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Xbox 360: ACB – La scomparsa di da Vinci

L’articolo è inoltre disponibile su XboxWay all’indirizzo xboxway.com/recensioni/archive/2011/04/27/recensione_dlc_assassins creed_brotherhood_la scomparsa_di_da_vinci_xbox_360.aspx, fateci un salto! :-)

Recita la scheda ufficiale sul sito di Ubisoft: “dopo la caduta dei Borgia a Roma, Leonardo da Vinci viene rapito dagli Ermetici, una setta segreta che intende trasformare l’umanità. Ezio si imbarcherà in una nuova ed emozionante avventura per recuperare alcuni dipinti rubati e ritrovare Leonardo prima che sia troppo tardi, esplorando così due nuovi luoghi e imbattendosi in due nuove modalità di gioco.

La nota casa di produzione francese esordisce così lo scorso 8 marzo, con il rilascio del capitolo “La scomparsa di da Vinci“, scaricabile per tutti coloro che hanno precedentemente acquistato Brotherhood, terzo capitolo della fortunata saga Assassin’s Creed.

Se pensavate che la vostra missione fosse conclusa, vi stavate sbagliando di grosso. Ezio Auditore riprende in mano armi e coraggio per buttarsi a capofitto nella ricerca del suo amico, nonché principale realizzatore delle armi che hanno contribuito a rendere Ezio  l’assassino più temuto nella bella Italia, rapito -appunto- dagli Ermetici. Poche le informazioni ad inizio capitolo, che verrà installato nel vostro hard disk e che vi permetterà di identificare delle icone particolari dedicate a questa corposissima espansione. Conoscerete l’assistente (mai visto prima) di messere da Vinci, e proprio a causa sua e della voglia dell’azzardare in gioco dovrete mettervi sulle tracce del rapito.

Nulla vi vieterà di continuare ad esplorare il territorio o portare avanti la missione principale ancora non terminata, per ripercorrere parte della storia già combattuta (attraverso i fantastici luoghi che rappresentano la stupenda Roma) e cercare Leonardo dovrete semplicemente rispettare determinati check identificati dalla nuova icona e mettervi sulle tracce di alcuni dipinti che potranno raffigurare la mappa che vi permetterà di arrivare alla vostra meta finale.

Così facendo, Ubisoft consente di allungare la già ottima longevità del gioco, sia in single-player che in multi-player,  molto apprezzato da tutti i giocatori che hanno sfruttato il loro abbonamento Xbox Live per “scendere in campo” ad affilare i propri coltelli e ingaggiare combattimenti all’ultimo sangue con altri giocatori collegati da tutto il mondo. E’ impossibile anticiparvi altro, la storia di Leonardo e del suo rapimento va vissuta, il coinvolgimento è chiaramente pari a quello del titolo di gioco principale, così come già descritto in un mio vecchio articolo.

Per poter scaricare La scomparsa di da Vinci saranno necessari 800 Microsoft Points e la connessione al Live.

Mettetevi comodi e tirate fuori i vostri strumenti da lavoro, Ezio è appena tornato ad operare …

Innamorarsi dell’Italia, ogni volta sempre più

Sono rientrato dal Canada insieme ad altri elementi sopravvissuti al jet lag ed alla temperatura non ottimale trovata in Italia dopo una settimana passata sotto al sole secco di giorno e quel fresco ampiamente sopportabile durante la sera / notte privo di umidità. Il Summit è andato piuttosto bene e tante sono state le nuove conoscenze che potranno tornare comodo nell’immediato futuro, ma di questo vi parlerò poi, bentrovati :-)

Oggi voglio provare a buttare giù un paio di righe riguardo quel post che vi avevo promesso poco tempo fa, dedicato ad un’isola speciale che fa parte del nostro stupendo territorio e che mi ha regalato tanto nonostante i pochi giorni passati in occasione del WordCamp 2010: la Sicilia.

In quel di Messina ... La colazione siciliana

Vuoi per l’aria buona, vuoi per l’ospitalità sempre fantastica e decisamente superiore a qualunque altra località del nord, vuoi per l’assenza da questa terra per troppi anni, stare in Sicilia mi ha fatto un po’ rimpiangere il trasferimento “forzato” al nord, uno di quei rimpianti dettati principalmente dal cuore, che durano giusto il tempo di far accendere il cervello che giustamente ti ricorda la brutta situazione economica che il sud “vanta” tra i suoi “contro” dato che troppo spesso finanziamenti e opportunità si creano fino al Centro-Italia (a malapena) dimenticando terre stupende che potrebbero vivere di rendita solo valorizzando ciò che hanno già a disposizione dalla notte dei tempi …

In quel di Messina ... Mirror

Sfortunatamente sono riuscito a vedere e vivere solo Messina e Catania (molto poco quest’ultima per mancanza di tempo), la speranza è quella di poter tornare presto e finire ciò che ho cominciato, magari in compagnia della consorte che non ha mai messo piede in terra sicula (grave mancanza! :mrgreen:), ancora una volta alla scoperta di quei posti dimenticati che nonostante il degrado dovuto alla scarsa cura o a teppisti della domenica permette ancora di rimanere a bocca aperta davanti a delle meraviglie che diamo per scontato ogni giorno

In quel di Messina ... In quel di Messina ...

Trovate il mio set fotografico su Messina (86 scatti pubblicati) a questo indirizzo:

flickr.com/gioxxswall/sets/72157624234923473

Il grazie più grande va ai compagni di viaggio, amici che farebbero qualunque cosa per ricordarti che al sud si sta proprio bene :-)

Grazie Roberto, grazie mille Alessio.

30° anniversario di PAC-MAN

E Google lo festeggia in grande stile, permettendo ai suoi utilizzatori di perdere (io direi investire, ndr) qualche minuto di tempo giocando a quell’arcade che ha fatto la storia delle sale giochi di 30 anni fa:

Google festeggia i 30 anni di Pac-Man - clicca sull'immagine per ingrandirla

Niente Flash, semplice HTML e Javascript (date una occhiata a questo thread su Friendfeed) per ottenere velocità di esecuzione e leggerezza, nonché compatibilità con ogni browser, piccola soddisfazione riuscire a giocare anche da Safari su iPhone :-)

Pac-Man a marchio Google anche su iPhone

Per poter cominciare a giocare sarà sufficiente selezionare il pulsante “Insert Coin” e muovere Pac-Man attraverso le frecce direzionali da tastiera o grazie al mouse. Per poter giocare in due (si, in due!) basterà schiacciare nuovamente il pulsante “Insert Coin” e attendere l’arrivo della consorte (Ms. Pac-Man) che sarà possibile controllare con i tasti W-A-S-D (rispettivamente: sopra, sinistra, sotto, destra).

Se volete invece saperne di più sui 30 anni di Pac-Man, questa è la ricerca che Google vi proporrà subito dopo il Game Over :-)

google.it/#q=30°+anniversario+di+PAC-MAN

Buon divertimento! ;-)

P.S. Ci si vede domani al WordCamp!

Google Buzz: muovere i primi passi

Google ha presentato Buzz, ultimo dei tantissimi servizi sviluppati e resi pubblici, messi a disposizione gratuitamente dal colosso di Mountain View. Riporto la definizione comparsa sul blog italiano:

è un nuovo modo di condividere aggiornamenti, foto, video e altro ancora direttamente da Gmail e con i vostri contatti preferiti, sfruttando la rete sociale che da sempre è alla base della vostra casella di posta elettronica. Buzz porta in superficie questa rete, selezionando i contatti con cui vi relazionate più frequentemente ma lasciandovi decidere con chi e cosa condividere.

Si fa ovviamente riferimento all’interfaccia web di GMail (non valido quindi per chi utilizza un programma di posta elettronica che scarica in POP3 / IMAP i dati dai server Google) e ai dispositivi mobile, per il momento non esiste alcun client per controllare Google Buzz in modo “stand-alone“. Vorrei poter dare qualche consiglio per muovere i primi passi, integrarlo con ciò che abbiamo già a disposizione, magari chiudere completamente i ponti per chi proprio non lo sopporta.

# in sintesi

Una clone di FriendFeed? Un concorrente sleale per Twitter? L’anti-Facebook definitivo? In un periodo di continui investimenti e acquisizioni di piccole realtà che saranno poi inglobate in giri decisamente più grandi (si veda l’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook, giusto per citarne una importante e accaduta poco tempo fa), Google decide di costruirsi in completa autonomia una piattaforma già sperimentata e apprezzata dai navigatori, associandola al servizio forse più utilizzato dopo la ricerca sul web.

Google Buzz è l’ennesimo social-coso che si spera abbia più fortuna del fallimentare (almeno per il momento) Wave, presentato al Google I/O il 27 maggio dell’anno scorso. Uno strumento che permette di condividere idee, pensieri, posizioni, integrare altre piattaforme utilizzate, un lifestream insomma (volendola abbreviare). Ha chiaramente delle pecche, ampi margini di miglioramento, si prova quella sensazione dell’ospitare tanta gente in casa propria (mi pare che questa frase fosse del Conti … correggetemi se sbaglio!), tutti in una volta, quasi come ingestibili …

# integrazione

Google Buzz si integra nell’account di posta GMail, sarà quindi possibile utilizzarlo tramite l’interfaccia web accessibile da GMail.com. Si potrà inoltre sfruttare l’accesso via telefono, iPhone in prima linea, grazie alla WebApp disponibile all’indirizzo m.google.com/app/buzz, accessibile ovviamente con le vostre credenziali Google.

Google Buzz sul mio iPhone

Il meccanismo di follow-unfollow viene gestito in modo quasi del tutto automatico da parte di Google. Contatti di Google Talk o persone contattate tramite GMail compariranno come per magia. La bravura – ma soprattutto la pazienza- dell’utilizzatore sta proprio nel filtrare queste persone, cercando quindi di ottenere lo stesso funzionamento alla base di FriendFeed o Twitter, seguo chi mi pare, non chi mi viene imposto

# importazione dei Buzz

Per tutti coloro che desiderano importare i propri Buzz altrove, Google rilascia ovviamente un feed, tutto spiegato in documentazione (come sempre, fortunatamente):

code.google.com/intl/it-IT/apis/buzz/documentation/#syndication

Nicola Greco (ormai lo conoscono in tanti, non mi soffermo perciò sulla sua biografia) ha deciso di realizzare uno script (rilasciandone anche il codice sorgente) che genera un feed pulito, privo di riferimenti a Google Buzz, ripetitivi e fastidiosi quando vengono portati su FriendFeed o altri social network. Il servizio è chiaramente gratuito, tutti possono utilizzarlo, risponde all’indirizzo:

workingviral.com/buzz2ff

Trovare il proprio ID è semplice. Basta andare nella pagina del proprio profilo Google (tanto per dire, la mia è google.com/profiles/gioxx.gxware) e fermare il puntatore sul proprio nome in corrispondenza della colonna dei Buzz, notare l’immagine qui di seguito dove evidenzio l’URL:

Google Buzz: trovare l'ID utente

A questo punto, inserendo l’ID nell’apposito box della pagina messa in piedi da Nicola, dovreste ottenere un indirizzo valido del tipo:

http://workingviral.com/buzz2ff/vostro_ID

(nel mio caso workingviral.com/buzz2ff/107178787779670047565), chiaramente importabile in altri servizi.

# disattivare le notifiche nella posta

Stanchi di vedere il contatore mail alzarsi per colpa di Buzz? Problema risolvibile con un paio di semplici passaggi e quei filtri che fortunatamente GMail mette a disposizione degli utenti, magari si può approfittare della situazione per testare la Multiple Inbox. La soluzione proviene direttamente dal blog di Oskar, la riporto qui di seguito:

  • ho creato un filtro (in alto, vicino al tasto Cerca nel web)
  • in testo contenuto ho messo label:buzz (etichetta di default data alle mail provenienti da Buzz)
  • nella schermata seguente ho selezionato Salta posta in arrivo (archivia)
  • nelle opzioni di Gmail, in Labs, ho attivato Multiple inbox che permette di avere più inbox nella pagina principale
  • sempre nelle opzioni è apparsa la nuova voce, ho aggiunto label:buzz come nuova inbox
  • ecco che nella pagina principale abbiamo una seconda parte dedicata a Buzz

# occhio alla privacy

Poco tempo dopo il lancio del servizio è stato pubblicato un articolo di Business Insider che parla di quella privacy che Google Buzz sembra mettere in pericolo, da prendere con le pinze, non correte ad urlare subito “al lupo, al lupo“, l’importante è saper tenere a bada i propri dati:

businessinsider.com/warning-google-buzz-has-a-huge-privacy-flaw-2010-2

date magari una occhiata (e intervenite se volete) al thread che si è sviluppato su FriendFeed:

friendfeed.com/wolly/72ce65a1/warning-google-buzz-has-huge-privacy-flaw

# chiudere il Buzz nel ripostiglio

Stanchi di Buzz ancora prima di averlo provato in modo decente? Troppo invasivo? Richiede del tempo che non potete mettergli a disposizione? Nessun problema, la soluzione è semplice. Scorrete la finestra di GMail fino in fondo, troverete la chiave per chiudere il servizio nel ripostiglio fino a quando deciderete di dargli una seconda possibilità ;)

Google Buzz: spegnere il Buzz

Questo è quanto. Spero che la panoramica su Google Buzz vi sia piaciuta e vi possa tornare utile, magari suggerite nei commenti eventuali altri spunti di discussione, nessuno mi vieta di aggiungere altri paragrafi all’articolo no? :)

Ci vediamo su Buzz?

Cinema: Avatar (3D)

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post sponsorizzato. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe denaro in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Prima esperienza in 3D al Cinemacity di Ravenna, un esperimento per il quale occorre ringraziare ScreenWeek che mi ha scelto come suo inviato per la città di Ravenna (appunto), una volta tanto ho potuto giocare in casa :)

James Cameron sforna il suo secondo kolossal dopo quel Titanic appartenente all’ormai lontano 1997. Spendo qualche parola sull’esperienza 3D, rivolgendo chiaramente attenzione al cinema dove ho potuto prendere visione della pellicola. Evito il 3D nel quotidiano per la scomodità del “doppio occhiale” (devo sovrapporre gli occhiali polarizzati ai miei da vista) e -soprattutto- perché non ha nulla da invidiare al 2D. Se il film vale la spesa del biglietto vuol dire che è un film di qualità, non ha bisogno di “trucchetti” per piacere, magari può essere un semplice “plus” al valore del film stesso, penso però che questa mia idea sia condivisa da parecchi spettatori, sono alla ricerca di conferme (l’area commenti è li per voi). Per questa particolare pellicola penso che il 3D sia invece necessario, solo così riuscirete a rimanere a bocca aperta per gli splendidi colori, le ambientazioni, quei piccoli grandi dettagli che in modalità “piatta” si perderebbero inesorabilmente …

James Cameron ha fatto centro dove tanti hanno fallito precedentemente. Tanto per rendere l’idea: Ravenna conta 157.000 abitanti (centinaio più, centinaio meno) ed il Cinemacity ha (da poco tempo) allestito due delle sue sale con il 3D a totale disposizione dei cittadini desiderosi di diventare protagonisti delle pellicole. Arrivare alle casse e sentirsi dire “Mi dispiace, i biglietti per gli spettacoli (tutti) sono prenotati per questi due giorni” (riferendosi a venerdì e sabato) è già un successo, a prescindere da quello che penserà la gente una volta uscita dal cinema. Io e Ilaria abbiamo quindi preso parte allo spettacolo delle 20.30 di ieri sera (questo perché anche gli spettacoli precedenti erano già pieni solo grazie alle prenotazioni). Sala chiaramente piena, tutti in silenzio religioso, ancora più di quello che ci si aspetta di trovare in un luogo sacro forse, per la prima volta nessun bambino ha osato fiatare.

Avatar è un capolavoro sotto tanti punti di vista, primo fra tutti -come dicevo un paragrafo e mezzo fa- l’ottima resa grafica, quelle ambientazioni tanto lontane dalle realtà ma tanto vicine all’immaginario comune di natura incontaminata e libertà totale, quelle creature strane e affascinanti che compongono il popolo dei Na’Vi, quel rapporto così profondo con ciò che ci circonda, il rispetto per ciò che ci viene concesso con l’obbligo morale di non maltrattare niente e nessuno che dovrebbe essere regola primaria per ciascun essere vivente. L’esatto opposto di ciò che l’umano fa oggigiorno. Il messaggio di Cameron è limpido, lo si capisce dalle prime battute. L’uomo è l’unico essere che uccide per puro piacere, questo è un dato di fatto. Avatar basa la sua trama proprio sul desiderio di conquista dell’essere vivente “più intelligente“, la forza militare bruta che può conquistare qualunque cosa, senza compromesso alcuno. Evidentemente non è così che gira il mondo per Jake Sully (all’anagrafe: Sam Worthington), ex-marine divenuto invalido e fratello gemello dello scienziato RDA che avrebbe dovuto avvicinare l’uomo al popolo Na’Vi, morto poco prima di cominciare la nuova avventura sul pianeta Pandora.

Non voglio e non posso anticiparvi null’altro, tanti dei lettori potrebbero non ancora essere riusciti a vedere la pellicola e non sarò certo io a “rovinargli la sorpresa” … posso solo dire che nonostante una trama assolutamente scontata (prevedibile fin troppo prima del dovuto) e ispirazioni a capolavori precedenti come Matrix (spero avrete collegato la simbiosi mentale tra l’umano e l’avatar) o Jurassic Park (creature fantastiche e natura incontaminata), il progetto 880 non delude e lascia un buon sapore in bocca all’uscita dalla sala.

Difficilmente riesco a dare supporto alla critica feroce contro questa realizzazione, di certo non si può però promuovere a pienissimi voti l’impegno e l’indiscussa bravura di Cameron. Una sorta di via di mezzo che soddisfa tutti, addetti ai lavori o semplici appassionati, gente che non ha mai visto un film in 3D e bambini che desiderano sognare ad occhi aperti, con quel barlume di speranza che un domani possa esserci e che possa andare d’accordo con la natura che per il momento si sta limitando -davvero- a restituire solo una parte del dolore che fino ad ora l’uomo le ha inflitto nel corso degli anni.

Concludo questa mia recensione con un consiglio che ben conoscono tutti quelli che solitamente mi leggono su Gioxx’s Wall (questo perché stavolta la pubblicazione viene replicata anche sul blog di ScreenWeek): vivamente consigliata la visione cinematografica, “obbligatoria quella in 3D” azzarderei …

Avatar senza 3D è come una Sacher senza cioccolato, una Ferrari senza ruote, una campagna PPC senza landing page :D (dplastino@Twitter)

Tanto per far felici alcuni di voi, riporto anche l’indirizzo della galleria ufficiale del film Avatar su Flickr, superfluo dire che potreste trarne sfondi assolutamente spettacolari, vero?

flickr.com/photos/officialavatarmovie

Buon divertimento a tutti coloro che andranno al cinema, ancora grazie a Davide e Silvia di ScreenWeek per l’opportunità :)

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