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Da zero a cento con Google Currents: come pubblicare la vostra opera

Dell’arrivo di Google Currents in Italia ne hanno già parlato in molti, uno fra tanti è NinjaMarketing che ha giustamente approfondito l’argomento in suo articolo. Quello che vorrei fare io invece è parlarvi (come al solito) di come mettervi rapidamente in pista per arricchire quello che è il panorama delle pubblicazioni italiane compatibili con il software di Mountain View, considerato uno dei migliori per Android lo scorso anno e disponibile anche per iOS e -soprattutto- in Italia.

Gioxx's Wall su Google Currents - gioxx.org/currents

Quello che ho personalmente fatto è stato mettere in piedi una versione di Gioxx’s Wall compatibile con Google Currents, il risultato del mio lavoro è già visibile sottoscrivendo l’edizione su gioxx.org/currents e presto rilascerò una nuova versione che metterà in primo piano più aree del blog, lasciando in secondo piano tutto il resto (Twitter, video & Co.). Già disponibile inoltre è una pubblicazione dedicata a X Files, potete sottoscriverla andando all’indirizzo mozilla.gfsolone.com/currents!

Attraverso questo articolo vorrei darvi qualche consiglio su come personalizzare l’header della tabella dei contenuti e delle sezioni, quindi quello degli articoli singoli, il tutto non accontentandosi dello stile di default proposto da Google (molto elegante, a dirla tutta).

Tutto comincia da qui

Per poter iniziare a pubblicare la vostra opera sarà necessario andare all’indirizzo google.com/producer, entrare con il vostro utente Google e accettare la licenza proposta. Unico obbligo è l’utilizzo di Google Chrome, grave pecca per chi come me preferisce usare sempre Mozilla, ma tant’è.

Scelto il nome della pubblicazione e la prima fonte dalla quale scaricare i dati (tipicamente il feed RSS del vostro blog), potrete inserire altre fonti e contenuti. Farlo è estremamente intuitivo e semplice, Google pensa grosso modo a tutto, non mi soffermerò molto su come procedere, lo lascio fare alla vostra curiosità e allo stesso Google (la parte relativa al motore di ricerca stavolta, ndr) se necessario ;-)

Tabella dei contenuti

Il cuore e la partenza di tutta la vostra testata “Currents-Ready“, da qui potrete pilotare l’utente verso le sezioni più specifiche o verso i canali esterni quali Facebook, Twitter, Youtube, Flickr e qualsiasi altro servizio vi riesca a mettere a disposizione più o meno facilmente un feed RSS sul quale poggiare il vostro lavoro di “conversione” al mobile.

La tabella dei contenuti viene composta automaticamente da Google Currents che seleziona le ultime novità presenti nei vostri feed, ne cattura un’immagine e la propone al lettore per una fruizione intelligente, immediatamente e molto semplice. Quello che è possibile fare è determinare la posizione dei feed in lista, affinché Currents vada a inserire in prima, seconda o terza pagina (potete continuare a vostro piacimento e necessità) i contenuti.

Un consiglio? Inutile dirlo, tenete in testa alla lista ciò che volete mostrare in prima pagina, in particolar modo le prime 3 posizioni che su uno smartphone la faranno da padrone, contrariamente al tablet che -per ovvi motivi- proporrà più box e contenuti nella stessa schermata grazie al monitor più grande.

E’ inoltre possibile ritoccare lo stile proposto di default, un custom si adatta meglio alle esigenze di comunque, soprattutto per mostrare un eventuale logo o personalizzare i colori che possono non piacere nonostante l’usabilità e la leggibilità siano assolutamente perfette così come proposte nativamente. Ciò che io ho fatto è stato integrare il logo di questo blog, modificando lo sfondo subito dietro (da grigio a nero), replicando poi il tutto sulle altre sezioni e pagine singole della testata.

Selezionando quindi “Custom” sotto la voce “Header Template” (in Sections), ho messo mano al CSS, caricando dapprima l’immagine desiderata tramite l’area “Media library“, quindi inserendo il collegamento diretto nel foglio di stile stesso. Ecco il risultato in codice:


<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
background-image:url('https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4');
background-repeat:no-repeat;
background-position:center;
display: -webkit-box;
height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight:normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 80%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 36px; -webkit-box-align: end; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 28px; -webkit-box-align: center; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
</div>
</div>

Avendo poi cura di andare a rimuovere la voce “<g:text textid=’editionName’></g:text>” nel DIV “editionName” così da non far comparire il testo scritto con il nome assegnato alla testata, lasciando spazio solo ed esclusivamente all’immagine.

La singola sezione

Contrariamente alla tabella dei contenuti, vostra home page appositamente realizzate per Currents, la singola sezione può proporre specifici contenuti per i quali è sempre bene ricordare “dove ci si trova” al lettore. Per questo motivo ho deciso non solo di inserire il logo del blog (anche in questo caso togliendo il puro testo dall’header), ma di lasciare il nome assegnato alla sezione subito dopo, in modalità “logo | nome della sezione”. Il codice ritoccato è quindi il seguente:


<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<img src="https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4" />
</div>
<div class='divider'></div>
<div class='sectionName'>
<g:text textid='sectionName'></g:text>
</div>
</div>

Stavolta ho deciso di non usare il logo del blog come sfondo della testata, è stato infatti inserito nel DIV “editionName“, al posto del puro testo. Il nome della sezione specifica mantiene il suo posto, così come il DIV “divider”, che produce a video quella barra verticale che permette di separare gli altri due.

Personalizzare la sezione Twitter

Decidere di inserire Twitter tra i contenuti disponibili sull’edizione Currents può sembrare una sciocchezza prima di scoprire che il noto Social Network, già da diverso tempo, non distribuisce più pubblicamente il proprio stream tramite feed RSS come un tempo.

Quello che si può fare per aggirare l’ostacolo è andarsi a ricavare i propri tweet direttamente dalle API di Twitter, il modo è piuttosto semplice e il risultato sarà effettivamente “digeribile” come feed RSS partendo dall’indirizzo https://api.twitter.com/1/statuses/user_timeline.rss?screen_name=gioxx dove -ovviamente- al posto del mio nickname andrà indicato il vostro o quello di un utente generico che volete includere nella pubblicazione.

Occhio però alle richieste, più aumentano, più c’è possibilità che vi venga bloccata la richiesta alla fonte, da quando sono state introdotte le API di Twitter c’è infatti un limite posto proprio sulle request, una veloce lettura alla sezione Developers del Social Network vi schiarirà le idee. Questa sezione sparirà dalla prossima versione di Gioxx’s Wall per Currents ;-)

Nessuno vi vieta però di rimbalzare il feed di Twitter su uno strumento di terze parti che possa tenere memoria dei vostri cinguettii e non arrabbiarsi se il numero di richieste al feed stesso aumenta nel tempo. Per la sezione Twitter ho voluto modificare lo stile prendendo quello di una qualunque sezione e arricchendolo ulteriormente con l’icona “simbolo” dell’azienda :-)


<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<img src="https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4" />
</div>
<div class='divider'></div>
<div class='sectionName'>
<img src="https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-twitter_newbird_white.png" style="width: 50px; float: left;" /><g:text textid='sectionName'></g:text>
</div>
</div>

Vale lo stesso per Facebook o Google Plus, quest’ultimo integrato e già disponibile tra le sezioni inseribili in testata. Per Facebook vi servirà qualche passaggio in più, neanche troppo difficile …

L’integrazione con Facebook

Un semplice servizio online ed un URL ben preciso è tutto ciò che vi serve per avere un feed RSS da dare in pasto a Currents e pubblicare i contenuti di una timeline Facebook di una vostra pagina direttamente su smartphone e tablet senza passare dal Social Network di Mark Zuckerberg o esservi iscritti.

Find My Facebook ID è quello di cui necessitate. Andate alla pagina findmyfacebookid.com e inserite l’URL completo della pagina / profilo Facebook, quindi con l’unico pulsante disponibile ottenete l’ID numerico della pagina, copiatelo ed andate a sostituirlo nell’URL seguente che rimarrà sempre lo stesso:

https://www.facebook.com/feeds/page.php?id=182682921817&format=rss20

Dove “182682921817″ è l’ID della mia pagina dedicata a ABP X Files. Avete appena ottenuto la fonte RSS attraverso la quale pubblicare i vostri contenuti Facebook su Currents :-)

Un template custom anche per gli articoli

Cosa resta da fare? Un piccolo ritocco all’aspetto della testata per gli articoli singoli prima di andare in onda :-)

Quello seguente propone la testata standard più sottile di quella delle sezioni o della tabella dei contenuti pur permettendomi di integrare ancora un logo (cosa che però ho preferito non fare, scegliendo il puro testo almeno stavolta) e il nome della sezione dalla quale stiamo attingendo le informazioni ora presenti sullo schermo del device, il tutto con un bianco e un grigio chiaro su sfondo nero:


<style>
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
</style>

<g:header disablePages='splash'>
<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<g:text textid='editionName'>
</g:text>
</div>

<div class='divider'>
</div>

<div class='sectionName'>
<g:text textid='sectionName'>
</g:text>
</div>
</div>
</g:header>

<g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'>
<style>
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<div class='articleTitle'>
<g:field fieldId='title'>
</g:field>
</div>

<div class='articleSubtitle'>
<g:field fieldId='subtitle'>
</g:field>
</div>

<div class='articleByline'>
<span class='articleFavicon'>
<g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'>
</g:field>
</span>

<g:field fieldId='external_authorName'>
</g:field>

<span class='articleCreated'>
<g:field fieldId='external_created'>
</g:field>
</span>
</div>
</g:splash>

<g:include template='interstitialAd'>
</g:include>

<g:include template='leaderboardAd'>
</g:include>

<g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='1'
max='1' slideshow='true'>
</g:fieldgroup>

<g:field fieldId='body'>
</g:field>

<g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='2'
max='10' slideshow='true'>
</g:fieldgroup>

Estremamente pulito e semplice, anche sui tablet.

Articoli e template custom: Supporto Informatico

Partendo dal presupposto che tutto quello che c’era da dire è stato detto fino a due righe fa, dedico questo breve paragrafo all’integrazione che ho voluto eseguire tra il mio blog e SupportoInformatico.org, progetto personale nato qualche tempo fa che ancora oggi -statistiche alla mano- raccoglie il favore del pubblico più tecnico alla ricerca dell’URL semplice da ricordare e dire agli utenti che hanno ben poca confidenza con le macchine!

Quello che sono andato ad operare sui singoli articoli pescati da questo diverso feed è la semplice modifica dell’intestazione che ora non proporrà mai il nome della sezione ma manterrà semplicemente il testo “supporto informatico“, inserito a mano proprio nel codice qui di seguito:


<style>
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
</style>

<g:header disablePages='splash'>
<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<!--<g:text textid='editionName'>-->
<g:text textid='sectionName'>
</g:text>
</div>

<!--<div class='divider'>
</div>-->

<div class='sectionName'>
<!--<g:text textid='sectionName'>-->
</g:text>
</div>
</div>
</g:header>

<g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'>
<style>
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<div class='articleTitle'>
<g:field fieldId='title'>
</g:field>
</div>

<div class='articleSubtitle'>
<g:field fieldId='subtitle'>
</g:field>
</div>

<div class='articleByline'>
<span class='articleFavicon'>
<g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'>
</g:field>
</span>

<g:field fieldId='external_authorName'>
</g:field>

<span class='articleCreated'>
<g:field fieldId='external_created'>
</g:field>
</span>
</div>
</g:splash>

<g:include template='interstitialAd'>
</g:include>

<g:include template='leaderboardAd'>
</g:include>

<g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='1'
max='1' slideshow='true'>
</g:fieldgroup>

<g:field fieldId='body'>
</g:field>

<g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='2'
max='10' slideshow='true'>
</g:fieldgroup>

Mentre la testata della sezione principale integra un logo completo che mostra il simbolo, il nome e l’URL del blog.

In conclusione

Currents è indubbiamente un bel progetto ed un ottimo strumento per sbarcare su smartphone e tablet con il minore sforzo possibile e la maggiore qualità disponibile allo stato attuale.

Ho avuto modo di metterlo alla prova anche sottoscrivendo importanti feed italiani e non e godendo di buona qualità di lettura e minore fatica nel destreggiarmi tra pubblicità e immagini che nulla hanno a che fare tipicamente durante la navigazione di una testata attraverso Safari (su iOS).

Sia questo blog che il progetto ABP X Files sono sbarcati sin dal primo momento su Currents, mi farebbe molto piacere se mi “portaste in giro con voi” ogni volta che potete! :-)

Gli URL diretti per sottoscrivere le edizioni sono rispettivamente gioxx.org/currents e mozilla.gfsolone.com/currents, ma potete tranquillamente puntare il vostro lettore di QR code subito qui sotto per evitare di utilizzare la tastiera!

Buona lettura! :-)

Reset account iCloud (Maximum number of free accounts have been activated on this iphone)

Hi,
I’m Giovanni and I use an iPhone to test some company’s application, This device is formatted many times in a day, and I use it with different iCloud accounts. Today I got this error: “The maximum number of free accounts have been activated on this iphone” and I called Apple support who advised me to contact you to perform a reset of iCloud users associated with this device.
Is it possible?

iPhone S/N is: XXXXXXXXXXX.
iCloud accounts used: 3 (XX@XX.com, XX@XX.org, XX@XX.it), I hope I remember correctly!

Thanks in advance.
Have a nice evening.
Giovanni.

Comincia così “l’avventura” che ha visto come protagonista il mio vecchio iPhone 3GS, e nonostante il mio inglese da turista dell’ultimo minuto in effetti una risposta l’ho ricevuta, come sempre succede quando ho a che fare con il supporto di Apple.

Il problema è molto poco conosciuto e nonostante sui forum americani ci siano svariate discussioni che lo trattano, nessuna di queste risolve completamente il problema o fornisce le giuste indicazioni per arrivare al risultato desiderato. L’errore che ho infatti inserito nel titolo vi impedisce il collegamento a iCloud da dispositivo con un qualsiasi account (Apple ID) correttamente registrato, tutto ciò che è legato al servizio viene quindi inibito! Ciò significa perdere la possibilità di effettuare backup automatici sui server Apple, di tenere attivo il tracciamento attraverso “Trova il mio iPhone” e un eventuale ripristino su un diverso dispositivo.

Perché succede? Perché nonostante non se ne parli così tanto in giro, Apple vieta di effettuare il login al servizio iCloud con più di 3 account sullo stesso dispositivo (che arrivano a 5 nel caso in cui si utilizzi iPad), esattamente ciò che ho fatto io per effettuare diversi test a scopo lavorativo! Arrivato all’ennesima formattazione ho provato a collegarmi nuovamente utilizzando il primo dei 3 account (quindi in un certo senso ricominciando il giro) e ho ottenuto questo risultato.

La risposta ricevuta dal reparto “iTunes Store” però non ha soddisfatto la richiesta iniziale, in quanto occorrerebbe fare riferimento al supporto MobileMe ammesso che il dispositivo sia in garanzia, ormai abbandonata (e alla grande) dal mio iPhone scoperto da ulteriori pacchetti Apple Care, a meno che non si decida di pagare l’intervento (IMHO non giustificato trattandosi di uno specifico problema legato a iCloud e non al telefono in come hardware).

Ho quindi provato a contattare nuovamente il centro di supporto Apple italiano al numero 848 789 424 (si lo so, questo è il numero per i dispositivi in garanzia ma anche per l’assistenza software, quindi ne ho approfittato) e dopo aver spiegato nei minimi dettagli il mio problema ho potuto parlare con una responsabile. Questa ha effettuato una semplice operazione basata sul numero di serie del dispositivo, sbloccando un ulteriore (e ultimo) login iCloud. La coppia di credenziali che verrà immessa sul telefono sarà l’ultima disponibile, non è possibile resettare quel contatore a meno di non aprire un ticket al supporto americano che valuterà la proposta e potrà accettarla o rifiutarla (in quest’ultimo caso facendo riferimento al divieto di cui vi parlavo prima sugli account utilizzabili per dispositivo).

Del perché Apple abbia deciso di imporre quel limite sono solo parzialmente informato (sempre grazie alla gentile ragazza dall’altro lato della cornetta dapprima e posta elettronica dopo): da quanto hanno potuto studiare e constatare, nessuno mai dovrebbe avere la necessità di utilizzare più di 3 account iCloud sullo stesso telefono (e 5 nel caso in cui si parli di iPad, come già detto precedentemente), nonostante casi come il mio possano capitare (sporadicamente, trattati singolarmente e risolti operando in questo modo). Contattare quindi il supporto telefonico, portare tanta pazienza (ci ho messo 3 giorni abbondanti per arrivare alla conclusione e risoluzione del mio caso) ed essere estremamente cortesi con chi ci risponde resta l’unico modo di uscire vivi (e con un’ultima cartuccia disponibile) dal tunnel.

Buona fortuna ;-)

iOS: aggiungere la tastiera Emoji senza ulteriori applicazioni

Non capisco perché ancora oggi ci si ostini a cercare applicazioni che permettano di copiare e incollare le “Emoji” negli SMS o nei programmi di chat del proprio dispositivo iOS o Android, una manciata di inutili ma simpatiche faccine e icone per arricchire (?) la propria esperienza basata su iMessage e chat di Facebook (!).

Nel primo caso (iOS 5+) è previsto dal sistema e non posso che suggerirvi i 6 semplici passaggi che vi permetteranno di avere la tanto desiderata tastieraestesa” contenente una discreta quantità di facce, segnali, oggetti e chi più ne ha più ne metta.

  1. Selezionare Impostazioni;
  2. Scegliere Generali;
  3. Scorrere e fare clic su Tastiera;
  4. Accedere alla tastiere disponibili nel sistema da Tastiere internazionali;
  5. Aggiungerne una nuova da Aggiungi nuova tastiera;
  6. Individuare e scegliere Emoji tra quelle disponibili.

A questo punto potrete accedere all’estensione selezionando l’icona a forma di mondo, che andrà a comparire tra la barra spaziatrice e il pulsante che richiama il tastierino numerico / segni di punteggiatura.

Perché realizzare questo documento così banale? Perché ancora oggi quando mando messaggi contenenti anche solo una di quelle faccine alcuni dei miei contatti corrono a scoprire quale applicazione sto usando, ignorando alla grande che persino Apple ha rilasciato un documento pubblico che spiega quanto appena detto :-)

http://support.apple.com/kb/HT4976?viewlocale=it_IT

E speriamo sia la volta buona che quelle schifezze che promettono faville in AppStore affondino inesorabilmente, ADV compresi nel prezzo!

Banco prova: Pioneer SE-MJ551-G

Qualche tempo prima della chiusura del 2011 Rita, per conto di Pioneer, mi ha fornito delle nuove SE-MJ551-G, cuffie classe “Over Ear” che vanno ad aggiungersi alla precedente prova delle SE-MJ151-K. Contrariamente alle prime testate queste sono più grandi, più potenti, più comode (esperienza personale) con una differenza di prezzo di listino affrontabile (si parla della fascia 40-60 per le prime provate, 60-100 per le seconde, dipende solo ed esclusivamente dal venditore).

Un audio corposo, definito e potente ma mai fastidioso o in distorsione (a meno di non volersi far saltare i timpani, ndr) le rendono compagne ideali del più classico degli isolamenti da città: metro, autobus, passeggiate al parco o semplice relax da divano. Difficilmente porterete simili cuffie in corsa, contrariamente alle MJ151 pesano di più (come detto nella prima parte dell’articolo) e la similpelle che abbonda nel rivestimento rischia di trasformarsi in scomodità quando si entra sotto sforzo, è in casi come questi che gli auricolari vengono difficilmente battuti, ma è evidente che il target scelto è differente.

Il modello in mio possesso non possiede un microfono integrato nel cavo, specifica caratteristica del modello “T” (MJ551-T) che meglio può adattarsi all’utilizzo con iPhone o qualsiasi altro cellulare che viene quotidianamente utilizzato anche come lettore Mp3. Nonostante ciò, per completare il test ho chiaramente utilizzato il dispositivo Apple e la mia libreria musicale, cercando di variare sempre tra generi e quantità di bassi / medi / alti, cercando di capire quanto queste cuffie potessero adattarsi alle diverse ‘situazioni‘ e gusti del possessore.

Uno dei pregi di queste cuffie è sicuramente la dinamicità dei padiglioni: entrambi possono essere “ribaltati” permettendo quindi di tenerne uno sull’orecchio escludendo l’altro, per parlare con un amico o rispondere in tempi rapidi ad una telefonata senza staccare la musica (con il modello “T” potreste usare le cuffie ed il microfono integrato senza mai avere la necessità di toglierle di dosso!). La stessa dinamicità che permette di piegarle di molto per renderle ancora più ‘trasportabili‘.

Le caratteristiche tecniche sono descritte nella scheda ufficiale sul sito web, ve le riassumo:

  • Tipo Cuffie dinamiche completamente chiuse
  • Risposta in frequenza 8 – 28,000 Hz
  • Impedenza 32 Ω
  • Massima potenza d’ingresso 1500 mW
  • Sensibilità 105 dB
  • Unità Driver 40 mm
  • Spina Spinotto mini 4P da 3,5 mm (placcato oro)
  • Lunghezza del cavo 1,2 m
  • Accessori • Custodia • Padiglioni auricolari x 2
  • Peso netto (senza cavo) (senza cavo) 220 g

Nel box delle MJ551 troverete inoltre due cuscinetti che potrete cambiare nel caso in cui quelli di base dovessero rovinarsi, o magari perché volete le cuffie completamente “in tinta” ;-)

Grazie ancora a Pioneer e Rita per l’opportunità.

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

E Google disse: “Apriti Sesamo”

Letto, provato, servito, prima della buonanotte affinché arrivi ancora “caldo” nei vostri feed reader domattina, tra le prime letture, tra un caffè e la prima telefonata di lavoro!

La novità pare chiamarsi “Sesame” e non è altro che l’ennesimo metodo offerto da Google per evitare che le proprie credenziali finiscano nelle mani sbagliate. Un codice QR, uno scanner per poterlo leggere e un telefono capace di collegarsi ad internet per autenticarsi al centro account di Google, è tutto ciò che vi serve per accedere da qualsiasi postazione alle vostre risorse, senza preoccuparsi che un keylogger o qualsiasi altro intruso possano rovinarvi la festa, ammesso che vi fidiate del vostro telefono :-)

Si parte da qui:

accounts.google.com/sesame

così che venga generato e mostrato il codice QR da far scansionare al vostro telefono:

Google Sesame: Codice QR

Personalmente utilizzo “Scan” di QR Code City, disponibile gratuitamente in AppStore per iPhone e iPad. Esistono miriadi di applicazioni dello stesso tipo sull’AppStore, sull’Android Market, sul Windows Phone Market e sul BlackBerry App World, a voi la scelta.

Il funzionamento è davvero semplice:

  • fate partire la scansione del QR, questa vi porterà alla schermata di autenticazione di Google Accounts;
  • inserite i vostri dati di autenticazione e accedete confermando che siete stati voi ad avviare la richiesta di accesso tramite codice QR;
  • attendete che il PC “faccia il resto“, la pagina infatti modificherà in completa autonomia l’URL di destinazione permettendovi di entrare in GMail (o iGoogle) senza che voi abbiate digitato le credenziali sul PC, sarà il server di Google ad autorizzare l’ingresso.

QR Scan: Google Sesame (clicca per vedere l'intera schermata)

Inutile dirlo ma è sempre bene: non dimenticatevi di effettuare un logoff al termine della sessione di lavoro!

Aggiornamento 17/01/12 14.30
Come sfortunatamente fatto notare da Vik nei commenti (e su alcuni altri blog italiani arrivati pian piano sulla notizia), quello di Google era solo un esperimento, che è stato chiuso alla velocità della luce non appena ha cominciato ad essere troppo conosciuto e visitato dal web. Questo è il messaggio se si prova a visitare ora la pagina web di Sesame:

Hi there – thanks for your interest in our phone-based login experiment.While we have concluded this particular experiment, we constantly experiment with new and more secure authentication mechanisms.

Stay tuned for something even better!

Dirk Balfanz, Google Security Team.

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