italiano del quale noi cittadini andiamo fieri e facciamo la conta delle vittime quotidiane:

e tu? Quanti ne hai presi oggi?

beh sono solo al quinto caffè. Mi sono svegliato già 5 minuti fa

beh non ti sembra di esagerare?

no, chiedi a Rossella, lei ne beve camionate ogni giorno ed è solo antipatica con tutto e tutti, un effetto collaterale sopportabile, basta ignorarla quando parla di crisi pre-mestruale!

e allora a quel punto cedi, lanci un bell’umount dalla poltrona che ormai è più attaccata alle tue natiche di quanto non lo siano i boxer che indossi e procedi spedito verso quella serie di scale che portano “in paradiso“, dritti verso lo stanzino delle macchine da pausa caffè.

Chiavetta magica, caffè Espresso, rigorosamente chimico e schifoso al punto giusto.

Chiavetta magica ancora una volta, cornetto alla finta crema con finte scaglie di cioccolato, rigorosamente chimico e pieno di conservanti anch’esso, giusto per farti passare la voglia di fare colazione … Zac! Il cornetto rimane impigliato nella pinza e non scende. Spallata uno, spallata due, spallata tre. Solo dolore, niente risultato. A quel punto si rimette dentro la chiavetta, si re-inserisce il numero corrispondente al cornetto e dopo la caduta libera del primo anche il secondo si impiglia. Spallata uno, spallata due, a terra.

Soddisfazione per aver vinto ancora una volta contro la malefica macchina, nonostante la lussazione alla spalla e la convinzione di aver speso dei soldi inutilmente dato che quel secondo cornetto ora riposa sulla mia scrivania e mi guarda con aria di sfida: “Dai mangiami se ci riesci, sfigato!“.

Pensare che Tony mi aveva invitato a prendere un caffé al bar, ecco, meno fatica, forse meno soldi e maggiore soddisfazione. Che non si dica poi che a me piace la “vita semplice“, in costante ricerca della complicazione quotidiana …

Ehi macchinetta, la sfida è ancora aperta … alla prossima bottiglietta di acqua bloccata!

P.S. Ross, ti voglio bene, protagonista non voluta di questo post insieme alla macchinetta del caffè e della sfiga! :P

VaffanGlock a mamm’t

Permettetemi il sottile francesismo utilizzato nel titolo, non c’è altro modo per descrivere quanto accaduto ieri sera, un evento tanto atteso, respiro intenso per 71 giri di pista, tutti in piedi all’ultimo e tremenda cagata finale: un riassunto chiaro e conciso raccontato da un fiero sostenitore del cavallino.

Cerchiamo di fare il punto, bisogna essere oggettivi per non incorrere in sterili polemiche con i propri lettori, giusto?

Felipe Massa

un anno pieno di errori, sconfitte amare, tanta fatica ma tanto impegno per un ragazzo giovane, per alcuni versi ancora inesperto (ma non del tutto giustificabile), tanto desideroso di migliorare e imparare dai propri errori. Ormai terzo anno alla Ferrari, voglia di vincere il Mondiale. Inutile nascondere che qualche volta mi è scappata l’imprecazione gratuita per alcune distrazioni in pista, punti persi e dati “in regalo” all’avversario.

Lewis Hamilton

Annata ’85 (io l’ho sempre detto che è stata una grande annata la mia :P ), aggressivo, deciso, innata capacità di guida estrema, controllo della macchina quasi sempre perfetto, degno avversario dei campioni del cavallino nonostante un motore “teoricamente inferiore” al nostro, vista la sconfitta della scuderia anglosassone nella classifica costruttori.

Cosa è accaduto

Se la speranza cominciava ad affievolirsi intorno al sessantesimo giro di pista, è riuscita a fare “miracoli di ripresa” nell’ultimo giro, il maledetto 71esimo … Timo Glock supera Hamilton che diventa sesto, un punteggio non sufficiente per rimanere in vetta alla classifica e vincere il titolo mondiale. La favola dura pochi minuti, giusto il tempo che la pioggia torni a disastrare la pista per vedere Glock perdere potenza, lasciar inesorabilmente passare l’avversario che arriva quinto in classifica tracciato, punteggio sufficiente per battere Massa nella classifica generale e chiudere il mondiale con la vittoria, per un punto.

Non voglio stare qui a dare del venduto al giovane 26enne ma … i dubbi sorgono spontanei. Certo è che con 16 titoli “Migliori costruttori possiamo solo vantare tecnologia e affidabilità che nessun altro nel mondo riesce ancora ad eguagliare.

Non resta che aspettare la stagione 2009 per cercare di afferrare quel titolo che ci è stato strappato un pò per sfiga, un pò (tanto) per bravura dell’avversario, quello che mette il pizzico di pepe che serve alle corse per diventare davvero adrenaliniche.

Complimenti Lewis.