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Banco prova: Pioneer SE-MJ551-G

Qualche tempo prima della chiusura del 2011 Rita, per conto di Pioneer, mi ha fornito delle nuove SE-MJ551-G, cuffie classe “Over Ear” che vanno ad aggiungersi alla precedente prova delle SE-MJ151-K. Contrariamente alle prime testate queste sono più grandi, più potenti, più comode (esperienza personale) con una differenza di prezzo di listino affrontabile (si parla della fascia 40-60 per le prime provate, 60-100 per le seconde, dipende solo ed esclusivamente dal venditore).

Un audio corposo, definito e potente ma mai fastidioso o in distorsione (a meno di non volersi far saltare i timpani, ndr) le rendono compagne ideali del più classico degli isolamenti da città: metro, autobus, passeggiate al parco o semplice relax da divano. Difficilmente porterete simili cuffie in corsa, contrariamente alle MJ151 pesano di più (come detto nella prima parte dell’articolo) e la similpelle che abbonda nel rivestimento rischia di trasformarsi in scomodità quando si entra sotto sforzo, è in casi come questi che gli auricolari vengono difficilmente battuti, ma è evidente che il target scelto è differente.

Il modello in mio possesso non possiede un microfono integrato nel cavo, specifica caratteristica del modello “T” (MJ551-T) che meglio può adattarsi all’utilizzo con iPhone o qualsiasi altro cellulare che viene quotidianamente utilizzato anche come lettore Mp3. Nonostante ciò, per completare il test ho chiaramente utilizzato il dispositivo Apple e la mia libreria musicale, cercando di variare sempre tra generi e quantità di bassi / medi / alti, cercando di capire quanto queste cuffie potessero adattarsi alle diverse ‘situazioni‘ e gusti del possessore.

Uno dei pregi di queste cuffie è sicuramente la dinamicità dei padiglioni: entrambi possono essere “ribaltati” permettendo quindi di tenerne uno sull’orecchio escludendo l’altro, per parlare con un amico o rispondere in tempi rapidi ad una telefonata senza staccare la musica (con il modello “T” potreste usare le cuffie ed il microfono integrato senza mai avere la necessità di toglierle di dosso!). La stessa dinamicità che permette di piegarle di molto per renderle ancora più ‘trasportabili‘.

Le caratteristiche tecniche sono descritte nella scheda ufficiale sul sito web, ve le riassumo:

  • Tipo Cuffie dinamiche completamente chiuse
  • Risposta in frequenza 8 – 28,000 Hz
  • Impedenza 32 Ω
  • Massima potenza d’ingresso 1500 mW
  • Sensibilità 105 dB
  • Unità Driver 40 mm
  • Spina Spinotto mini 4P da 3,5 mm (placcato oro)
  • Lunghezza del cavo 1,2 m
  • Accessori • Custodia • Padiglioni auricolari x 2
  • Peso netto (senza cavo) (senza cavo) 220 g

Nel box delle MJ551 troverete inoltre due cuscinetti che potrete cambiare nel caso in cui quelli di base dovessero rovinarsi, o magari perché volete le cuffie completamente “in tinta” ;-)

Grazie ancora a Pioneer e Rita per l’opportunità.

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Xbox 360: Saints Row: The Third

Paolo lo ha parzialmente stroncato, io lo prendo un po’ così come viene, tutto sommato è quello che lui stesso suggerisce nelle sue ultime righe.

Non pensiamo alla storia che c’è alla base del titolo, lasciamo da parte anche il fatto stesso che sia un clone uscito più o meno decentemente dalle pagine dimenticate di un GTA ormai superato e perché no, archiviamo inoltre il fatto che si possa fare un po’ quello che ci pare senza affrontare le giuste conseguenze, o per lo meno che bisogna davvero impegnarsi per scatenare un inferno a suon di pallottole da ambo i lati (legge e nemici).

Saints Row: The Third è il giusto titolo per i fuori di testa, quelli che non vogliono utilizzare neanche una minima percentuale del neurone rimasto ancora in vita dopo una giornata di lavoro, un’ottima valvola di sfogo per sforacchiare qualsiasi superficie umana o no che sia, in giro per una città tutto sommato ben realizzata graficamente che lascia perdere tempo al protagonista a suo piacimento, ammesso che non si voglia provare a seguire la timeline formata da missioni e vendette che dovrebbero in qualche modo riportare i protagonisti del titolo a guadagnarsi nuova stima, nuova fama, nuovo terrore inculcato nei nemici che un tempo li temevano, la famiglia dei Saints per l’appunto.

Per chi invece un po’ del suo lo vuole proprio mettere dentro potrà provare a stuzzicare la pazienza delle gang rivali o della polizia locale, che tenteranno di bloccare la vostra opera di bonifica e di riconquista del territorio schierando persone e armi sempre più intelligenti e letali, un po’ come succedeva -appunto- in quel GTA a 5 stelle di pericolosità, proprio quando la legge decideva che era arrivata l’ora di far entrare in guerra un elicottero, un carro armato e tutte le squadre speciali disponibili!

E se proprio non sopportare la pressione, potrete decidere di raggiungere il vostro rifugio originale o qualsiasi altra vostra proprietà così da riportare a zero il disturbo creato a chi vi vuole male o dietro delle robuste sbarre. Insomma, una famiglia che da regina di città a colpi di fucile e abiti firmati, si ritrova a dover dimostrare ancora una volta che potrebbe comandare senza battere ciglio, prendendo il posto di coloro che nel frattempo hanno conquistato e tramato liberamente alle loro spalle.

Controlli accettabili seppur irritanti quando si cambia la modalità (a piedi o in automobile) perché modificati dinamicamente e in un modo un po’ ingenuo, protagonista estremamente personalizzabile secondo i propri gusti (dopo aver superato la primissima parte del gioco), parlato (in inglese con sottotitoli in italiano) ricco di volgarità gratuite come se non ci fosse un domani, segno dei tempi che cambiano ma con un occhio di riguardo (o almeno un tentativo) ai più piccoli grazie al filtro PEGI 18+ applicato sulla confezione del gioco, per quei sempre più rari casi in cui il giocatore (o genitori / parenti / amici / ecc.) da un’occhiata all’età minima consigliata … speranza vana?

A completare l’opera di convincimento del papabile giocatore da poltrona c’è la parte multiplayer, attraverso la quale potrete condividere le vostre realizzazioni, i punteggi, la squadra della morte che gira per Stilwater o più semplicemente cooperare con un secondo giocatore che vi consentirà di fare squadra per ore di divertimento senza troppe pretese o pensieri.

Cosa ne penso? Beh, l’idea è indubbiamente riciclata e nonostante la buona realizzazione del prodotto finale non ho potuto apprezzare questo titolo fino in fondo, fermo restando che darò modo e altro tempo a SR3rd per riscattarsi, soprattutto in quei momenti spenti, quando una fucilata o due possono risollevare il morale ;-)

Stilwater è pronta per essere conquistata e dipenderà solo dal giocatore se diventerà per sempre territorio dei Saints.

Un giudizio in una sola frase? Carino, ma non da prezzo pieno.

Banco Prova: Fujitsu Stylistic Q550

Oggi si parla di tablet, non di iPad o simili, ma di veri e propri computer “estremamente portabili” adatti ad esigenze un po’ più specifiche del solito leggere la rivista di turno o navigare liberamente tra i social network mettendo un Like o un Retweet a caso. Fujitsu mi ha permesso di provare il suo Stylistic Q550, tablet dotato di Windows 7 Professional e una serie di accessori che potrebbero renderlo l’ideale compagno di lavoro di tanti professionisti e operai. Vediamo insieme come se l’è cavata.

Di cosa si tratta

Sono sempre stato scettico verso questo tipo di strumenti, troppo poco professionali e molto orientati al fascino dell’averlo, o magari il contrario, come spesso accade con gli inguardabili prodotti riservati al business sicuramente funzionali ma molto poco gradevoli.

Capiamoci: non sono qui a far finta di capirci qualcosa di design, ma sicuramente apprezzo da bravo utente finale i prodotti ben realizzati, rifiniti, ma soprattutto funzionali.

E’ quello che ha provato a realizzare Fujitsu, attraverso una serie di device mobili tra i quali lo Stylistic che ho provato. 10.1 pollici che permettono un utilizzo completo del sistema operativo e di qualsiasi prodotto terzo si decida di installare, compatibile con Windows ovviamente. Pensate quindi alla comodità di portarsi dietro un proprio profilo o il proprio set di programmi come se si avesse a che fare con un più completo netbook, senza l’ingombro della tastiera fisica (che si potrà comunque utilizzare via bluetooth) e con la possibilità di sfruttare un semplice tocco per utilizzare tutto ciò di cui si necessita.

Caratteristiche tecniche

Lo Stylistic Q550 si basa su tecnologia Intel® Atom™ attraverso i due processori Z690 (da 1.7 GHz) o Z670 (da 1.5 GHz), per bassi consumi e prestazioni sufficientemente accettabili (vi ricordo che ho un netbook di precedente generazione con Windows 7 installato e funzionante) anche con applicazioni che fanno ingente richiesta di risorse, grazie anche ai 2 GB di RAM installati da fabbrica.

Stylistic Q550 - Computer

A corredo troverete un hard disk a stato solido con un taglio da 30 o 62 GB, che vi permetterà di memorizzare rapidamente i dati o avanzare con la stessa velocità nelle installazioni di software, senza dimenticarsi mai della sicurezza in mobilità, che viene a mancare parzialmente con un diverso tipo di disco, il quale potrebbe danneggiarsi in caso di urti o sballottamenti vari ;-)

Il display del quale vi ho rapidamente parlato nel paragrafo precedente permette una visualizzazione del desktop a 1280×800 ed è di tipo resistivo, tecnologia molto comune e utilizzata e da me personalmente odiata. Nel caso in cui ancora oggi non capiste la differenza tra resistivo e capacitivo, vi rimando ad un ottimo articolo pubblicato su CellularMagazine. In realtà devo ammettere di aver ricevuto una chiara risposta al perché è stato scelto di usare un monitor resistivo al posto di un più performante e nuovo capacitivo: chiunque voglia operare sul tablet, avrà la possibilità di poggiare i polsi o dita pur non cliccando alcunché sul monitor, almeno fino a quando non si deciderà di applicare una maggiore pressione anche attraverso il pennino incluso all’interno della confezione del prodotto. Sicuramente valido per coloro che non possono concedersi una comoda posizione per l’utilizzo del dispositivo, meno per chi vorrebbe maggiore precisione e reattività da parte dello stesso tablet. Personalmente ho più volte fallito il giusto colpo sull’icona interessata, forse perché troppo ben abituato ad un iPhone o a un iPad.

Una ulteriore nota di demerito (che potrebbe interessare ben poco la massa ma che personalmente ho notato) è la mancanza di un doppio speaker, che lascia spazio al mono, forse per mancanza di spazio. In compenso sono presenti due microfoni integrati, particolarmente adatti all’utilizzo di software di fonia / chat vocale come Skype o simili, meglio ancora quando affiancati dalle WebCam (integrate anche queste): VGA sul fronte e 1.3 MPixel sul retro (per eventuali scatti fotografici senza troppe pretese). E’ evidente che si voglia lasciare da parte le rifiniture o l’attenzione al nuovo e più definito, anche se non penso che questo possa impattare molto sul costo finale dell’oggetto.

Sul fronte delle connessioni non ho invece nulla da ridire: bluetooth 3.0, WiFi (a/b/g/n), modulo 3G su richiesta, quest’ultimo con funzionalità GPS per un utilizzo anche da auto :-)

La batteria del dispositivo è da 2 celle, per una durata complessiva che può arrivare fino a 4 ore di lavoro circa, che potrebbero diventare 9 nel caso in cui chiediate una batteria da 4 celle. Nota di merito per aver scelto di rendere estraibile quest’ultima, permettendo così l’acquisto di una doppia batteria nel caso l’utilizzatore svolga un lavoro che lo porta a star fuori di casa / ufficio per l’intera giornata! Lo Stylistic Q550 è infatti uno dei pochi tablet che lo consente, non è da sottovalutare quando si tirano le somme prima di un acquisto ricercato e ben specifico.

Per concludere, una garanzia di 2 anni da parte della casa madre, che possono eventualmente essere estesi in caso di offerta appositamente studiata per un’azienda.

I più curiosi potranno trovare tutte le informazioni che desiderano in questo PDF, sul sito ufficiale Fujitsu:

https://sp.ts.fujitsu.com/dmsp/docs/facts-notebook-superior.pdf

(se preferite potete dare un’occhiata alla pagina ufficiale, senza l’utilizzo di Adobe Reader o simili: fujitsu.com/it/products/computing/pc/notebooks-tablets/advanced/stylistic-q550/index.html).

La prova sul campo

La mia prova sul campo ha visto lo Stylistic Q550 come protagonista in diverse occasioni: spostamenti tra casa e ufficio, tra Milano e Ravenna, in casi di finta emergenza simulando necessità di ricerca sul web magari senza la possibilità di utilizzare il cellulare e quant’altro ancora, in pratica quello che potrebbe fare qualunque utilizzatore, non certo però l’operaio di magazzino che penso possa apprezzare particolarmente una macchina simile sul proprio carrello, tenete quindi conto di questi risultati in maniera parziale ;-)

+ PRO

La comodità di avere a disposizione un sistema operativo conosciuto, facilmente amministrabile da policy di dominio (nel caso in cui faccia parte di una piccola rete casalinga o aziendale), sul quale posso installare a mia discrezione qualsiasi tipo di software come se avessi a disposizione il più ingombrante PC portatile o addirittura il fisso di casa. E’ indubbiamente una qualità che fa di un tablet Windows un’arma vincente se consideriamo il largo panorama di prodotti terzi a nostra disposizione.

Firefox Nightly installato su Windows 7 - Stylistic Q550

Batteria, gioia e dolore di qualunque utilizzatore (rima non voluta, ndr). Fujitsu ha ben pensato di dare la possibilità di cambiare rapidamente e facilmente la batteria grazie all’alloggiamento posto sul retro del tablet. Portare con se una seconda batteria costerà poca fatica, il peso è relativamente accettabile e con una 4 celle si arriva facilmente a fine giornata, ammesso che non si voglia utilizzare il tablet per lavori strani o particolarmente complessi, roba da Desktop, per capirci.

Connettività a livelli più che accettabili: mai darla per scontata e mai chiedere di meno. Uno strumento simile deve potermi mettere a disposizione tutto quello di cui potrei avere necessità, a partire dalla scheda WiFi N (irrinunciabile in rete locale, prevalentemente per lo spostamento di dati pesanti) e dal bluetooth che mi consente di associare al dispositivo una serie di periferiche esterne che rendono più semplice lavorare, come un kit tastiera / mouse o il proprio telefono, a patto che quest’ultimo si lasci “amministrare” liberamente, provate a pensare anche solo alla semplicità con la quale potreste connettervi senza il modulo 3G integrato ma appoggiandovi in tethering su qualsiasi dispositivo iOS o Android. Ho personalmente portato a termine con successo e soddisfazione una connessione in tethering bluetooth dal mio vecchio iPhone 3GS, valida soluzione tampone nel caso in cui ci si trovi in assenza di segnale WiFi.

A questo -secondo me- vanno aggiunti anche i numerosi connettori e interfacce a disposizione, il sensore fingerprint per proteggere e sbloccare rapidamente la macchina e la porta HDMI che permette di allargare la propria area di lavoro esportandola su un monitor sicuramente più grande di quello integrato.

- CONTRO

Mai e poi mai resistivo. Non c’è santo che tenga, l’ho sempre odiato e ho cercato fino ad oggi di non avere niente a che fare con questo tipo di schermo (il periodo passato a stretto contatto con il Nokia 5800 è infatti stato archiviato nel più breve tempo possibile in favore di una più normale tastiera tradizionale). Capisco le esigenze dei lavoratori di cantiere, capisco la comodità di chi potrebbe non avere molto spazio a disposizione per lavorare ma sfortunatamente non lo concepisco per un utilizzo nel quotidiano in ufficio, in treno, in macchina, ecc. Questo è un parere strettamente soggettivo, me ne rendo conto.

Il peso della portabilità, non tanto curato in effetti. Lo Stylistic Q550 arriva a sfiorare il kilogrammo nella versione che propone la batteria a 4 celle, si allontana di poco quella a 2. In ogni caso il tablet fa sentire il suo peso quando tenuto sotto braccio o appoggiato a quest’ultimo per prendere appunti o lavorare con un’applicazione, senza considerare che il peso aumenta (anche se di pochissimo, ndr) se lo si tiene nella custodia di pelle protettiva inclusa nella scatola. Non pensate quindi che un Netbook possa allontanarsi di molto o che possa essere facilmente sostituito. A quest’ultimo manca lo schermo touch. Se ci fosse sarebbe una soluzione semi-equivalente, almeno secondo il mio modesto e personale giudizio.

Occhio al portafogli. Quando ho avuto modo di assistere (anche se in poco elegante ritardo) alla presentazione del prodotto, non ho potuto fare a meno di soffermarmi sulla fascia prezzi che oscilla tra gli 800 e i 1000 euro (circa) per unità. A meno di cali di prezzo, sicuramente applicati nel caso in cui si voglia acquistare il prodotto per i dipendenti della propria azienda, si parla di una cifra impegnativa, soprattutto considerando che un mercato consumer ha ben poco a che fare con questo tipo di dispositivo, decisamente pensato per un utilizzo business-related. E’ pressoché impossibile fare un paragone con l’antagonista Apple, quest’ultimo è sicuramente pensato per l’utenza casalinga, dove vince a man bassa.

Accessori & Supporto

Abbandonato il paragrafo con i Pro & Contro che sono riuscito ad individuare, vorrei riservare qualche riga su accessori e supporto del prodotto. Trattandosi di un tablet facilmente “espandibile“, la casa madre ha ben pensato di proporre un paio di soluzioni che potrebbero tornarvi molto utili nel caso in cui abbiate a disposizione una scrivania sulla quale ospitare il tablet, magari in ufficio, o a casa al rientro dal vostro lavoro.

Nella scheda ufficiale sul sito web che vi ho proposto prima (questa: fujitsu.com/it/products/computing/pc/notebooks-tablets/advanced/stylistic-q550/index.html), potrete trovare alcune soluzioni che ho avuto modo di vedere e provare alla presentazione. Tra queste mi è particolarmente piaciuta quella del Port Replicator, che va ad aggiungere due porte USB, una porta DVI / VGA per arrivare ad una risoluzione massima di 2048 x 1152 e una porta ethernet attraverso la quale potrete facilmente e rapidamente connettere il tablet alla rete interna, il tutto sfruttando una singola porta USB del dispositivo. Oltre a questo sarà possibile esportare o importare dati da supporti ottici grazie al “Super Multi DVD Drive“, che va così a sopperire la mancanza di un lettore / masterizzatore DVD che chiaramente non può trovare spazio in modo nativo su un simile dispositivo. Sfortunatamente di queste due ultime soluzioni non conosco i prezzi precisi e non ho avuto occasione di portarli con me a casa per approfondirne il funzionamento.

Chiara è invece l’idea che mi sono fatto del supporto software, indubbiamente valido grazie alla doppia disponibilità di centro aggiornamenti per driver e patch di sistema operativo. Come mostrato in figura qui di seguito, Fujitsu pre-installa un software in grado di reperire le ultime versioni dei driver / bios / ecc direttamente dai loro server. Un doppio clic sarà più che sufficiente per tenere costantemente aggiornato il proprio tablet:

Fujitsu DeskUpdate - Stylistic Q550

Del resto Windows sa già bene dove e quando aggiornarsi, non penso ci sia bisogno di parlarne :-)

Windows Update su Stylistic Q550

E per concludere, ricordate sempre di installare un buon antivirus, a patto che questo non vada però ad invadere troppo le risorse relativamente limitate del sistema, occorre sempre tenere a mente che avete a che fare con una tecnologia utilizzata da tablet e netbook, dove le risorse sono a disposizione delle applicazioni ma non sono in nessun caso “eccessivamente sprecabili“, ho ottenuto dei buoni risultati scegliendo di utilizzare Microsoft Security Essentials, che potrete scaricare e installare gratuitamente:

Microsoft Security Essentials per Windows 7 su Stylistic Q550

In conclusione

Il prodotto ha delle potenzialità, anche se c’è una discreta quantità di CONTRO sulla quale migliorare sempre più, almeno da un punto di vista puramente personale. E’ già sufficientemente maturo per essere valutato all’interno di un’impresa e se ben amministrato si rivela un ottimo compagno di lavoro, soprattutto grazie al sistema operativo scelto. Fujitsu è già pronta a supportare il futuro Windows 8, che si annuncia come il perfetto compagno di merende di tablet e dispositivi mobili più in generale, a questo punto non resta che attenderne l’uscita e capire quanto l’azienda giapponese è riuscita a “vedere lungo” su questo campo troppo spesso sottovalutato a livello aziendale.

Ringrazio Fujitsu per la possibilità che mi ha offerto e Simone (insieme ad Andrea nell’ultimo periodo) per avermi seguito durante l’avventura.

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Xbox Live Arcade: Worms Ultimate Mayhem

L’articolo è stato scritto in origine per XboxWay, perché non farci un salto e darci la possibilità di accogliervi nel mondo dedicato alla console di Microsoft? :-) Questo articolo è disponibile all’indirizzo xboxway.com/2011/11/11/worms-ultimate-mayhem-tremate-tremate-i-vermi-son-tornati

Tremate, tremate, le streghe i vermi son tornati! Le vittime sacrificali preferite dal Team17 tornano sul piccolo schermo per riempire le vostre grigie serate di pallottole, bombe, pecore esplosive e qualsiasi altra arma improbabile possa passare per la vostra testa, ma soprattutto per il vostro controller!

Parlare di Worms è un po’ come farlo di Super Mario, si tratta di veri e propri colossi, ciascuno nel proprio panorama (sarebbe impossibile compararli sullo stesso piano, ndr). Il Team17 ha sviluppato il primo dei titoli dedicati a questi sadici e vendicativi vermi nel 1994/95 (io c’ero, cit.) e da quel momento non ho fatto altro che ripercorrere con loro tutti gli episodi della saga che -nonostante la ripetizione puntuale del tema principale- ha sempre e comunque divertito su ogni hardware, iPhone compreso.

60 missioni, 38 armi a disposizione che verranno man mano sbloccate e arricchite recuperando le solite scatole lungo gli stage da affrontare, multiplayer online fino a 4 giocatori e 12 temi grafici da scoprire. Per un gioco arcade si tratta sicuramente di un buon bagaglio a mano, un numero di ore variabili secondo il vostro stile di gioco e tempo libero a disposizione.

Questa miscela esplosiva nata dall’unione di Worms 3D e Worms 4: Mayhem vi permetterà di cominciare la vostra carriera da soldato attraversando quella universitaria. Avete capito bene: sarete dati in pasto al migliore (e al più distratto, ndr) dei professori, così che possiate affinare la cura e la capacità di eliminare l’avversario attraverso i trucchi del mestiere e un pizzico di attenzione alla mira, senza mai dimenticare i particolari fondamentali come l’intelligenza artificiale -niente di eccezionale, ma pur sempre valida per un gioco così-, il vento e la direzione del colpo, il più è non farsi ingannare dalla prospettiva del 3D costruita dagli sviluppatori (io sono uno di quelli che continua ad adorare il 2D per questo titolo, ndr) ;-)

Worms Ultimate Mayhem è approdato su su Xbox Live Arcade lo scorso 28 ottobre (oltre che su Windows e prossimamente PlayStation 3) alla modica cifra di 12,99 €, l’equivalente di 1200 punti Microsoft. Un prezzo tutto sommato giustificato dalla quantità di lavoro svolto e dal numero di missioni del tutto rispettabile da affrontare. E’ un titolo dedicato agli appassionati tanto quanto al giocatore occasionale che fino ad oggi non ha mai provato l’ebrezza di lasciare una carica di dinamite accanto al verme nemico prima di strisciare via rapidamente! ;-p

Che fai? Mi punti il fucile addosso? Verme!

Banco prova: Nilox Foldable Battery Dock (NX-FRBS01)

Nilox è una branchia della più grande Esprinet, società molto nota per chi è solito ‘bazzicare‘ nel mio settore, realizza e vende accessori tecnologici, il classico produttore / distributore di elettronica di consumo, molto giovane nel campo e per certi versi ancora inesperto (ho avuto qualche malaugurata esperienza in passato, ndr).

Partendo dal presupposto che “chi sbaglia, impara“, mi è stata data la possibilità di mettere le mani sul loro nuovo accessorio dedicato ai dispositivi portatili di Apple: Nilox NX-FRBS01, una docking station per iPad/iPad2, iPhone3/3GS/4 e iPod, sarà sicuramente compatibile anche con il neonato 4S dato che le dimensioni sono pressoché identiche a quelle del suo predecessore.

Avevo già una docking station per il mio iPhone, una ‘semplice prolunga‘ collegata costantemente via USB alla seconda docking station (giuro che non lo faccio apposta!), quella che ospita il mio portatile, che mi permette quindi di tenere sotto carica la batteria e contemporaneamente sfruttare il dispositivo da iTunes.

Nilox NX-FRBS01 (clicca per ingrandire)

L’ho cambiata volentieri non solo per l’estetica e la comodità di sgancio rapido del prodotto (rispetto al mio precedente hardware), ma anche per la possibilità di caricare la batteria del telefono in mobilità, in casi di emergenza. La docking station integra infatti una batteria al litio da 5200mAh, che dovrebbe consentirvi fino a 9 ore di attività lontani da una presa di corrente. I led posti sul prodotto vi indicheranno lo stato di carica ancora erogabile, potrete poi caricare quest’ultima collegandola via USB ad un PC o ad una qualsiasi presa di corrente tramite uno dei tanti alimentatori che lo permettono (compreso quello dell’iPhone).

Per potervi appoggiare un iPad (qualsiasi delle due versioni) la Nilox ha ben pensato di includere nel package dei piccoli feltrini adesivi che creano il giusto spessore per poter appoggiare il dispositivo tenendolo dritto rispetto al connettore dock.

E ora, come è giusto che sia, bisogna parlare anche degli unici tre difetti personalmente riscontrati durante il quotidiano utilizzo: la trasportabilità, la posizione della presa USB e il prezzo.

1-
Portare in giro questa batteria / docking station peserà circa 145 grammi in più nel vostro zaino o borsello (nel mio caso, quest’ultimo) senza considerare le dimensioni (13mm di altezza, circa 16 cm di larghezza e 89mm di profondità), più che altro ‘dettate‘ dalle necessità di alloggiamento della batteria integrata.

2-
La presa USB che vi permetterà il collegamento diretto ad un portatile o un alimentatore esterno è posto sulla destra dell’hardware, un pelo scomodo nel caso in cui si decida di affiancarlo al proprio monitor (come nella fotografia che ho scattato e inserito poco sopra, è la mia scrivania), ma è chiaramente un parere soggettivo e dipende esclusivamente dall’utilizzo e dalla posizione ‘scelta‘ per ospitare il prodotto Nilox.

3-
Per acquistare il prodotto vi serviranno 90€ (89,90 iva compresa, prezzo consigliato dal sito web di Nilox secondo la scheda ufficiale: nilox.com/scheda/nilox/29NXDSCBII001.htm), non esattamente accessibile per chiunque, per certi versi anti-economico, lo considero un difetto perché potrebbe scemare molto la voglia di coloro che decidono di acquistare un oggetto simile. E’ quasi certo (immagino, ndr) che il prezzo sia dettato dal costo della ‘materia prima‘ oltre la plastica e il semplice connettore dock alla base dell’oggetto aperto. Mi chiedo se la batteria integrata giustifichi realmente il prezzo posto al pubblico (se qualcuno di Nilox o chiunque altro più competente di me voglia rispondere ben venga, l’area commenti è a vostra disposizione!).

In ogni caso si tratta di un bell’oggetto, utile per resuscitare il proprio dispositivo Apple in caso di emergenza, Cupertino ci ha pressoché costretto a questa vita (e non solo loro, a dirla tutta!).

Grazie a Rita e Nilox tutta per avermi permesso di provare il prodotto. La recensione -come spesso capita- non mi è stata richiesta, ma a mio parere è il minimo che possa fare e -come dice spesso Andrea- cerco di scrivere le recensioni che vorrei trovare io quando cerco notizie di un prodotto.

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)
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