Equo compenso: arrivederci mercato italiano.
ATTENZIONE: Questo post e' stato scritto piu' di 3 mesi fa. Potrebbe non essere aggiornato. Per qualsiasi dubbio ti invito a scrivere un commento per chiedere delucidazioni! :)Ultima modifica: 19/01/2010 ore 16.19
Il fatto di non doversi più stupire delle cazzate del governo italiano è cosa comune, ormai tutti lo sanno, potreste fermare un qualsiasi ragazzino per strada (o un anziano, o ancora un adulto qualsiasi) e otterreste la medesima risposta dalle parti coinvolte. Non che tutto questo sia per i nostri politici una giustificazione, chiaro ciò, semplicemente l’italiano medio è quello che -anziché reagire e andare a dar fuoco a tutti questi inutili stipendiati riscalda-poltrone- abbassa la testa e cala le braghe.

Ministro S.Bondi - suo il decreto approvato dal Ministero dei beni Culturali
Quanto proposto dal Ministro Bondi (qui qualche cenno biografico se dovesse interessare) nel suo decreto riguardo l’estensione dell’equo compenso è azzardato ed ignorante quanto basta. Già da diverso tempo chiunque di noi acquisti supporti di memorizzazione comuni (come CD o DVD registrabili, vecchie musicassette o obsolete VHS, genericamente dispositivi elettronici in grado di riprodurre materiale coperto da copyright) sa che parte del prezzo dell’oggetto vola -come per magia- nelle casse della SIAE. A tutto ciò si vanno ora ad aggiungere apparati non precedentemente inclusi nel balzello … si parla di chiavette USB, hard disk, decoder, lettori mp3, console, cellulari.
Contrariamente alla precedente classificazione, qui si vanno ad intaccare le tecnologie, poco simpatico nei confronti di un consumatore già stanco delle scappatoie finanziare italiane inventate appositamente per riempire le casse altrui, alla salute di quelle tasse che dovevano abbassarsi e che invece aumentano prendendo letteralmente per i fondelli i cittadini di questa nazione.
Ehi Bondi … non so tu … ma fuori dall’area adibita alla sosta della tua poltrona che a sua volta regge il tuo regale culo rammollito da 110 e lode c’è gente che passa le ore della propria vita in un ufficio, gente che si prostituisce per l’economia italiana fatta di persone potenti alla costante ricerca di denaro facile, gente che torna distrutta a casa la sera e che guadagna 1000 euro al mese con i quali deve sopravvivere, pensare al bene della propria famiglia e cercare di costruirsi un futuro. Un futuro dubbio a dirla tutta, ne riparliamo tra una discreta manciata d’anni quando probabilmente la mia pensione non esisterà e si continuerà a lavorare fino a quando decideremo di passare dalla poltrona del nostro ufficio al comodo giaciglio acquistato dalle onoranze funebri cittadine.
Volendo seguire l’esempio di Giacomo Dotta provo a fare due conti e tirar fuori la spesa totale della postazione di casa (quindi evito di includere tanta roba):
- HD interno da 500 GB
15 euro di rincaro (0,03 € per ciascun GB superati i 5 GB totali). - HD esterno da 250 GB
5 euro di rincaro (0,02 € per ciascun GB fino a 400 GB totali). - HD esterno da 1 TB (dati dei PC in casa)
10 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali). - HD esterno da 2 TB (backup dei PC in casa)
20 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali). - Chiavette USB (4 in casa) da 2, 4, 5 e 8 GB
0,20 € di rincaro sulla 2 GB (0,10 € per ciascun GB fino a 4 GB). 0,36 € di rincaro sulla 4 GB, 0,45 € sulla 5 GB e 0,72 € sulla 8 GB (0,09 € per ciascun GB superati i 4 GB). - Masterizzatore
5% su 40 € (acquistato da fornitore alcuni anni fa), quindi 2 €.
Alla lista non vado ad aggiungere le memorie SD che possiedo per le fotocamere di casa (la mia Nikon D60 che ne sfrutta 2 da 4 GB ciascuna, la Coolpix compatta che ne sfrutta una da 2 GB, la piccola Sony di mia sorella che ne sfrutta due da 1 GB ciascuna), il disco della Xbox 360, il disco esterno multimediale collegato al televisore e tanto altro ancora. Bastano e avanzano i 53 euro circa che vengono fuori semplicemente dai 9 elementi analizzati nell’elenco puntato.
Tanto per concludere in bellezza: quanti dei miei lettori possiedono un iPhone? Sappiate che -chi come me- ha acquistato il 3Gs da 32 GB pagherà in più 6,44 € all’atto dell’acquisto, 5,15 € per quelli che hanno il 16 GB. A chi volesse farsi lo stesso mio conto consiglio di dare una occhiata all’allegato tecnico ufficiale che riporta i prezzi per categoria:
users.gxware.org/gioxx/blog/documenti/equocompenso_1263481888506_d1.pdf
Per tutti coloro che ancora non hanno capito bene ciò a cui stiamo andando incontro e volessero approfondire il discorso suggerisco la lettura del post di PC Professionale:
pcprofessionale.it/2010/01/15/equo-compenso-ecco-il-decreto
Se questo deve essere il futuro dell’elettronica di consumo in Italia, aumenterà notevolmente il numero degli acquisti all’estero (personalmente ne faccio già diversi all’anno), tutta salute per il mercato italiano eh? :-)
Vogliamo discuterne in area commenti? Se avete dubbi in merito non esitate a proporli! ;)




Pazzesco! Ma è un’idiozia completa in termini di mercato!
E inoltre, se non sono TASSE queste…
Rimango completamente senza parole
Mi piace quando vengono scritte le cose senza peli sulla lingua, Gioxx.
Che rabbia! Aumenti ingiustificati su presunte illegalità che vanno solo ad ingrassare le luride pance dei capoccia della SIAE (gli artisti? Quelli non vedranno manco le briciole, ve lo assicuro io perché ne so qualcosa…)
Non commento ulteriormente sennò Gioxx mi banna… :P
Essendo dei rincari di prezzo suppongo ci sia da aggiungere anche l’IVA.
Anche io compro all’estero (nella comunità europea, altrimenti c’è da pagare le tasse doganali) e penso che con al posto di 15+ € di tasse comincia a diventare conveniente la spedizione assicurata tramite corriere.
Non ho mai fatto grossi acquisti all’estero ma vedo che è arrivata l’ora di farlo regolarmente. Con questi furti autorizzati anche la spedizione import comincia a diventare più concorrenziale.
E poi l’idea di regalare così tanti soldi alla siae mi disgusta a dire poco…
Voi a chi vi rivolgete di solito? E tu Gioxx? Anche per hd e hardware vario..
La risposta della SIAE “ed e’ pure poco!”
http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=8883
In realtà i costi che (i consumatori e noi tecnici/appassionati) andremo a sostenere saranno decisamente più alti.
Ad esempio per un disco di capacità da 500 Gbyte in su, l’”equo compenso” dovuto sarà di 32,20 € :-(
Ma il problema più grave è dovuto al fatto che, con questa nuova procedura, la SIAE prenderà i soldi 2 volte se si acquisterà la musica in formato digitale (leggi mp3): una prima volta all’aquisto del brano, ed una seconda per il supporto sul quale verrà poi memorizzato.
Questa è una contraddizione in termini su cui sia le associazioni dei consumatori che i blogger (tecnologici e non) dovrebbero puntare pesantemente il dito.
Per quello che mi concerne ho immediatamente fatto un analisi del problema sul mio blog appena reso pubblico il decreto (che comunque non è ancora esecutivo perchè non è stato pubblicato in gazzetta ufficiale).
Sarebbe auspicabile che TUTTI si muovessero in tal senso …
Con calma cerco di rispondere a tutti voi e vi ringrazio per essere intervenuti :)
@ indigo (giacomo):
secondo la SIAE questa non è una tassa. Effettivamente si tratta di un piccolo regalo che facciamo a chi occupa le poltrone dei loro uffici, giusto no? :)
@ miki64:
lo sfogo è ben accetto a patto che non mi tiri fuori delle variopinte bestemmie che potrebbero essere poco gradite dal resto dei lettori / commentatori :p
@ Sergio:
supponi bene IMHO. Acquistando all’estero o da fornitori aziendali vado ad evitare spesso e volentieri l’IVA, recuperando quindi qualche euro che può far già oggi comodo per la spedizione, semplicemente si continuerà su questa strada :)
@ pippozzo:
eBay in primis dove le offerte (a patto che tu studi tutte quelle disponibili, o almeno in buona parte) sono particolarmente vantaggiose. Uso dei fornitori aziendali (dai quali posso scalare l’IVA in fattura recuperando delle spese). Compro di tanto in tanto anche presso negozi di materiale di consumo francesi ma soprattutto tedeschi. Tanto per dire: Nierle e CD Folie (entrambi tedeschi) :)
@ Aniello:
“Schifato” penso sia la parola più adatta in casi come questo.
@ Cristiano:
stesso-identico-preciso ragionamento fatto con i miei colleghi in ufficio. Attraverso questa modifica del decreto andremo a pagare due volte lo stesso identico tipo di tassa (si, lo è). Acquisto regolarmente musica da iTunes sulla quale chiaramente pago un compenso dedicato alla SIAE (già previsto dalla Apple e incluso nel prezzo finale dell’opera). Solo perché decido di avere un iPhone per riprodurre la musica in mobilità dovrò pagare altri soldi. Dimenticavo: l’iPhone è un telefono, volendo ci si può appellare anche a questo e dire che la sua memoria viene sfruttata per svolgere operazioni di lettore mp3, fotografie, video, varie & eventuali.
Beh, hanno deciso di tassare l’unico mercato tassabile in Italia, quello dell’elettronica di consumo, che è sempre in costante crescita.
Per conto mio sto già cercando di capire dove e cosa comprare all’estero. Qualcuno ha una lista di siti affidabili e magari europei?
Banalmente amazon.co.uk
e http://www.nierle.it che spedisce dalla Germania per qualunque tipo di supporti (hd, dvd, memorie flash..)
Nierle solitamente è comodo se si compra parecchio perché le spese di spedizione sono fisse per 30kg per 13 euro.
Di solito ci si organizza proprio come in un Gruppo di Acquisto Solidale e si fa arrivare una spedizione. Non ho mai avuto problemi, anche se non ho comprato più nulla da circa un anno.
@ Napolux:
mi associo alla tua richiesta e spero di poterla pubblicare online una volta che riusciremo a stilarla tutti insieme, un’ottima risorsa per il cliente finale che ci rimette sempre :)
@ Sergio:
Da Amazon non ho mai comprato fino ad ora, mi toccherà provare :)
Gioxx, non potrei mai scrivere sul tuo Blog variopinte bestemmie che potrebbero essere poco gradite dal resto dei lettori / commentatori ;) … però potrei portare degli esempi poco edificanti di alcuni dirigenti SIAE che….
[mi fermo qui perché non voglio procurati rogne].
@ miki64:
non ti preoccupare Miki, difficile che tali dirigenti passino da queste parti, eventualmente li si può sempre togliere di mezzo se arriva una richiesta formale no? :)
“…potrei portare degli esempi poco edificanti di alcuni noti dirigenti provinciali SIAE che si fanno pagare in cibarie (niente mazzette, ma possono sempre dire di avere acquistato gli alimenti) l’accertamento della dichiarazione di una tipologia di spettacolo di costo inferiore al costo reale dell’effettivo spettacolo.
Niente di nuovo sotto il sole, comunque”.
@ miki64:
sfortunatamente nulla di nuovo, non una buona scusa -comunque- per non parlarne … con la speranza che prima o poi qualcuno di più autorevole e inamovibile rispetto a questi signori arrivi a far “della pulizia“ …
Secondo me bisogna vedere il risvolto positivo.
In qualche modo ammettono che scaricare musica e film illegalmente è un’usanza comune (anche nella risposta data dalla SIAE) e quindi loro attraverso questa tassa si prendono i loro diritti… Ci autorizza, anche se in maniera a diretta a scaricare illegalmente
Sai che non avevo mai considerato questa cosa?
Un bravo azzeccagarbugli potrebbe trovare il giusto appiglio per fare assolvere un suo cliente sorpreso a scaricare contenuti illegali…. :P
@ miki64:
attenzione a pensarla in questo modo, il governo potrebbe non essere particolarmente d’accordo ed elargire bastonate gratuite (oltre alla multa che la SIAE appiopperebbe al povero disgraziato che magari scarica una canzone per curiosità) … :(