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Jetpack: modificare il comportamento dello sharing su Twitter e Buffer

Venerdì scorso Donato mi ha chiesto se era possibile modificare il comportamento del bottone Twitter su Jetpack, un plugin nato per fungere da coltellino svizzero per le installazioni self-hosted di WordPress, come Gioxx’s Wall o -appunto- il blog di “Markingegno“. Avrò modo di parlare più approfonditamente di Jetpack in futuro, quello di oggi è un articolo relativamente breve che vi spiega dove mettere mano affinché anche voi possiate godere di Tweet come questo: https://twitter.com/#!/Gioxx/status/160280437762179072, che include “via @NOMEUTENTE” contrariamente a quanto previsto di default dal bottone di Twitter “fornito di serie” con Jetpack.

La modifica è davvero semplice e riguarda un solo file del plugin, da modificare manualmente, facendo attenzione a ricordarsi di ripristinare la modifica ogni qual volta Automattic deciderà di rilasciare una nuova versione del loro software.

Navigate il vostro spazio FTP fino a /wp-content/plugins/jetpack/modules/sharedaddy/ e aprite in modifica il file “sharing-sources.php“. A questo punto basterà scorrere il file fino alla riga 262:


return '<div><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" scrolling="no" src="http://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_permalink', get_permalink( $post->ID ), $post->ID, $this->id ) ) . '&amp;counturl=' . rawurlencode( str_replace( 'https://', 'http://', get_permalink( $post->ID ) ) ) . '&amp;count=horizontal&amp;text=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_post_title', $post->post_title, $post->ID, $this->id ) ) . ' :  " style="width:97px; height:20px;"></iframe></div>';

Per poi “iniettare” la semplice modifica tra il titolo del vostro articolo e il collegamento diretto:


return '<div><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" scrolling="no" src="http://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_permalink', get_permalink( $post->ID ), $post->ID, $this->id ) ) . '&amp;counturl=' . rawurlencode( str_replace( 'https://', 'http://', get_permalink( $post->ID ) ) ) . '&amp;count=horizontal&amp;text=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_post_title', $post->post_title, $post->ID, $this->id ) ) . ' via @gioxx: " style="width:97px; height:20px;"></iframe></div>';

Qui il particolare della modifica:

' via @gioxx: " style="width:97px; height:20px;"

E Buffer?

La richiesta di stamattina invece consisteva nell’integrare Buffer, ancora non presente su Jetpack, attualmente “non previsto” anche secondo il blog ufficiale del progetto. Fortunatamente Automattic ha previsto la possibilità di inserire servizi non integrati nativamente, attraverso il semplice passaggio di dati consentito dalla maggior parte dei servizi in stile Buffer.

Per l’appunto, l’URL del servizio accetta questo tipo di sintassi:

http://bufferapp.com/add?url=URL-ARTICOLO&text=TITOLO-ARTICOLO&via=@UTENTE-TWITTER

che tradotto in Jetpack diventa:

http://bufferapp.com/add?url=%post_url%&text=%post_title%&via=@gioxx

Poiché il plugin accetta alcune variabili che permettono di selezionare rapidamente ciò che ci serve: %post_title%, %post_url%, %post_full_url%, %post_excerpt%, %post_full_url%, %post_tags%. Si, tornando a pensare a Twitter, potreste anche aggiungere i post tags così da renderli hashtag del vostro cinguettio.

Nel caso di Buffer, non c’è bisogno di modificare il codice sorgente del plugin come fatto precedentemente, in quanto -come già detto- non ancora previsto dal plugin. Basterà semplicemente agire dal pannello di controllo del servizio di Sharing presente nel menu Jetpack della vostra Dashboard.

Buon divertimento :-)

Scoprire l’acqua calda, a scoppio ritardato

Da anni sono un fedele ascoltatore di Radio 105, nota emittente milanese che grazie a programmi ‘di punta‘ (Tutto Esaurito, Lo Zoo di 105, Music & Cars) raccoglie parecchi consensi tra gli ascoltatori. Da qualche tempo nel palinsesto radiofonico compaiono diverse figure che parlano di quanto siano belli e potenti gli strumenti messi a disposizione dalla rete. Si parla di Twitter, di Facebook, di ricerche mirate sul web per arrivare ad un obiettivo prefissato, più in generale si parla di generazione internet.

Ora, partendo dal presupposto del “meglio tardi che mai“, s0rrido ascoltando questi giovani e meno giovani parlare di strumenti che sono nati -da menti geniali, ndr- diversi anni fa e che scoprono solo oggi, di quale importanza sociale possano avere, di quanto sia bello utilizzarli nel giusto modo e rendersi conto che la fuori c’è un’intera comunità pronta ad interagire, a dire la propria, a entrare nella vita di queste persone e -perché no- a migliorarla anche un po’. Non venitemi a dire che un complimento o una critica costruttiva non vi fanno piacere, non ci crederei!

Il fatto che diversi protagonisti dell’etere oggi abbiano deciso di crearsi un account per cinguettare la loro quotidianità può far solo piacere al loro pubblico e ha un ritorno mediatico non indifferente. Sentirsi vicino al proprio idolo o alla persona che ascoltiamo ogni giorno nel tratto casa-ufficio-casa è davvero bello, in un certo qual modo ci fa sentire protagonisti di quei dieci secondi durante i quali (se fortunati) vi darà retta rispondendo ad un vostro tweet. Ciò che già accade da qualche tempo con Facebook, dove però è tutto molto più amplificato e dispersivo, dove si possono incollare testi mastodontici facendo perdere l’orientamento a chiunque, Facebook non è Twitter, non potrà mai esserlo e tanto meno sostituirlo, è uno strumento tanto “inutile” (a dire di tanti che evidentemente non lo hanno mai usato a dovere) quanto bello e coinvolgente.

Giusto ieri sera, facendo zapping tra l’inutile quantitativo di programmi mandati in onda in TV, ho seguito un’oretta di MTV News, programma di approfondimento che studia ogni volta un tema differente. Ieri sera è toccato a “Nerd è figo“. Ora, tolto di mezzo l’inesatto utilizzo della parola nerd (abusata negli anni, un po’ come hacker), mi ha fatto piacere stare ad ascoltare le storie di questi ragazzi che dopo critiche ed esclusioni ‘dal gruppo‘ (cosa molto comune nelle scuole, dove lo standard che regna è quello del belloccio ignorante ma seguito da tutto e tutti) hanno scelto come valvola di sfogo la rete, trovando un loro spazio, approvazioni e qualche ‘follower‘.

Tutto sommato è quello che è successo a tutti coloro che si sono lanciati a capofitto (e lo fanno tutt’oggi) nell’occhio del ciclone del nuovo concetto di socialità sul web, quella che a dire delle persone più anziane ci fa rimanere incollati ad una poltrona con la scusa del non uscire perché ‘gli amici li sentiamo via internet‘, una ‘generazione rovinata dall’uso dei computer‘. Un concetto tanto stupido quanto diffuso: lo strumento in se è eccezionale, dalle risorse e dalle possibilità pressoché infinite, sta solo ed esclusivamente a noi sapere utilizzarlo con moderazione e con la giusta attenzione (dettaglio che troppo spesso manca all’appello).

E fa un piacere immenso aver avuto l’occhio lungo sul futuro tanti anni fa, quando eravamo giusto ‘5 pirla sul social network di turno‘ … non certo i 50 milioni di Google+ di oggi.

Cosa succede ai vostri account dopo la morte?

Su segnalazione di Luca di una manciata di giorni fa ho letto un post che lascia ben poco spazio alla teoria e vi mette davanti ad un interrogativo spesso non considerato (cosa fin troppo naturale, ndr): avete mai pensato a che fine faranno i vostri dati e i vostri account quando sarà arrivata l’ora di abbandonare questa vita terrena? (non c’è bisogno di toccarsi, dai!)

Secondo Digital Beyond svariati degli strumenti di comunicazioni attuali prevedono la possibilità e -di conseguenza- la necessità che la proprietà dell’account passi ad eredi e amici, come succede con gli oggetti fisici: thedigitalbeyond.com/2010/12/so-what-does-happen-to-your-digital-assets-after-you-die.

Ho voluto riprendere il post e localizzarlo parzialmente, rimandandovi alle documentazioni originali quando necessario. Buona lettura :)

GMail

Il più rapido e più semplice nello spiegare il da farsi. Google fornisce la risposta in questo documento ufficiale, in italiano: mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=14300

Nonostante i tempi di comunicazione possano essere non particolarmente veloci, è sicuramente necessario rispettare ciascun passaggio per riuscire ad ottenere accesso alla casella di posta del proprio defunto. Sono richiesti fino a 30 giorni per l’elaborazione della richiesta.

Twitter

E’ in grado di assistere la famiglia e i parenti più stretti affinché l’account interessato venga chiuso, fornisce inoltre un archivio di tutti i tweet pubblici della persona scomparsa, come descritto in questo documento (in inglese).

Così come per GMail anche Twitter necessiterà sicuramente di diversi giorni tra valutazione e messa in atto della modifica, anche se non specificato nella pagina pubblica.

Facebook

Facebook specifica alcuni termini di servizio (privacy) che prevedono la possibilità di scomparsa e quindi di trasformazione del proprio account in pagina commemorativa o cancellazione completa dei propri dati.

E’ inoltre possibile scaricare completamente i dati del proprio profilo attraverso uno strumento già presente su Facebook, così da poterli navigare offline sulla propria postazione (quindi chiedere -magari- la chiusura dell’account del defunto).

YouTube

Ancora una volta è Google a decidere come si risolve “il problema“, il documento ufficiale parla infatti di risoluzione di una problematica per membro di Youtube deceduto :mrgreen:, in italiano, all’indirizzo google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&answer=94458.

Inutile dirlo, vale quanto specificato per la prima casistica. Possono servire fino a 30 giorni per l’elaborazione della richiesta.

Yahoo!

Ultimo, ma non per importanza, è Yahoo!, società che possiede Flickr e -ancora per il momento- Delicious, due servizi parecchio utilizzati, in particolar modo il primo, che ci permette di tenere al sicuro gli scatti fotografici di una vita.

Nei termini di servizio della nota azienda non viene previsto alcun trasferimento di account ma è lecito inoltrare un certificato di morte per chiedere la chiusura dell’account, quindi la rimozione completa di tutti i dati salvati / caricati da quell’account:

No Right of Survivorship and Non-Transferability. You agree that your Yahoo! account is non-transferable and any rights to your Yahoo! ID or contents within your account terminate upon your death. Upon receipt of a copy of a death certificate, your account may be terminated and all contents therein permanently deleted.

Non viene specificata alcuna tempistica di evasione della pratica, tenete per buono che non può certamente essere minore di quella proposta da Google.

In conclusione

Un articolo da lasciare ai posteri molto probabilmente. Una volta si aveva a che fare “solo” con testamenti, proprietà fisiche e le eterne litigate tra parenti. Oggi vanno ad aggiungersi account di posta, di servizi e di qualunque altro accesso alla rete, dove la vita digitale prende sempre più tempo e sempre più possesso dei nostri dati. Sapere cosa fare in questi casi può sempre tornare utile.

Ora potete smettere di toccarvi! :P

Banco prova: LG E900, il Windows Phone 7

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Un articolo scritto a più riprese, cercando di curare ogni dettaglio e ogni problematica legata al telefono che ho avuto modo di provare grazie a Microsoft e Hagakure, come già detto in questo precedente post.

Voglio attraversare con voi questa avventura, un test fatto di passo-passo e nuove scoperte, partendo dal nulla e dalle speranze che nutrivo nell’intervista che mi ha visto protagonista insieme a Marco la sera della consegna:

Ciao!

E’ la prima parola detta al telefono una volta sveglio :mrgreen:

Si, l’ho davvero connesso al mio account Xbox Live come prima operazione, non c’è un motivo ben preciso, sarà stata sicuramente colpa della vicinanza alle diverse Xbox 360 con Kinect della Kinect House! L’avventura comincia, tra social network, collegamento costante alle proprie risorse e telefonia standard (ormai l’ultima citata quando si parla di smartphone simili).

Mettetevi comodi e godetevi il viaggio. Nell’articolo ho voluto analizzare tutto ciò che mi ha colpito -positivamente e non- del dispositivo, non pretendo di pubblicare la recensione più tecnica o più completa. Questa è la mia serie di impressioni e esperienza con Windows Phone 7, ciò che probabilmente vorrei trovare in qualche blog che seguo (o che riesco a individuare con Google sul momento) prima di effettuare un acquisto.

Perdere l’orientamento?

La diversa dashboard è l’elemento che per primo salta all’occhio. Gli utilizzatori Symbian, iOS e Android potrebbero non vedere di buon occhio questo volersi distinguere dalla massa ma -personalmente- ho trovato l’idea di un desktop diverso dal solito accattivante e funzionale. La schermata home di Windows Phone 7 ha un semplice sfondo nero, icone monocolore differenziate dal testo e dall’immagine contenuta, forme quadrate e rettangolari più o meno irregolari (dipende dalla loro funzione).

Il mosaico scelto per rappresentare ciò che più serve nel quotidiano ha uno stile assolutamente minimalista, talvolta forse troppo per chi si aspetta qualcosa di diverso (magari già collaudato?) e una maggiore possibilità di personalizzazione. Eppure, a patto che la scelta sia ponderata e bilanciata rispetto a ciò che può servire, questa non è così azzardata. Non c’è possibilità di “perdersi. Qualunque applicazione sia considerata secondaria troverà posto nel riepilogo globale delle installazioni accessibile semplicemente trascinando il dito la schermata verso sinistra, senza andare ad invadere prezioso terreno nella propria home.

L’utilizzatore potrà in qualunque momento decidere cosa tenere e cosa togliere con una facilità estrema. Il funzionamento è lo stesso di iOS, basterà tenere il dito puntato su un’icona per poterla rimuovere dalla home e riorganizzare lo spazio a disposizione.

Vorrei proporvi degli screenshot della mia attuale dashboard ma sono impossibilitato. Contrariamente all’iOS anche di prima generazione, Windows Phone 7 non prevede la possibilità di scattare istantanee del monitor, mi auguro davvero che Microsoft implementi la feature in un prossimo aggiornamento di sistema, una manna dal cielo per chi -come me- scrive articoli riguardo questo mondo e vorrebbe magari mostrarvi dei passo-passo anche grafici per mettere in pratica trucchi e personalizzazioni del proprio dispositivo.

Accedere al mio mondo

Il mondo di ciascun utente medio che fa uso di questo tipo di smartphone è fatto -con molta probabilità- di diverse caselle di posta elettronica, uno o più calendari da tenere d’occhio (e aggiornare quando necessario), dei feed da leggere ogni qual volta si può, telefonate e sms in entrata e uscita senza troppo soffermarsi sul contatore, la possibilità di gestire i propri documenti in mobilità, senza la costante necessità di avere un PC a portata di mano. Ecco, nel mio mondo questo si riassume quasi del tutto con “Google“, così come per tanti altri utenti sul web. Collegare Windows Phone 7 al mondo Google è semplice ogni oltre misura.

Ho aperto il client di posta elettronica “tanto per dare una occhiata” e come prima cosa ho ricevuto una richiesta a video: “Che tipo di account usi?” … specificando Google e inserendo il mio username e la mia password è bastato attendere due o tre minuti per vedere comparire le mie mail, il mio calendario, i miei contatti! Due o tre minuti che me ne hanno fatto risparmiare tanti, quelli che avrei dovuto magari utilizzare per inserire manualmente i dettagli di collegamento, le porte, la configurazione del cosa avere e cosa no.

Se Google non dovesse bastare, dalle impostazioni del telefono sarà possibile andare ad aggiungere altri servizi da tenere d’occhio: un account Exchange (presente -tipicamente- in ambienti aziendali), uno su Vodafone Mail (se siete già clienti Vodafone e scegliete di tenere questo carrier per dare connettività al vostro dispositivo) o addirittura Facebook, che vi consentirà di importare in rubrica tutti i vostri contatti pescati con tanto di fotografia e dettagli dal più noto social network attualmente esistente.

Il Marketplace

E’ diventato ormai il punto cardine per il successo di un nuovo sistema operativo per smartphone. E’ successo con l’iPhone, è successo con i telefoni basati su Android, sta succedendo anche con Windows Phone 7. Sia chiaro: la scelta a disposizione dell’utilizzatore iOS o Android è parecchio più ampia rispetto all’early-adopter del dispositivo Microsoft, è una cosa logica e dipende strettamente dagli sviluppatori, dalla loro quantità e dalla loro voglia di portare le applicazioni sul sistema operativo di Redmond.

Ho provato tutto ciò che c’era di disponibile gratuitamente nel Marketplace cercando di sfruttare Windows Phone 7 per gestire la mia presenza online (Twitter, Facebook, Foursquare, tanto per citare i primi tre che mi vengono in mente). Manca un’applicazione dedicata a Friendfeed (buco che spero Cristiano possa tappare presto con una sua realizzazione).

Grave pecca dell’applicazione Marketplace del telefono è la mancanza totale di un campo di ricerca che possa aiutare ad individuare più facilmente ciò che si desidera. O io non sono stato capace di trovare la funzionalità (grave anche questo, vorrebbe dire mancanza di immediatezza e posizione sbagliata della feature) oppure Microsoft ha scelto di non inserirla nativamente in questa versione del sistema operativo. Mi è toccato infatti esplorare le varie categorie per individuare ciò di cui potevo avere necessità. La storia cambia se si accede al Marketplace via Zune, solo non capisco perché questa differenziazione e questa necessità di doversi appoggiare ad un PC e ad un’applicazione ben specifica per poter cercare ciò che si vuole scaricare e installare.

UPDATE
Come mi hanno giustamente fatto notare nei commenti, il campo di ricerca non esiste ma si può lanciare una ricerca nel Marketplace (o in qualunque altra applicazione) partendo dal tasto Lente di ingrandimento presente sul telefono. Giusto, avevo dimenticato di specificarlo, mea culpa. Quello che volevo far notare è che non c’è un campo di ricerca a video, come invece “capita” (da sempre) con l’AppStore di Apple (tanto per citarne uno).

Nota di merito va invece alla facilità di installazione, all’aggiornamento e al limite imposto al download tramite rete 3G / UMTS per evitare che l’utente sfori senza volerlo le soglie previste dalla propria tariffa, costringendo l’utente ad utilizzare una connessione wireless (ammesso che la si abbia a casa o almeno in azienda) o un’installazione tramite cavo e Marketplace via Zune, come succede già da tempo su iPhone e iTunes (non so se accade la stessa cosa su Android).

Da non dimenticare che -per il momento- pur essendo il telefono provvisto di GPS, non c’è alcuna applicazione in grado di far da navigatore. Le mappe di Bing non possono certo sostituire Google Maps nativamente previsto da iOS e Android o qualunque altro navigatore punto-punto come TomTom, Navigon o altri della categoria, si spera che gli sviluppatori colmino questa lacuna nel più breve tempo possibile, anche perché sarebbe un peccato non sfruttare un monitor come quell0 dell’E900.

Hardware

Come da titolo, ho potuto provare questo nuovo sistema operativo mobile sfruttando un LG E900, uno dei primissimi modelli che sono nati sul mercato già provvisti di Windows Phone 7. Monitor davvero molto grande e luminoso, touchscreen capacitivo con una sensibilità al tocco straordinaria tanto quanto quella dell’iPhone, batteria più che accettabile in condizioni di utilizzo medio-basse e sufficiente (appena, ndr) sfruttando parecchio il dispositivo, tenendo magari accese le connessioni wireless e bluetooth per un corretto utilizzo in automobile tramite vivavoce.

Scocca robusta, peso forse eccessivo rispetto ad altri telefoni della stessa categoria (tutti coloro che hanno potuto toccare con mano il telefono durante il mio test lo hanno confermato), elegante e minimale, mi sembra un ottimo sunto dell’aspetto esteriore del telefono di LG.

Fa bella mostra di se il logo “Windows Phone” sulla copertura posteriore, la stessa che ospita l’ottica della fotocamera a 5 Mpixel con led ad alta luminosità sfruttato come flash. La lamiera è antigraffio e antiscivolo, se come me indossate un anello (o più), vi sembrerà di graffiarla ogni volta che fate scorrere in mano il telefono!

Qui di seguito voglio proporvi uno dei video che ho girato durante la presentazione ufficiale di Kinect a Milano lo scorso 9 novembre in condizioni di buio, audio abbastanza elevato nella stanza e quarta fila dal palco (non esattamente le migliori):

La batteria -come già detto- è sicuramente valida e usando il dispositivo al pari di quanto si possa fare con un iPhone, ha una durata un pelo superiore alla creazione di Cupertino, nonostante si faccia comunque fatica ad arrivare a fine giornata senza mai attaccarlo ad una presa USB del proprio PC o ad una presa a muro tramite il comodo caricabatterie. La storia cambia se di tanto in tanto si riesce a lasciare in pace l’apparato o -se non strettamente necessario- se si decide di tenere staccato il push delle posta elettronica, la connessione wireless o quella bluetooth (in questo caso i consumi tornano ad essere più che sopportabili).

La scatola del dispositivo è estremamente contenuta ma riesce a portare con se diversi accessori: il telefono con la sua batteria, auricolari, caricabatterie classico e un secondo con collegamento USB (come quello dell’iPhone), cavo USB per poter collegare il telefono al proprio PC e diversi piccoli manuali.

L’ufficio a portata di mano

Laddove un Google Docs arriva facilmente a colmare la lacuna, Windows Phone 7 propone nativamente un’installazione “base” di Microsoft Office 2010. Un bel passo in avanti per chi intende lavorare con il proprio telefono e impiegare poco tempo e fatica per l’apertura di documenti che possono essere comodamente ricevuti via posta elettronica, da consultare all’occorrenza.

Ho potuto provare Microsoft Word, Excel e Powerpoint all’opera rispettivamente con un documento (abbastanza corposo a dirla tutta), un foglio di calcolo semplice e una presentazione presa tra le tante messe a disposizione da siti web di umorismo (BastardiDentro, per la cronaca :mrgreen:) senza notare particolari rallentamenti o difficoltà nell’apertura / utilizzo. Non ho avuto modo di giocare più di tanto con la modifica dei file e la comodità (o meno) di una tastiera qwerty a video, quel poco che ho fatto non mi è sembrato tutto sommato male.

Le applicazioni non sono limitate alle 3 più conosciute. Office “mobile” integra anche OneNote e Sharepoint, come è possibile vedere nella scheda riepilogativa sul sito di Microsoft: microsoft.com/windowsphone/it-it/apps/office.aspx.

Difendere il brand

Chi possiede un iPod o un iPhone, nel 90% dei casi avrà una versione qualsiasi di iTunes installato sulla propria macchina, fatta eccezione per coloro che -con qualche ricerca andata a buon fine- si affidano ad applicativi gratuiti di terzi, molto spesso più leggeri della bestiola Apple che -nonostante funzioni benissimo- fa sentire il suo peso sulle risorse di sistema. Microsoft sembra non voler fare eccezione, Zune ne è la prova, sarete “costretti” a scaricarlo ed installarlo.

Il software vi permetterà di accedere ai contenuti multimediali salvati sul telefono e -chiaramente- di caricarne di nuovi partendo dalla vostra libreria. Non apprezzo particolarmente la scelta “obbligata (vale anche per Apple) e ho deciso quindi di seguire questo suggerimento per trasformare il telefono in un normale dispositivo USB sul quale poter operare tramite il solito Esplora Risorse di Windows:

windowsphoneitaly.com/articoli/44-consigli-e-trucchi/1836-tipsatricks-trasformare-lo-smartphone-con-windows-phone-7-in-una-pen-drive-usb.html

Inutile dire che Zune resta la via da percorrere per poter accedere alle altre risorse: Marketplace musica e applicazioni, gestione della libreria musicale del proprio computer, ecc.

Dubbi e perplessità

Ho letto diverse recensioni sul web e ciascuna di queste evidenzia pro & contro secondo un punto di vista a metà tra l’oggettivo e il soggettivo. Recensioni di persone che stimo e che seguo abitualmente. Tra le varie ne ho pescate due che riassumono piuttosto bene le caratteristiche di questo nuovo sistema operativo e “completano” questo mio articolo già sufficientemente lungo: aovestdipaperino.com/posts/nubi-grigie-su-wp7.aspx e malditech.corriere.it/2010/12/windows_phone_7_su_lg_optimus.html.

In particolare mancano (e si nota parecchio) le funzionalità che altri telefoni hanno già o possono acquisire tramite applicazioni di terze parti: niente tethering (fondamentale oggigiorno per chi lavora con il proprio telefono e necessita di una connessione per il proprio portatile), niente copia-incolla (come successe nelle prime versioni di iOS, poi corretto in seguito), niente multitasking (feature introdotta relativamente da poco tempo anche nell’iPhone) e niente Flash nella versione mobile di Internet Explorer (il male minore per come la penso io).

Manca inoltre lo scambio dei file via Bluetooth (abbastanza limitato anche negli iPhone) e la possibilità di allacciarsi a reti wireless che non pubblichino il proprio SSID (grave se si pensa alle reti aziendali che preferiscono tenere nascoste le proprie connessioni senza fili).

In conclusione

A metà tra fretta di arrivare sul mercato (perché poi? Ormai il boom è passato e Windows Phone 7 poteva attendere ancora un po’ prima di fare il suo esordio ufficiale in pista …) e voglia di dire la propria, Windows Phone 7 è un nuovo modo di intendere il lavoro e la mobilità in compagnia del proprio smartphone.

Ha difetti di gioventù come qualsiasi altra piattaforma appena uscita sul mercato ma ha anche a disposizione ampi margini di miglioramento che saranno sicuramente suggeriti dall’utenza che adotterà (o che ha già adottato) la piattaforma e dall’utilizzo continuo degli sviluppatori che stanno dietro al progetto.

Il telefono è già passato in mano a Stefano da pochi giorni, con la speranza che possa scovare ulteriori novità e fornire una sua recensione evidenziando i pro & contro secondo il suo punto di vista.

In bocca al lupo al nuovo tester :-)

Di Windows Phone 7 e Kinect

Per chi ancora non lo sapesse, lo scorso 4 novembre sono entrato in possesso di un E900 con Windows 7 a bordo. In prova per 15 giorni per gentile concessione di Microsoft aiutata da Hagakure nel recupero delle persone scelte per testare le funzionalità di questo nuovo gioiellino di casa LG, uno dei primi a nascere con il nuovo Windows 7 dedicato alla telefonia.

Appena preso sono scattati subito due messaggi su Twitter. Entrambi grosso modo con la stessa domanda: “Com’è?“. A primo utilizzo (appena acceso) noti l’interfaccia diversa dal solito, l’eleganza e la robustezza di un buon terminale LG, quanto possa essere “stiloso” (linguaggio giovane per giovani, ndr) e curato nei dettagli, con la sua fotocamera da 5 MPixel e il suo led ad alta luminosità, i tasti in rilievo sulla parte frontale con il logo di Windows in bella vista.

Può non piacere (com’è successo con alcuni colleghi di lavoro), io personalmente lo trovo un buon punto di partenza in un mercato che oggigiorno vede padroni iOS e Android lasciando il BlackBerry a chi ancora pensa di doverlo necessariamente prendere come compagno di lavoro. Inseguito sin dall’inizio (da quando se n’è cominciato a parlare) sono riuscito finalmente ad ottenerlo grazie a Marco che me lo ha consegnato in “staffetta“, toccherà poi a me scegliere “l’erede” al termine del test (a tal proposito vi invito a leggere il paragrafo successivo).

Lo sto mettendo alla prova, sotto sforzo, cercando di farlo assomigliare (per quanto possibile) al mio attuale compagno di sventure (iPhone 3Gs con iOS 4.1). Ha un suo marketplace con diverse applicazioni già disponibili (gratuitamente e non) e una fetta di sistema operativo già ben dedicata a ciascuno “spicchio” della propria giornata lavorativa e privata. Mi sono tolto l’immediato sfizio di collegare il telefono alla rete 3G (grazie a Vodafone che ha messo a disposizione le SIM con traffico dati non limitato) e allacciarlo in successione al mio account Live ed all’account GMail principale dove ho contatti, calendario e posta elettronica.

La facilità di configurazione è disarmante, bisogna ammetterlo. Primo avvio dell’icona della posta elettronica (vergine fino alla prima configurazione) con richiesta del sistema da utilizzare (GMail, uno dei tanti proposti dal sistema), username e password. Appena inseriti e confermati il telefono chiederà cosa tenere sotto sincronizzazione (nel mio caso tutto) ed ecco fatto. Primo download (un paio di minuti) e ho a disposizione sul telefono (anche se offline) posta elettronica, contatti provvisti di fotografia e la mia agenda appuntamenti, senza necessità di fare altro. Un solo gesto per accedere alla propria quotidianità.

Ecco. Questa è la mia prima impressione, nell’attesa di poter valutare meglio tutti gli aspetti di questa nuova avventura Microsoft che arriva a due anni e mezzo circa di distanza da quella Apple che già ha “privatizzato” il mercato nostrano insieme ad un Androide che ultimamente prende sempre più piede tra gli addetti ai lavori :)

La ricerca dell’erede

Si accettano pagamenti con carta di credito o bonifico bancario Vorrei poter offrire la possibilità di provare il Windows Phone 7 a qualcuno di realmente interessato, qualcuno che produca articoli pertinenti con la propria esperienza, magari arricchiti da suggerimenti di utilizzo del telefono, delle applicazioni pubblicate nel Marketplace o -perché no- che potrebbe sviluppare lui stesso. Cristiano (che consideravo un papabile) è stato già raggiunto da Paolo nella staffetta della scorsa settimana.

Trovare un degno “sostituto” della mia prima idea non è sicuramente semplice. Per questo motivo chiedo a voi chi vorrebbe partecipare, chi sarebbe in grado di fare un salto a Milano in occasione della prossima staffetta (il giorno non è ancora stato deciso ma è momentaneamente secondario), chi si occupa -anche sporadicamente- di tecnologia sul proprio blog (o come co-autore su un blog collettivo magari) e sarebbe interessato a mettere le mani su questo telefono. Bastano un paio di righe via posta elettronica, il mio indirizzo è sempre quello: giovanni AT solone DOT it. Sarà mia cura leggere e valutare, quindi decidere a poca distanza dalla data di restituzione (a meno che non siate talmente bravi da catturare immediatamente la mia attenzione :mrgreen:), ricordate di inserire anche un link al vostro blog o a vostri articoli pubblicati in giro per la rete :)

Chiedo venia e correggo immediatamente questo paragrafo, errata corrige (fortunatamente arrivata in modo tempestivo, grazie ancora Ambra):

UPDATE
Un’errata corrige, però: la staffetta si chiude con voi, il prossimo evento sarà di chiusura dell’iniziativa, per la riconsegna a Microsoft dei device (appena avremo il planning pronto ti facciamo sapere dove e quando): non vorrei si diffondessero troppe speranze fra i tuoi follower!

Kinect: benvenuto!

Ieri sera ho preso parte al lancio di Kinect, in grande stile, a metà tra lo spettacolo offerto alla platea dai VocaPeople e la speranza dello staff di Microsoft (non solo quello italiano) di trovare spazio nel nostro mercato videoludico “controller-free” e nelle case delle famiglie che popolano lo stivale.

Ho raccolto impressioni e idee che mi passavano per la testa in un piccolo articolo pubblicato su XboxWay:

xboxway.com/speciali/archive/2010/11/10/speciale_benvenuto_kinect_xbox_360.aspx

Benvenuto Kinect, ora mostraci quello che sai fare ;-)

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