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Sitecom Homeplug Kit LN-515: fare rete con l’elettricità

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Dopo il test del Sitecom WL-309 Gaming Router II portato a termine lo scorso luglio, Barbara (Sitecom Italia) ha voluto darmi la possibilità di provare un nuovo giocattolo. La ringrazio pubblicamente non solo per la fiducia riposta nei miei confronti, ma anche per la sacrosanta pazienza che ha avuto nell’attesa che io pubblicassi questo resoconto! :mrgreen:

Mi sono volutamente buttato a capofitto nel test di un dispositivo che ho sempre visto usare ma mai usato personalmente, preferendo di gran lunga una rete casalinga fatta di cavi “vecchio stile” -dove possibile- e segnale WiFi dove non riesco a fare altrimenti (e più in generale per favorire la connettività dei dispositivi mobili). Ho quindi deciso di farmi mandare il kit homeplug LN-515 (quello in foto qui di fianco) che permette di sfruttare la rete elettrica casalinga per “fare rete“.

che c’entra la rete elettrica?

Si chiama Powerline, ed è la tecnologia che permette di sfruttare la rete elettrica casalinga già esistente per far passare dati su protocollo ethernet, mettendo quindi in rete due o più postazioni.

La tecnologia è chiarmente dedicata a chi non ha esperienza nel montare una rete casalinga o -più semplicemente- a coloro che non  hanno possibilità alcuna di cablare le camere della propria abitazione e magari non riescono a far arrivare un segnale WiFi sufficientemente potente per coprire l’intera area abitativa, tipicamente questo può accadere nelle vecchie case dove i muri portanti sono molto spessi e tagliano di netto il segnale senza fili.

Nel mio caso non è accaduto nulla di tutto questo (il mio router WiFi copre benissimo l’area casalinga e non solo) ma ero comunque incuriosito dall’oggetto. Ho vittimizzato ancora una volta la mia console dato che si trova in una posizione non raggiunta da cavi di rete e ho rimesso momentaneamente in pensione il ricevitore wireless optando per una connessione tramite Homeplug.

Le caratteristiche del kit sono di tutto rispetto sulla carta, il più è verificare che siano realmente rispettate nella pratica, riporto direttamente dalla pagina ufficiale:

  • Homeplug AV compliant
  • Up to 200 Mbps PLC data transmission rate
  • 128-bit AES Link Encryption with key management for secure Powerline communications
  • Simple installation, just Plug and Play
  • IEEE 802.3, IEEE 802.3U, Homeplug 1.0.1
  • Frequency band 4.3 – 20.9 MHz
  • Modulation OFDM (QAM 8/16/64/256/1024, DBPSK, DQPSK, ROBO)
  • Port : One 10/100 Ethernet RJ45 port
  • Power Supply: 100-240 VAC 50/60Hz
  • Power Consumption: < 6W

Ho avuto a che fare -ancora una volta- con chi di banda ne prende fin troppa dalla rete casalinga e dalla zampa esposta su Fastweb (durante il gioco multiplayer ovviamente)!

configurazione, flessibilità, facilità d’utilizzo …

Ho voluto evidenziare -nel precedente paragrafo- le caratteristiche che più mi hanno colpito nel kit. Lavora con una velocità di 200 Mbps massimi ai quali vanno sottratti diversi fattori tra i quali la condizione della propria rete elettrica o deviazioni varie (doppie prese, ciabatte, ecc.), senza considerare che il contatore dal quale dipendere deve essere unico (no, non potete dare un attacco di rete al vicino con il diverso contatore pensando di dimezzare le spese della connessione dati! :mrgreen:).

Configurazione e facilità di utilizzo sono pressoché abbattute dal fatto che l’oggetto è immediatamente funzionante una volta tirato fuori dalla scatola.

Due Homeplug da collegare alla rete elettrica, due cavi di rete per raggiungere le due postazioni scelte (un router ed una postazione? due postazioni? un router ed un access point posto al piano superiore? Scegliete voi!), due semplici pulsanti da premere (tasto laterale su ciascun homeplug, per 10 secondi) e il gioco è già fatto. I dispositivi si identificheranno tra loro e cominceranno a comunicare, permettendo già di raggiungere le due “estremità“. Il mio router ha visto comparire la console, la quale ha potuto scaricare un filmato multimediale dal disco esterno mostrandolo a qualità più che buona sul televisore, il tutto in pochi minuti di test.

Non siamo a livelli di rete cablata, sappiatelo ed escludetelo immediatamente, possiamo però essere a livelli di segnale WiFi di tutto rispetto, solitamente gestito da un adattatore come quello studiato e realizzato per le prime Xbox (quindi non WiFi N), ciò che utilizzo quotidianamente. Torno a ripetere che le problematiche possono sorgere dalla qualità della rete elettrica e dal tipo di derivazioni che ci sono tra i due homeplug. Nel mio caso l’impianto elettrico di casa è di nuova generazione ed è fatto piuttosto bene, ma per arrivare alla console è stato necessario attraversare due ciabatte con parecchie prese per ciascuna, riducendo quindi le prestazioni del kit (in modo sensibile ma non bloccante o tanto da farmi perdere la pazienza durante il caricamento del video).

Ho riscontrato le stesse prestazioni anche durante il gioco, nonostante qui a pesare sulla buona riuscita di una partita sia la connessione internet più che la intranet. Gioco fluido, comunicazione Xbox / Server di gioco stabile e veloce, nessuna disconnessione durante l’intero periodo di test degli homeplug.

in conclusione

Si tratta di un prodotto tutto sommato valido, dedicato a chiunque, torna particolarmente utile per chi abita in vecchie case (come già detto nella prima parte dell’articolo) ma ha i suoi limiti, come ogni tecnologia, tra i quali un prezzo forse non subito accessibile per tutte le tasche. Anche Cristiano ha voluto dedicare un articolo piuttosto approfondito al prodotto evidenziandone pro e contro con il suo solito savoir-faire e occhio particolarmente attento: cristianofino.net/post/Super-prova-Sitecom-Homeplug-Kit-LN-515-come-creare-una-rete-casalinga-da-200-Mps-sfruttando-l-impianto-elettrico-esistente.aspx :)

Grazie ancora a Barbara e Sitecom tutta, ora il prodotto è davvero pronto per tornare a casa insieme all’adattatore e raggiungere un nuovo tester!

GBridge: VPN / Share / Assistenza Remota

L’idea è buona e mette insieme più servizi sotto lo stesso tetto. Si tratta di GBridge, progetto che pretende di fare da ponte tra prodotti tutti ottimi, gratuiti e ben rodati. Sto parlando di un’unica piccola applicazione che mette insieme UltraVNC, RDC (Remote Desktop Connection) e OpenVPN, il tutto modificato a regola d’arte per poter funzionare tramite account Google (GMail a voler essere precisi) ed un server di appoggio fornito dallo stesso produttore dell’applicativo.

Ho voluto fare un test tra il portatile dell’ufficio ed il PC fisso a casa (Uranus & Saturn, bella coppia eh? :P). Ricordo a chi volesse fare test dal proprio ufficio un piccolo dettaglio non trascurabile: GBridge non supporta ancora la connessione  tramite Proxy. Si parla di sviluppo e rilascio entro un paio di mesi, giusto in tempo per la release successiva dell’applicativo. Il mio test è stato effettuato solo dopo aver nattato fuori Uranus (in pratica dandogli un IP pubblico anziché quello dei firewall perimetrali aziendali).

#1 Installazione & OpenVPN

Funzionante su Windows XP e Windows Vista, GBridge si scarica gratuitamente dalla home page ufficiale:

gbridge.com (che rimanda poi a Download.com: download.com/Gbridge/3000-7240_4-10877073.html)

GBridge crea una nuova connessione VPN -utilizzando OpenVPN- all’interno delle Connessioni di rete. Questo gli permetterà di stabilire una comunicazione protetta tra la macchina interessata ed il server dell’azienda produttrice. Così come per LogMeIn (alcuni miei lettori sicuramente lo conoscono) viene quindi dato un nome tipo “nomemacchina.nomeaccountGoogle.gbridge.net” (mentre in LogMeIn viene generato randomicamente).

ATTENZIONE: Gli utilizzatori di Windows XP possono tenere il flag sull’opzione che permette di nascondere gli avvisi di sicurezza del sistema operativo. I driver VPN, non essendo firmati, verranno intercettati dal sistema e segnalati come potenzialmente pericolosi, nulla di preoccupante, potete tranquillamente procedere con l’installazione.

Al primo avvio GBridge chiederà nome utente e password dell’account Google ed il nome della macchina locale da collegare al loro network. Si collegherà dopo qualche secondo al server GBridge e si metterà in condizione di Standby fino a  quando un’altra macchina non si collegherà nella nostra VPN. Ecco perché, per effettuare un test, occorrerà utilizzare una seconda macchina (nel mio caso Saturn, Vista SP1).

#2 Stessa VPN, condivione di risorse

Installando e avviando GBridge su Saturn ho potuto effettivamente constatare la bontà del prodotto.Una volta effettuate le configurazioni del VNC built-in (un UltraVNC personalizzato). Grazie all’applicativo si potrà:

  • condividere il proprio Desktop e ottenere / fornire assistenza remota
  • condividere una cartella (con al suo interno tutto ciò che si desidera) in modo sicuro
  • sincronizzare una o più cartelle mantenendo entrambe costantemente aggiornate
  • effettuare il backup di ciò che si desidera conservando il tutto su una delle macchine facenti parte della VPN
  • chattare con tutti i contatti che hanno GBridge e che si trovano nella lista contatti del proprio GTalk
  • condividere foto e immagini attraverso la galleria già disponibile nel programma (che crea immediatamente delle miniature per un più veloce caricamento)

clicca sull’immagine per ingrandire

Si potrebbe quasi parlare di un LogMeIn PRO completamente gratuito e trasformato in client da installare sui propri PC senza la necessità di creare ulteriori account (al 90% avrete già a disposizione una casella di posta GMail, altrimenti è sempre possibile crearne una gratuitamente). La bellezza è infatti il poter superare anche la NAT imposta da Fastweb, molte volte cruccio dei clienti.

#3 In conclusione

Un test molto veloce che però mi ha soddisfatto abbastanza. La velocità di connessione iniziale non è certo delle migliori ma stiamo parlando di un software ancora troppo giovane e quasi sicuramente non pronto a sopportare la mole di lavoro che il popolo internet può generare e caricargli sul “groppone“. La fluidità della comunicazione tra ufficio e casa è stata ottima, il VNC rispondeva in tempi brevi, idem il protocollo RDP, estremamente comoda la possibilità di condivdere i dati tra un PC e l’altro semplicemente con due clic.

A questo punto non resta che attendere la giusta maturazione del software affinché possa diventare ancora più appetitoso rispetto ad oggi :)

Buon lavoro.

FastWeb: problemi di connettività

Dopo 4 anni di onorato servizio senza un problema che fosse uno, stamattina telefono muto e dati down con connettività limitata sul mio Windows Vista.

Gentile cliente, La informiamo che abbiamo rilevato alcuni disagi nella Sua zona, il servizio è stato momentaneamente sospeso. Stiamo già provvedendo a ripristinare le infrastrutture. La ringraziamo per la pazienza, buona giornata.

Casa è tornata raggiungibile giusto ora, grazie Bernina (mi hanno risposto da li per il supporto) :P

Fastweb: offerta telefonia mobile (voce e dati)

Sono cliente soddisfatto Fastweb da ormai due anni e mi sembra giusto approfondire la discussione riguardante il nuovo argomento “chiave dell’azienda” che assilla il consumatore con la pubblicità di “Vale e Yuri” (qui lo spot).

L’azienda milanese ha quindi deciso di entrare nella schiera dei provider in grado di coprire fonia e dati in mobilità, un pò come le altre principali concorrenti (in primis H3G e Vodafone). Si parla di 3 offerte principali, rivolte all’utente che necessita di stare parecchio al telefono e / o navigare ovunque si trovi.

FamigliaOvunque

L’offerta più economica richiede 5,90 euro da versare mensilmente, parecchio limitata, serve a chi ha necessità di chiamare spesso casa e /o ricevere chiamate da questa.

Caratteristiche principali:

  • 500 minuti di chiamate verso 5 cellulari Fastweb (dal telefono di casa Fastweb)
  • nessuno scatto alla risposta
  • 500 minuti di chiamate (e videochiamate) verso 4 cellulari Fastweb ed il numero di casa prescelto (anch’esso Fastweb) (dal cellulare Fastweb)

L’offerta è disponibile sia su abbonamento, sia con forma di pagamento ricaricabile. Nel caso in cui tutta la famiglia passi a Fastweb Mobile (scegliendo l’offerta FamigliaOvunque) si abbattono i costi tra i vari cellulari ed il numero di telefonia fissa.

Se si sfora dai 500 minuti a disposizione, inizia la tariffazione a consumo secondo i costi riportati in questa tabella:

lo scatto al minuto è inteso al raggiungimento dei 60 secondi (non in anticipo quindi).

Ci si può abbonare online risparmiando 25 euro e con il primo anno di canone gratis (solo con carta di credito o conto corrente bancario), solo fino al 30 di settembre.

NavigaMobile

Delle tre disponibili è l’offerta che mi incuriosisce di più. Si tratta della copia bella e buona dell’abbonamento H3G a 19 euro mensili per 5 GB di traffico dati incluso, solo con qualche modifica. Fastweb offre la connettività mobile con tecnologia HSDPA 7,2 Mbit/s facendo appoggio alla Internet Key della MOMO MD-@, la stessa della 3.

19,90 euro al mese (90 centesimi in più), 5 GB mensili inclusi, traffico consentito e coperto in UMTS / HSDPA, a consumo nel caso in cui si vada su GPRS, proprio come 3. Tariffazione a consumo anche in questo caso poco conveniente:

Giusto per fare un esempio pratico: se scaricassimo 1 MB fuori dalla copertura dati mensile ed in rete GPRS, pagheremmo 2,56 euro (quasi standard se si pensa ai 2 €/minuto di Tre), grazie per la spiegazione Oskar. pagheremmo 256 euro. Evidentemente in Fastweb fumano roba parecchio costosa ;) Io spero sinceramente che abbiano fatto un errore di inserimento tariffe sul sito web.

L’offerta è sottoscrivibile tramite abbonamento, 24 mesi da garantire (in caso di recessione anticipata c’è la penale da pagare), proprio come 3.

ParlaMobile

25 euro da versare mensilmente per avere la più “all inclusive” delle offerte Fastweb Mobile dedicate alla voce. Decade il limite della prima offerta in quanto qui non viene fatta distinzione (per 300 minuti al mese) tra cellulare Tim / Wind / Vodafone o 3.

Caratteristiche principali:

  • 300 minuti di chiamate verso qualsiasi cellulare e qualsiasi numero di telefonia fissa nazionale
  • 50 SMS al giorno verso qualsiasi cellulare (su territorio nazionale)
  • nessuno scatto alla risposta
  • minuti illimitati verso 4 cellulari Fastweb ed il numero di telefonia fissa prescelto (anch’esso Fastweb) per chiamate e videochiamate
  • minuti illimitati dal numero di telefonia fissa Fastweb verso il cellulare che attiva la tariffa ParlaMobile

L’offerta è disponibile solo su abbonamento. Se si sfora dai 500 minuti a disposizione, inizia la tariffazione a consumo secondo i costi riportati in questa tabella:

lo scatto al minuto è inteso anticipatamente ogni 60 secondi (si paga subito, si rischia di regalare soldi se si termina la telefonata prima che termini il minuto in corso).

Ci si può abbonare online risparmiando 25 euro e con la tassa di concessione governativa pagata per due anni (solo con carta di credito o conto corrente bancario), solo fino al 30 di settembre.

Altri dettagli

Per tutte e tre le offerte Fastweb mette a disposizione dei terminali “di ultima generazione” che agevolano il proprio lavoro. Sto parlando di telefoni in comodato d’uso che diventano “del proprietario” in modo definitivo solo dopo aver pagato parecchi extra sulla bolletta mensile. Prendo ad esempio l’ultimo di casa Nokia “Business“: E71.

Qui c’è la pagina dedicata ai telefoni:

fastweb.it/offerta/adsl/mobile-adsl/cellulari

Per l’E71 Fastweb chiede 199 euro una tantum e la scelta di un piano “GOLD” (da ottobre). In pratica si sceglie una delle tre nuove offerte ed a questa si aggiunge qualche euro per pagare “la rata del telefono“. Ecco quindi “FamigliaOvunque GOLD” a 10.30 euro / mese, “ParlaMobile GOLD” a 29.40 euro / mese e “ParlaOvunque GOLD” a 27.30 euro / mese.

Così come per la chiave Internet MOMO anche in questo caso si parla di un abbonamento garantito 24 mesi o una penale da pagare in caso di recesso anticipato rispetto alla data di scadenza del contratto.

In conclusione

Offerte che non hanno nulla di particolarmente rivoluzionario se non tariffe che Fastweb recepisce a prescindere dal traffico che viene generato dal cliente. I minuti non sono mai cumulabili ma si paga comunque la bolletta mensile che arriva a casa, soprattutto se si decide di farla “scalare dal proprio conto corrente in automatico“.

Sulla tariffa dati avrei parecchio da ridire, 90 centesimi in più al mese si trasformano in 10,8 euro in più ogni anno rispetto alla tariffa dati della 3. Il tutto senza considerare un “listino prezzi” al consumo parecchio costoso quando si passa su rete GPRS o si sfora anche solo dalla quota mensile in rete UMTS/HSDPA.

Valentino te la porto io la novità stavolta: in Italia, come sempre, si cerca di fregare il consumatore anziché venirgli incontro.

Stammi bene FW, continuerò ad utilizzarti solo ed esclusivamente a casa.

TPB: La baia dei pirati oscurata dall’Italia? Mezza verità.

E’ tutto vero, l’italiano medio utilizzatore di web 2.0 ha un brutto vizio che viene installato all’atto della nascita in rete: fidarsi ciecamente delle fonti. Un esempio lampante? Quello che sta succedendo con The Pirate Bay (TPB) e Telecom Italia (principalmente, fatta eccezione per qualche altro caso raro su diverso ISP).

Ore 16.42 dello scorso 9 agosto: Mashable.com annuncia l’oscuramento di TPB da parte degli ISP italiani, il mandante è un certo Silvio Berlusconi che, in onore al fascismo che regna sovrano sull’Italia, ha chiesto il blocco totale del noto tracker di file torrent, primo concorrente di Mediaset e Medusa Film.

La paura dilaga, gli italiani non potranno più scaricare l’ultima puntata di “La prova del cuoco” o l’e-book con le ricette della nonna. Ecco quindi che TPB pubblica sul blog “italiano” labaia.org un comunicato dove spiega quanto accaduto:

Fascist state censors Pirate Bay

We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.

This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way – so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.

La situazione nei commenti non migliora di molto e si susseguono interventi di italiani (e non) ricchi di frasi senza senso, proteste e forconi pronti per un vero e proprio attacco allo stato:

Berlusconi = cheif cocksucker in italy.

As far as im concerned the italian government can just go and jump off a cliff, and into the ocean… were all the sharks are swiming… and the sharks are rabid as well.

Death/overkill? Yah, but the itallian government is just trying to fuck their people up the ass with their rules/laws and other assorted bullshit.

——–

Silvio Berlusconi MAFIA!!!!!!!!!!!!!

Come detto più e più volte su questo blog odio i politici, tutti, senza fare differenza tra loro, sono degli incompetenti immeritevoli di così grandi poteri. Non difendo quindi Berlusconi, tento solo di fare chiarezza su quella che è stata la presa di posizione del mastodontico portale pirata.

Si punta il dito contro una nazione che ha abolito il fascismo, che lo persegue con quel poco di giustizia che ci è rimasta, che è popolata da gente che -come visto l’ultima volta sul blog di Matteo- attende solo che ci sia una voce fuori dal coro per poterla amplificare come un gregge di pecore che non riesce a ragionare con il neurone che gli è stato donato il giorno in cui è stata tirata fuori dalla pancia della propria madre. Preoccupante? No, semplicemente “standard“, una cosa alla quale ci si è abituati, sfortunatamente.

Su rete Fastweb, 3, Tiscali, Libero (Wind) e NGI, The Pirate Bay non ha mai smesso di funzionare (le prime due per esperienza personale, le altre in base alle risposte che mi sono state date da conoscenti). Su Telecom Italia effettivamente il problema c’è stato e c’è tutt’ora:


cliccare sull’immagine per ingrandire

Come risolvere il problema

E’ estremamente semplice e consigliato dalla stessa baia:

  • utilizzare il “dominio italiano” (qui il whois)
  • utilizzare OpenDNS al posto dei DNS dati in pasto dal proprio ISP

Il primo metodo potrebbe comunque non essere risolutivo per gli utenti Telecom in quanto buona parte dei file torrent vengono caricati dal portale principale che risulta ancora essere bloccato. Il secondo è sicuramente più drastico e funzionante.

Utilizzare OpenDNS

Metodo semplice e veloce per poter superare i filtri imposti per TPB così come decine di altri siti web bloccati “per la sicurezza del cittadino” andando di fatto ad intaccare la sacrosanta libertà che ciascuno di noi dovrebbe avere a disposizione come diritto inalienabile.

OpenDNS è un servizio di DNS gratuito, sempre aggiornato, per alcuni versi “intelligente“, atto ad offrire il miglior rapporto tra velocità e sicurezza per l’utilizzatore. Due gli indirizzi IP a disposizione, DNS primario e secondario, le procedure per la sostituzione dei propri server di risoluzione nomi sono state già pubblicate sul sito ufficiale, a me non resta che segnalare i collegamenti:

Per tutti gli altri non elencati qui sopra c’è un wizard che vi guiderà passo passo (anche nel caso in cui vogliate effettuare la configurazione direttamente sul router anziché sul PC):

opendns.com/start

Sembra ci sia proprio tutto. Ci si becca sulla baia ;)

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