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L’hai mai cavalcata l’onda bianca?

In esclusiva per Gioxx’s Wall, una lettera firmata dalla mascotte ufficiale Sega, prossima partecipante ai giochi di Londra 2012, pubblicata qui di seguito così come ricevuta e con un colpo di scena finale a cura del nostro redattore capo, che ha successivamente contattato il noto personaggio per una conferma a bruciapelo, buona lettura!

E poi dicono che le assolate spiagge e il profumo di salsedine bastano a farti sentire  in paradiso… mai sentita una sciocchezza simile! Il mio nome è Sonikku za Hejjihoggu, ma voi potete chiamarmi semplicemente Sonic, sono un riccio come mai nessun altro, il più veloce, il più forte, il più giovane! Ma torniamo all’argomento principale, già perché qualche giorno fa è arrivata una lettera con l’invito a partecipare alle competizioni olimpiche del prossimo anno a Londra, no dico: Londra, avete letto bene?

Ed è proprio quello che farò! D’altronde il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero “Più veloce, più alto, più forte“, chi meglio di me? Si dai, a parte l’altezza, non state li a far notare ogni singola sciocchezza!

Non c’è tempo da perdere, bisogna preparare i bagagli, allenarsi e ricordarsi di lucidare la tavola, perché non c’è cosa più emozionante che cavalcare l’onda bianca, quella fatta di neve soffice sulla quale sfrecciare, l’unica dove al posto delle mie scarpe uso la tavola da snow per sfrecciare davanti a tutti gli altri!

Anche se l’ultima volta non è andata come volevo (ricordate Vancouver nel 2009?), stavolta sono sicuro di farcela, non c’è rivale che possa tenermi testa, sono pronto, scattante e organizzato come non mai, e se solo il Team di Mario osa provare a sfidarmi beh, qui c’è pane per i suoi denti, e occhio a non farvi troppo male con i miei aculei!

Con affetto e tanta competizione, il vostro campione Sonic!

Colpo di scena!

Come dite? A Londra si terranno i giochi estivi e non quelli invernali? Ah …

BzzZZz, CsKKKskkKKKkk, non vi sento bene, sto perdendo la linea BzzZzzzZzzz FrrRRrrrrR

Knuckles vieni quiiiiiiiiiiii!!

*Tu-Tu-Tu*

Non ci è dato sapere cosa sia realmente accaduto dopo la telefonata intercorsa con il campione nipponico, siamo certi però che sarà pronto alla nuova competizione, di certo non quella dichiarata nella sua lettera! Per seguire e portare a termine le sue gesta basterà continuare l’avventura sulla vostra Wii!

Mario & Sonic ai Giochi Olimpidi di Londra 2012 è il nuovo titolo sportivo per Nintendo Wii, che vede ancora una volta il team di Mario e il team di Sonic sfidarsi nelle varie competizioni disponibili, gioco ufficiale delle Olimpiadi (rispettivamente) di Beijing, Vancouver e ora Londra. Disponibile in tutti i negozi, potrebbe essere un valido regalo soprattutto per i più piccini e per le serate di gruppo, a suon di sfide che vi faranno guadagnare medaglie virtuali e soddisfazione reale! :-)

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

PES 12 sul banco prova: velocità, precisione e spettacolo!

E se il mio più che valido compagno virtuale di avventure calcistiche su console si diletta a comparire sul piccolo schermo e parlare del titolo EA, come ormai i lettori affezionati sapranno, io sono da diverso tempo un convinto sostenitore della saga targata Konami. Dopo tanti anni passati in compagnia del titolo Electronic Arts poi abbandonato a causa di una scarsissima cura per la versione PC (l’unica mia ‘console’ fino a quattro anni fa, per scelta).

La scorsa settimana (giusto un giorno prima dell’uscita ufficiale negli scaffali) ho potuto mettere le mani sul mio titolo di calcio preferito, giocarlo e giudicarlo in modo più o meno obiettivo (viva l’onestà! :-p), concorrente ormai puntuale al richiamo settembrino che tutti gli appassionati di calcio attendono impazienti. Electronic Arts e Konami hanno sfornato due titoli volutamente definiti come completo rinnovo della loro ‘saga, giusto per deludere chi si aspettava un semplice aggiornamento delle rose e rendere felice chi desiderava vere novità.

3 le parole chiave a caldo del titolo nipponico: velocità, precisione, spettacolo. E’ decisamente finito il tempo delle prime donne e attori protagonisti. PES 2011, nonostante tutte le belle parole spese al lancio del titolo e nonostante una prova tutto sommato convincente nella sua totalità, permetteva ancora di portare a termine alcune azioni pressoché irripetibili nella realtà. Il paese delle prime donne, quelle che da centrocampo fino alla porta riuscivano a passare con un paio di dribbling azzeccati e qualche colpo di fortuna. Oggi, a distanza di quasi 365 giorni dalla data del lancio del precedente capitolo, Pro Evolution Soccer 2012 consente di arrivare in porta solo studiando le mosse dell’avversario, con una fitta rete di passaggi e sfruttando la nuova chicca che sicuramente tanti apprezzeranno: la possibilità di controllare un secondo giocatore che si infiltrerà nel posto giusto al momento giusto, per ricevere la vostra palla e -possibilmente- buttarla in fondo al sacco! :-)

Non è affatto banale -sia ben chiaro- controllare contemporaneamente due giocatori e pensare a dove il secondo possa attendere un nostro passaggio chiave, ma penso che -come tutte le innovazioni in questo campo- possa essere una novità ben vista e ben sfruttata al momento giusto, magari all’ultimo minuto di una partita destinata alla parità o alla sconfitta, serve giusto un po’ di allenamento!

Quello che lascia basiti coloro che erano abituati ad affondare il colpo e la velocità nei precedenti capitoli è proprio la fisica dei giocatori, che è stata completamente rivista. Sarà più semplice accelerare (e di tanto) la propria corsa, più semplice giocare di fino e dribblare l’avversario quando si attacca o anticiparlo quando si difende. Occhio quindi all’arma a doppio taglio: il valore di velocità ora non viene più preso sotto gamba, sarà davvero ostico bloccare Messi o Ronaldo, tanto quanto saltare Puyol!

Tutto il resto non cambia, proprio come la squadra che vince. Restano i pochi errori grossolani di grafica e e di intelligenza artificiale dei portieri (questo è strano, dato che la AI di tutti gli altri giocatori è sicuramente migliorata), resta quel modo di reagire degli attaccanti che -se potessero- farebbero seppuku ogni volta che mancano la porta in modo clamorosamente inaspettato. Konami, davvero, non serve! Piuttosto è meglio farli indietreggiare prima di subito, perché non aiutano l’eventuale contrattacco immediato dopo la rimessa da fondo campo, li si trova in fuorigioco!

Risultato positivo nella sua totalità, non delude le personali aspettative, una piacevole conferma.

No, non vi ho dimenticato, ma per Fifa 12 preferisco lasciar spazio a chi davvero ha provato in modo approfondito il titolo e ha potuto apprezzarne (o criticarne) ogni aspetto. Consiglio caldamente la recensione di Paolo e di Andrea :-)

Ci vediamo online? :-)

Sachsenring: intervista a Matteo Flamigni

Visto il rapimento senza richiesta di riscatto di Gabriele all’ultimo minuto, ieri mattina sono riuscito ad intervistare Matteo, senza voler entrare troppo nel dettaglio (anche perché ho potuto disturbarlo solo per 10 minuti circa!), ecco il risultato di questo rapido botta & risposta:

MotoGP - Sachsenring

Giovanni
a parole sono tutti bravi, ma ora dimostrami come un perfetto ignorante possa capirci qualcosa di telemetria. Fa come se dovessi spiegare il tuo lavoro ad un bambino di otto anni, come viene applicato nel motociclismo?

Matteo
beh, è semplice. Sulla moto -te lo dico in termini molto banali- è presente una scatola, molto simile alla ‘nera‘ che trovi sugli aerei e che viene analizzata in seguito ad incidenti di varia natura. La nostra non fa altro che registrare tutte le informazioni che provengono dai diversi sensori posti sulla moto, un po’ come succede con il cruscotto della macchina che è in grado di dirti in tempo reale velocità e giri del motore. Dato però che da regolamento non possiamo avere una trasmissione radio costante dei dati dalla moto, abbiamo stabilito una frequenza di memorizzazione, così che possano essere prelevati e tenuti da parte per la successiva consultazione, che avviene quando la moto si ferma al box.

Per questo motivo il termine telemetria è sbagliato, è comunemente utilizzato ma implica quella trasmissione dati che a noi manca, possiamo vedere i valori solo collegandoci fisicamente alla moto quando rientra, è quindi più corretto dire ‘acquisizione dati‘, non posso consultarli in tempo reale come succede in Formula 1!

Giovanni
sappiamo tutti che nel motociclismo c’è una simbiosi totale tra meccanica ed elettronica, senza dimenticare il lavoro del pilota che deve costantemente ‘ascoltare‘ il proprio mezzo e comunicare a voi ed ai meccanici cosa c’è che non va, per migliorare il risultato in pista. Quanto conta in questo Valentino, quanto Nicky?
Matteo
il pilota conta sicuramente più in questo campo che in quello della Formula 1. La moto è un mezzo per definizione instabile, sei su due ruote, se non stai attento cadi! Il fattore umano è quindi preponderante, diciamo che prende un buon 70% o più, senza considerare che ciascun pilota ha un suo stile di guida che cambia parecchio le carte in tavola.Su una macchina io so che un certo quantitativo di benzina, un particolare valore di ala aerodinamica e un particolare treno di gomme (morbide, dure, ecc) posso stabilire un determinato tempo, ci sono delle simulazioni che sbagliano di pochissimo. Tutto questo nella moto è impossibile! Anche con la stessa configurazione e nella stessa squadra puoi notare come due piloti stabiliscano differenze sostanziali in pista.Su una moto che pesa a secco 150 kg, la massa di un pilota che ne pesa 70 e si sposta avanti e indietro diventa molto importante!

MotoGP - Sachsenring

Giovanni
ora facciamoci un po’ di affari tuoi: hai seguito Valentino per tutti gli anni della sua permanenza in Yamaha. Cosa è cambiato ora che siete approdati in una scuderia italiana? Perché questa scelta? E’ stata un bene o un male?
Matteo
dal mio punto di vista è stato sicuramente un bene. Sono italiano, e lavorare per una casa italiana è un onore, soprattutto dopo aver lavorato 15 anni per squadre straniene, a parte l’inizio con Ducati in Superbike. Dietro questa scelta c’è comunque l’adrenalina e l’eccitazione per la nuova sfida, ripetere tutto quello che è stato fatto in Yamaha, vincere con Valentino sulla Ducati penso sia il sogno di tutti!
Giovanni
a questo punto -prima di chiudere- torniamo sul tecnico con una domanda ben specifica: di tutta quella curva di valori (guardando il grafico dell’acquisizione dati di cui abbiamo inizialmente parlato, ndr) qual è quello più importante? Quale non devi mai perdere d’occhio?
Matteo
guarda: non esiste un solo valore da tenere d’occhio, sono tutti estremamente importanti. Non solo hai dei parametri che ti indirizzano verso un miglioramento delle performance del veicolo, ma ne hai tantissimi altri che ti permettono di capire se il veicolo sta funzionando bene, che il motore non abbia problemi, che le pressioni olio, benzina e temperatura siano tutte nel range ottimale.Hai dei valori ottimali per migliorare la prestazioni, e altri per prevenire eventuali problemi tecnici in pista, quindi è impossibile discriminare quali sono quelli importanti, è davvero improponibile. E poi, ciascuno di questi può fare riferimento ad un determinato canale, quindi ad un problema, dove noi dobbiamo agire. Il mio lavoro è tradurre in parole e azioni questo quadro (l’acquisizione) nel più breve tempo possibile!

Uscendo dal box ho finalmente potuto sentir parlare Gianluca, anche se solo per una frase: “Allora ragazzi, andata tutto bene con Matteo? Con un fil di gas?” :-D

Per capire qualcosa di più su Gianluca, potete dare un’occhiata a questo video riguardante una sua vecchia (neanche tanto) intervista:

E ora, torno in pista a far fotografie! (a tal proposito, tenete d’occhio l’album su Flickr: flic.kr/s/aHsjvjpJoF)

Sachsenring: c’è qualcosa che volete sapere sulla telemetria?

Matteo Flamigni e Gabriele Conti sono due ingegneri Ducati, facenti parte della squadra tecnica di Valentino Rossi, che stasera mi dedicheranno un po’ del loro tempo per scambiare quattro chiacchiere, a suon di domande e risposte tra il serio ed il faceto sul mondo che gli appartiene: quello dell’elettronica e della telemetria.

MotoGP - Mugello

Grazie al loro lavoro è possibile studiare tempi, statistiche, condizioni del mezzo e qualsiasi altra informazione che possa tornare in seguito utile a tutta la squadra per migliorare mezzo e modalità di guida, per cercare di piazzarsi nel miglior modo possibile a fine gara, lavoro complesso e ingrato che -come tutti sappiamo- quest’anno è particolarmente ostico dopo il cambio di bandiera che Valentino ha intrapreso, promettendo di riportare la Ducati al posto che merita e che da tempo manca, in testa a tutti gli altri :-)

Innanzi tutto, qualche informazione su di loro:

Matteo Flamigni, ingegnere elettronico, telemetrista del Team Ducati – Valentino Rossi.

Ha iniziato nel mondiale Superbike nel 1994, nel 1997 passò alla classe 500 nel team di Luca Cadalora, nel 1998 seguì Alex Barros, nel 1999 Loris Capirossi nella classe 250.

Dal 2000 al 2003 ha sostenuto Max Biaggi, nel 2003 è stato in squadra con Marco Melandri, dal 2004 al 2010 fa parte del team Yamaha del pluricampione Valentino Rossi. Nel 2011 segue Vale in una nuova avventura nel Team Ducati diventando Ingegnere di Pista.

Fondamentale nel suo lavoro analizzare i dati e parlare con il pilota per cercare di migliorare le prestazioni della moto. Il suo contributo è fondamentale per lo sviluppo della moto, ama il suo lavoro… e fare tutto sempre al meglio!

Gabriele Conti, ingegnere elettronico, era il telemetrista di Casey Stoner, convertitosi ora alla fede del Dottore.

Arrivando in Ducati, ha coniugato due passioni: elettronica / informatica (“sono stato un supersecchione: ho persino preso un dieci in pagella, alle superiori, in chimica e fisica”) e le moto, che hanno quasi rischiato di troncargli la carriera sul nascere: “a quel dieci ci sono arrivato partendo dal quattro, perché avevo una certa tendenza a sacrificare i libri per la motocicletta”.

Alla Ducati Corse Gabriele è approdato spedendo un curriculum e dopo una esperienza come progettista di sistemi di rilevazione impronte digitali per banche e radio trasmittenti per impianti petroliferi: “Che emozione, il primo pass Ducati per entrare al Mugello. Io, che fino a poco prima ero uno di quelli aggrappati alla rete…”.

Del suo lavoro dice che ci sono momenti, tutti i giorni, in cui prega il cielo di trovargliene un altro; e ci sono sere, tutte le sere, in cui lo ringrazia per averglielo lasciato. Con autoironia (“sono toscano: è quella che mi salva”) la descrizione che fornisce della filosofica del suo operare quotidiano è più o meno questa: “1) hai una intuizione limpida; 2) studi tutto, e sei sicuro di aver capito tutto; 3) vai in pista, e ti accorgi che non funziona niente; 4) ricominci da capo, lasciando perdere lo studio e dandoti alla sperimentazione pratica. Ossia, passando dall’approccio scientifico puro all’empirismo totale”.

A questo punto, come già proposto su Twitter, chiedo ad amici, conoscenti e lettori se avete domande da porgli, sarò ben felice di farle durante l’intervista prevista per stasera! In caso contrario, leggerete solo quelle che mi sono passate per la testa durante la giornata in un articolo che spero di poter far uscire stasera stessa ;-p

Nel frattempo vi ricordo che tutte le fotografie scattate sono disponibili (caricate di tanto in tanto, appena possibile) sul mio account flickr, la galleria è raggiungibile all’indirizzo: flickr.com/gioxxswall/sets/72157627074738531. Potete invece seguire gli aggiornamenti Twitter dal mio account o da quello di TIM.

A voi la palla!

UPDATE
L’intervista è slittata a domattina, ore 9.00 presso l’hospitality Ducati. Avete ancora tempo per suggerire domande (anche non strettamente riguardanti l’argomento che vi ho indicato), buonanotte! (e non sforzatevi troppo eh! ) ;-)

WRC 2010: fango, sterrato e velocità sotto le vostre quattro ruote

inauguro con questa recensione una nuova collaborazione con XboxWay, portale completamente dedicato alla console di casa Microsoft. Ringrazio Sergio per la calorosa accoglienza e la possibilità che mi ha offerto e vi segnalo che l’articolo che state per leggere è stato pubblicato in anteprima circa 12 ore fa a questo indirizzo:

xboxway.com/recensioni/archive/2010/10/27/recensione_wrc_world_rally_championship_xbox_360.aspx

WRC, acronimo di World Rally Championship, è anche il nome del capitolo videoludico che ha potuto fare la sua comparsa su ogni periferica di gioco (sia essa console o PC) dopo anni di digiuno e ripiego neanche troppo forzato sulla saga di Colin McRae DIRT, arrivato sugli scaffali lo scorso 8 ottobre dopo una manciata di giorni di “demo” messi a disposizione dei giocatori che quotidianamente sfruttano il proprio abbonamento Xbox Live Gold o PSN Network.

Nato grazie al publisher italiano Black Bean Games e al suo studio di sviluppo interno -Milestone- WRC si presenta all’esame ben evidenziando l’acquisizione dei diritti del World Rally Championship ma con una concorrenza ormai affermata, che lascia poco spazio a chi un tempo si sarebbe potuto accontentare di portare a compimento un titolo mediocre a patto di poter veder schizzare il fango sulla carrozzeria della propria quattroruote.

I menu estremamente intuitivi, i controlli di guida tutto sommato buoni seppur migliorabili, la possibilità di modificare tutti i valori principali del proprio mezzo e la soddisfazione di poter correre su tracciati realmente esistenti con macchine che siamo abituati a vedere nelle gare ufficiali può sicuramente giocare a favore di questo nuovo arrivato.

Di contro potrei segnalarvi la scarsa cura dei dettagli (soprattutto delle vetture), i tracciati non sempre perfetti (mi è capitato di vedere qualche scatto durante l’elaborazione dei panorami), la delusione per non aver visto mai “sporcare il monitor con l’acqua o con il fango quando si passa a tutta velocità su terreni privi di asfalto (cosa che -ad esempio- succede in titoli ben più Arcade come Blur), la maledetta staticità degli elementi che compongono l’ambiente di gioco … sfido io ad andare a spaccare un guardrail o buttare giù un albero anche se debole solo alla vista! Inutile dire che il pubblico ai lati delle strade cittadine e lo stesso pilota o copilota al suo fianco -una volta arrivati al traguardo- fanno gli stessi identici gesti e le stesse movenze per ciascuna gara portata a termine in tempi decenti.

Dettagli signori, dettagli, gli stessi che tante case hanno già previsto arricchendo i loro titoli. Quelli che un videogiocatore che apprezza particolarmente il genere automobilistico ha già avuto occasione di vedere più e più volte anche in passato, neanche troppo di recente! Non si vive di solo licenze ;-)

Buone invece la modalità multiplayer e la longevità del gioco. Nonostante i pochissimi giocatori ancora presenti online è possibile competere in prove e rally singoli o campionati interi completamente online. Per chi preferisce rimanere “disconnesso” c’è un’ulteriore modalità che consente di far giocare fino a tre persone sulla stessa console, permettendo al più veloce dei 3 di portarsi a casa la vittoria semplicemente ottenendo il tempo di gara migliore, il cronometro è l’unico dettaglio che conta, come nel vero rally.

Valutazione generale

Presentazione: 6
Nella media. Il voto è per lo più influenzato dai video di presentazione che hanno anticipato l’arrivo del gioco vero e proprio.

Gameplay: 6
Buono il sistema di controllo, è possibile controllare bene la macchina stando attenti alla configurazione iniziale e alle tempistiche per le frenate, le derapate e le accelerazioni su rettilineo, comunque migliorabile.

Grafica: 5
Dettagli delle vetture e dei tracciati assolutamente fuori standard rispetto alle attuali tecnologie e agli altri titoli già usciti precedentemente nell’ambito automobilistico, da rivedere. Ci sono ampi margini di miglioramento.

Sonoro: 6
Il gioco è doppiato in italiano. Fondamentale se si seguono le istruzioni del copilota più dei segnali mostrati a video prima dei cambi di rotta. Musiche praticamente inesistenti nei menu.

Longevità: 7
Si potrebbe portare a termine tutto l’insegnamento previsto dall’accademia e diventare un campione di rally attraverso la modalità single-player.

Multiplayer: 6
Le intenzioni sono sicuramente lodevoli, ancora troppi pochi giocatori però. Probabilmente tanti non sono ancora convinti di voler acquistare il titolo. Decisamente più soddisfacente la modalità di sfida sulla stessa console.

Voto complessivo: 6

Si dice “altro giro, altra corsa“, correggetemi se sbaglio. Non resta quindi che sperare in un prossimo capitolo ancora più curato e corretto in quei piccoli e grandi errori che possono lasciare a bocca asciutta quando ci si aspetta di trovare titoli che sfruttino appieno la tecnologia ormai a disposizione di tutti.

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