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Milano: benvenuti in Area C

16 gennaio 2012: la tanto temuta, odiata, amata, aggiungere aggettivi desideratiArea C” parte oggi con una sperimentazione che durerà 18 mesi, un lungo anno e mezzo durante il quale chiunque voglia entrare nella Cerchia dei Bastioni (vecchia area Ecopass) durante i giorni feriali dovrà sborsare 5 euro, a prescindere dal fatto che il mezzo privato sia un Euro 3 o un nuovo Euro 5 (precedentemente esentato dal pagamento della tassa Ecopass insieme agli Euro 4).

Stavolta anche i cittadini residenti in zona saranno costretti a pagare dopo aver raggiunto il limite dei 40 ingressi annuali “offerti gratuitamente” dal comune di Milano. Restano invece fuori i ciclomotori, i mezzi pubblici, quelli di pronto intervento, quelli ibridi e quelli a metano.

In questo mio semplice e “veloce” articolo vorrei proporvi qualche lettura utile per sopravvivere alla novità, fermo restando che utilizzare i mezzi pubblici per andare in centro storico è sempre stata la migliore scelta, nonostante gli inevitabili ritardi e i ben poco graditi aumenti di tariffe ;-)

Riferimenti ufficiali

Punti di riferimento che si spera vengano tenuti costantemente aggiornati da chi l’Area C l’ha messa in piedi!

Cosa scrive la stampa

Testate giornalistiche e / o specializzate che dedicano un loro spazio alla novità …

Blogosfera

Perché siamo qui apposta per aiutarci e darci riferimenti e spunti validi per cavarcela in ogni caso :-)

E per non farci mancare nulla, basterà filtrare il tag “#AreaC” su Twitter per ottenere tutte le reazioni dei cittadini (e non solo) in tempo reale: twitter.com/#!/search/areac.

L’area commenti è a vostra totale disposizione nel caso in cui vogliate segnalare altre risorse che saranno poi integrate all’interno dell’articolo ;-)

iOS 5: durata della batteria

Si fa tanto parlare di durata della batteria dei nuovi iPhone 4S, associati ad un sistema operativo iOS 5 o 5.0.1, non “basta mai” e per chi lavora abitualmente in mobilità si ha troppo spesso la necessità di un punto di ricarica che possa dare nuova linfa al proprio dispositivo. Ma siete sicuri di aver fatto tutto quello che è necessario per salvare la vita al vostro iPhone? Una breve guida con poche pretese (c’è gente molto più brava di me in questo mestiere) che mi ha aiutato a migliore la durate della batteria del mio telefono.

Non sono uno di quelli che vi dirà di disabilitare il bluetooth, è scontato e va di moda. Si, consuma batteria e si, è un servizio che costantemente “sfruttato” continua a succhiare sangue tanto quanto un vampiro sul collo della vergine sfortunata di turno, ma è lo stesso ragionamento che si applica a qualsiasi altra applicazione installata o servizio di sistema, e chi possiede un sistema di vivavoce o un semplice auricolare da usare in macchina o in ufficio lo considera vitale, me compreso.

A proposito di servizi di sistema: avete già disabilitato le inutili localizzazioni a base di pubblicità e fuso orario? Non sapete di cosa sto parlando?

Servizi di sistema

Andate in Impostazioni / Localizzazione / Servizi di sistema, tra questi troverete “iAd di posizione” e “Imposto fuso orario“. Il primo basa la pubblicità proposta tramite il network di Apple sulla posizione di chi sfrutta il telefono, il secondo vi permette in tempi rapidi di variare automaticamente l’ora del telefono in base alla vostra posizione nel globo terrestre. Questo accade già in tempi non necessariamente immediati quando volate in giro per il mondo: il carrier telefonico che vi permette di avere linea in roaming, passa tramite la sua rete informazioni basati sulla posizione geografica permettendovi di aggiornare l’orologio dell’iPhone. E anche se questo non dovesse accadere, potrete sempre intervenire manualmente con un paio di click “rapidi & indolori“.

Centro notifiche

Ma passiamo al Centro Notifiche, succulenta novità dell’iOS 5 tanto comoda quanto esosa. Disattivate tutto quello che non serve, e non venitemi a dire che dovete controllare la borsa o le coltivazioni di FarmVille, per quello ci sono le notifiche push che bastano e -in realtà- avanzano, senza necessità di invadere il Centro Notifiche che può invece essere utilizzato (come faccio personalmente) per tenere d’occhio telefonate, SMS / iMessage, posta, calendario e Twitter, con un carico sulla batteria tutto sommato accettabile.

E sempre a proposito di novità, lo è anche iCloud, servizio di storage messo a disposizione da Apple per permetterci di tenere un backup sempre aggiornato delle impostazioni del dispositivo online, al sicuro, pronti per un restore o per preparare un nuovo iPhone nel caso in cui il nostro si rompa o venga sostituito (magari per un upgrade di modello).

iCloud

Comodo ma da tenere d’occhio. Disabilitate tutto quello che non vi serve da Impostazioni / iCloud. Se -come me- utilizzate i servizi messi a disposizione da Google, è molto probabile (in realtà è certo) che non servirà a nulla tenere sotto backup Posta, contatti e calendari. Inoltre, per chi non possiede altri dispositivi Apple, sarà totalmente inutile anche lo Streaming foto, che serve a caricare le fotografie sullo spazio iCloud per vedere e scaricare gli scatti anche sugli altri dispositivi che si possiedono. Più importante (e sconsiglio fortemente di disattivarlo) è Trova il mio iPhone, funzionalità che consentirà di localizzare il dispositivo tramite il sito iCloud.com di Apple (con il proprio Apple ID) in caso di smarrimento (ammesso che questo sia acceso e abbia connettività). Quello che però potete ritoccare è il blocco dell’utilizzo della rete 3G per caricare le modifiche eseguite sui documenti nella ‘nuvola (in iCloud, ndr). Comodo per chi a bordo di un mezzo pubblico non vuole perdere tempo e modifica i documenti pretendendo di trovare le modifiche in ufficio, molto meno comodo se una volta arrivati in ufficio siete coperti da rete WiFi, attraverso la quale iCloud partirà senza però aver consumato batteria (e MB preziosi considerando le tariffe italiane) in mobilità. Disabilitate quindi “Usa cellulare” da Impostazioni / iCloud / Documenti e dati.

Diagnosi e uso

Ultima, ma non per importanza, il risparmio energetico che si ottiene disabilitando l’invio automatico dei report di “Diagnosi e uso” a Apple. La funzione permette alla società di Cupertino di tenere d’occhio tutte le cause di instabilità del sistema (errori di applicazioni terze o di servizi di sistema, ndr), dando quindi la possibilità di correggere quei problemi nelle successive release di iOS. Comodo, ma non necessario ai fini del corretto funzionamento del telefono, ancora meno della prolungata durata della batteria! Potete disabilitarlo direttamente da Impostazioni / Generali / Info / Diagnosi e uso, quindi “Non inviare“.

Calibrazione della batteria al litio

Avevo promesso la chiusura dell’articolo, è vero, eppure quest’ultimo paragrafo penso possa interessare molti. Non è infatti dedicato nello specifico ai problemi di iOS 5 o 5.01, bensì è universale, applicabile in generale a tutti i dispositivi Apple, siano essi MacBook o iPhone o anche iPod e iPad, non ha alcuna importanza.

Copio e incollo quanto riportato in un documento ufficiale Apple (qui, per la precisione):

La batteria è dotata di un microprocessore interno che fornisce un’indicazione approssimativa della quantità di energia della batteria durante il caricamento o mano a mano che si scarica. È necessario ricalibrare la batteria di tanto in tanto, in modo che le indicazioni della durata e della percentuale di caricamento visualizzate sullo schermo siano precise e che la batteria funzioni in modo ottimale. È bene eseguire questa procedura al primo utilizzo del computer e poi ripeterla a intervalli di alcuni mesi. Se di solito lasci il computer portatile Apple collegato a una presa di corrente e utilizzi solo di rado la batteria, ti consigliamo di svolgere l’operazione una volta al mese. Sul sito Web www.apple.com/it/batteries troverai ulteriori informazioni utili sulle batterie, nonché un calendario iCal che ti ricorda quando ricalibrare la batteria.

Il metodo è applicabile anche sui dispositivi portatili come iPod, iPhone e iPad. Calibrare la batteria è molto semplice e vi chiederà come unico sacrificio quello di essere pazienti e di non utilizzare il telefono durante il successivo ciclo di carica.

Per capirci, occorrerà:

  • Utilizzare l’iPhone fino a quando la batteria non sarà completamente scarica, il telefono dovrà spegnersi in autonomia. Utilizzare la rete WiFi per effettuare una chiamata FaceTime o navigare in internet, guardare filmati su YouTube o giocare sono ottimi metodi per scaricarla molto in fretta;
  • Lasciare il dispositivo spento dalle 6 alle 8 ore circa, tipicamente questo vi verrà molto comodo durante la notte;
  • Collegarlo quindi ad una presa di corrente e lasciarlo collegato -anche in questo caso- dalle 6 alle 8 ore. Sarà possibile utilizzarlo ma è preferibile evitare, magari vi aiuterà metterlo in modalità aereo disconnettendolo quindi dalla rete 3G e dalla WiFi. In questo prolungato frangente non va staccato dalla presa di corrente per alcun motivo.

Quest’ultimo punto è sicuramente quello più pesante da sopportare, immagino che non faccia piacere a nessuno non avere il proprio telefono a portata di mano, eppure questa procedura viene consigliata da Apple stessa una volta al mese, soprattutto per chi carica abitualmente il proprio dispositivo, magari per cicli non completi, come succede nel caso in cui si utilizzi una docking station attaccata al proprio portatile (vedi sottoscritto in ufficio).

Se utilizzate Google Calendar come me, posso consigliarvi di utilizzare un promemoria fornito direttamente da Apple, date una occhiata alla pagina apple.com/it/batteries: in basso a destra un collegamento WebCal (Ricordatemi di caricare e scaricare la batteria del mio iPod) potrà essere sottoscritto tramite Google per segnare in calendario quando effettuare la procedura di calibrazione della batteria del proprio telefono!

In conclusione

Qui finisce davvero il mio articolo, spero di avervi dato buoni spunti per una reale ottimizzazione del sistema, con l’ulteriore speranza che Apple possa presto risolvere definitivamente i bug che “lasciano scappare” così facilmente la carica del dispositivo. I crediti per la splendida vignetta utilizzata a metà articolo vanno a ryanstolp.com.

L’area commenti è a vostra totale disposizione nel caso in cui voleste aggiungere qualcosa, sarò felice di verificarla personalmente e integrarla nell’articolo originale ;-)

Telepass mio, quante me ne fai passà!

Un paio di mesi fa mi è arrivata comunicazione scritta (a mezzo mail) da parte della società Telepass, il mio apparato -secondo loro controlli- stava scaricandosi e necessitava di essere sostituito, a titolo rigorosamente gratuito, presso uno dei tanti Punti Blu sparsi per l’Italia. Ho atteso e ho pensato che la batteria del mio apparato potesse resistere ancora un po’, nel frattempo ho ricevuto ulteriori comunicazioni (a mezzo posta ordinaria, tramite telefonata con voce registrata al mio numero di cellulare e tramite la mia area riservata sul sito web di Telepass).

Qualcuno dei miei ‘vecchi lettori‘ forse ricorderà lo spiacevole episodio legato a Telepass, in seguito al quale ho poi ricevuto una telefonata da parte del loro Customer Service (che ancora oggi ringrazio, ndr) il quale mi ha permesso di risolvere brillantemente il problema concedendomi anche qualche mese di abbonamento gratuito per il disguido (per la cronaca: ho evitato di pagare il noleggio dell’apparato per sei mesi).

Oggi mi trovavo negli uffici poco distanti dal Duomo, ho deciso quindi di fare un salto al Punto Blu di Milano centro per cambiare l’apparato. Su suggerimento di Paolo, mio collega di lavoro, ho chiesto il fantomatico Telepass TR Limited Edition (qui uno screen della pagina), e festeggiamo anche noi ‘sti 20 anni di Telepass!

Ho come l’impressione che abbiate intuito la risposta: Telepass TR Limited Edition mancante, per qualche strano motivo in quel Punto Blu non lo hanno, non lo ‘trattano, non li hanno richiesti nonostante una delle ragazze al desk si sia lamentata della cosa e confermi di aver avanzato una richiesta qualche giorno prima, eppure sulla vostra pagina spacciate quella sede come “Limited-dotata. L’operatore, estremamente gentile (grazie, anche se non mi leggi), mi ha consigliato di andare al Punto Blu di Novate presso il quale sicuramente avrei potuto trovare il Limited Edition (ma questi non sono i famosi Telepass ricaricabili? Li avete per caso rilanciati con diverso nome?).

Morale della favola: da un costo zero (dovevo tornare a prendere la metro, ho giusto fatto due passi in più) ho voluto andare fino in fondo recuperando l’auto al capolinea della metro e andando al Punto Blu suggerito, subendo l’adorabile coda delle tangenziali / autostrade milanesi. Almeno ho trovato (e sostituito) l’apparato (cacchio quanto è grande rispetto al tradizionale!) come promesso dall’operatore del centro storico.

Ah, prima di chiudere, giusto un’altra cosa, un suggerimento spassionato per coloro che gestiscono il sito web della società e magari si occupano di gestire la realizzazione dell’applicazione per iOS / Android: trovare un Punto Blu (via, orari, ecc.) è pressoché impossibile da cellulare. Provando a navigare nella pagina dedicata ci si imbatte nella mappa contenente tutti i PIN (e fin qui …) da andare a selezionare per poter essere ‘esplosi‘ e letti. Il problema è che la mappa è troppo scomoda da esplorare via Safari Mobile (da iPhone) e non si riescono a trovare i dati necessari in nessun altro modo, neanche dall’applicazione dedicata! Perché non inserirli in modo più chiaro e pulito nella prossima versione? ;-)

E anche per stavolta è andata, speriamo che la prossima scadenza sia ben distante da oggi!

Poste.it: quando l’innovazione crea più danni che benefici

Le Poste Italiane hanno da poco rinnovato il loro sito web introducendo quotidianamente piccoli ritocchi grafici per -evidentemente- meglio apparire agli occhi dei suoi clienti e non. Sotto al cofano tutto sommato ciò che serve al cliente resta identico, con la sola esclusione della vecchia PosteMail (gratuita vita natural durante per i clienti BancoPosta, BancoPosta Click e PostePay) che lascia spazio alla nuova “Postemailbox“, gratuita solo per i primi 36 mesi, una PEC nata dagli accordi ormai datati tra governo e questo tipo di istituzioni nel campo dei servizi al cittadino, ne aveva parlato abbondantemente Roberto diverso tempo fa (a tal proposito vi suggerisco di dare un’occhiata al sito web più completo).

Ilaria mi ha chiesto una mano giusto due giorni fa, quando a sua volta non era stata capace di entrare nel sito web delle Poste Italiane per due giorni. Specifico che sia io che lei utilizziamo parecchio l’area clienti BancoPosta per poter tenere d’occhio i conti correnti e spostare denaro all’occorrenza, fare ricariche telefoniche, bonifici, pagamento bollette e bollo auto, quello che qualunque cittadino con un conto corrente ed un’interfaccia web funzionante dovrebbe poter fare.

Il risultato? La mia utenza continua a funzionare correttamente dalla home page di Poste.it, Ilaria viene rimbalzata con un’autenticazione fallita.

Poste.it - Autenticazione fallita

Dopo aver fatto qualche altra prova e partendo dal presupposto che lei conosca bene la sua password (salvata anche in un database KeePass, per sicurezza), ho deciso di sentire qualcuno del call center di Poste Italiane (qui i contatti). Da qui in poi ci è sembrato di vivere un’esperienza dell’altro mondo. Contro l’operatrice convinta dell’assoluta incapacità di Ilaria (e anche della mia, ovviamente) abbiamo provato a scherzarci su dicendo che “a questo punto sarà entrato un uomo misterioso a cambiarmi la password“, scatenando a quel punto l’ira funesta della stessa che ha cominciato a dire quanto fosse sicuro l’accesso al sito delle Poste e di quanto fosse impossibile bucare tali protezioni (beata ignoranza, back in time). Provando a ricostruire un dialogo accettabile siamo riusciti ad ottenere solo l’assoluta incapacità di risolvere il problema posto: “mi dispiace signorina, nel suo contratto non compare il numero di telefono, non posso mandarle un messaggio per il recupero della password“. Inutile dire che sul contratto il numero di cellulare di Ilaria compare chiaramente, vero? Ah, questo è il recupero password di Poste Italiane:

Poste.it - Recupero password via SMS

e questo è il recupero del codice cliente che servirà a sua volta a recuperare l’eventuale nome utente perso:

Poste.it - Recupero codice cliente

Ma a questo punto interviene l’operatrice con il suo intervento davvero risolutivo (… sigh!): dalla home page del sito web bisogna selezionare la tab “Privati” quindi “PosteMail” nel box “Servizi Online“, che nulla ha a che fare con ciò che serve a noi. Indovinate un po’ … anche in questo caso nulla di fatto. Telefonata terminata con un’operatrice scocciata dalla nostra incapacità e l’invito ad andare presso una filiale di Poste Italiane (possibilmente quella dove è stato aperto il conto corrente) per risolvere il problema di persona, nel frattempo son fatti tuoi se non riesci ad accedere ai tuoi soldi da web.

Quello che ho scoperto in autonomia

Affidarsi ad un call-center al sabato pomeriggio è evidentemente controproducente, motivo per il quale ho deciso di approfondire l’argomento e cercare di risolvere il problema. Come? Beh, un paio di modi per aggirare il problema li ho trovati.

Login dalla vecchia PosteMail

Partendo dal suggerimento della poco riposata operatrice, ho ben pensato di passare dalla porta di retro. Da Privati / Servizi Online ho selezionato Postemail, inserito quindi le credenziali di Ilaria per arrivare così alla schermata di avviso della dismissione della vecchia casella di posta elettronica (dimostrando così che le credenziali erano giuste e che la colpa non era certo della nostra incapacità). In barba al passaggio sulla nuova bacheca (che NON funziona e manda in loop la schermata riportando Ilaria alla home page) ho voluto fare accesso alla vecchia Postemail. Da li mi è bastato cliccare su “myPoste” in alto a destra per accedere all’amministrazione del conto corrente. Ecco quindi il primo modo per aggirare l’ostacolo.

Login diretto a BPOL: BancoPosta OnLine

La via più semplice è tanto spesso anche la migliore. Perché quindi passare dalla porta principale se è possibile passare da una porta secondaria diretta? Il sottodominio dedicato a BPOL esiste e funziona ancora perfettamente, perché non sfruttarlo quindi?

https://bancopostaonline.poste.it

Poste.it - Accesso a BPOL

Entrerete così nuovamente in possesso del vostro conto on-line, almeno fino al prossimo fantastico e funzionale aggiornamento da parte del personale di Poste Italiane, lo pensano anche le centinaia di persone che hanno commentato su Facebook :-)

La mamma degli idioti è davvero sempre incinta

Durante questo fine settimana con Ilaria in casa a Milano insieme a me, ci siamo accorti di una perdita sotto al lavello della cucina. Lo scarico, forse otturato o forse non adeguato, aveva creato un piccolo lago subito sotto i tubi. Pozza asciugata e ripulita, tutto tirato fuori e messo da parte, secchio subito sotto per raccogliere l’acqua che fuoriesce ogni volta che si lava qualcosa. Ho prontamente avvisato la padrona di casa e contattato giusto oggi un idraulico, un servizio che li procura a dirla tutta, questo: idraulico-milano.it.

Ora, prima che pensiate che lo sto consigliando, vi sbagliate di grosso (si capiva dal titolo del post, immagino). Oggi è passata la persona assegnata al mio caso, ha dato un’occhiata al problema e ha preventivato 180 euro per l’intero lavoro. Stupito dalla cifra ho pensato di interpellare nuovamente la padrona di casa per chiedere l’approvazione, ovviamente non concessa, soprattutto dopo aver sfruttato 5 minuti per fare una telefonata al suo idraulico che ha giustamente sottolineato quanto quella cifra fosse decisamente fuori standard (cambio del sifone, circa 20 euro di pezzo, con manodopera per circa 3o minuti e diritto di chiamata, un totale di circa 80 euro tutto compreso, totale che non ho comunicato all’idraulico presente in casa mia).

Ho quindi chiesto di non procedere, avrei pagato solo il diritto di chiamata (€ 30). L’idraulico ha quindi chiamato l’azienda per avvisare e la persona dall’altro lato, tale Andrea, ha chiesto di parlare con me. Da quel punto in poi sono passati 10 minuti durante i quali Andrea ha deciso di sfruttare tutto il suo savoir-faire per provare a farmi sentire un autentico stronzo.

Da bravo cliente sono improvvisamente diventato:

  • uno che fa perdere tempo a chi lavora;
  • uno che chiama gli idraulici solo per rompere le scatole;
  • uno che non vuole pagare il giusto;
  • uno che non approfitta di un prezzo decisamente più basso della media, un’offerta vantaggiosissima riservata solo ed esclusivamente a me (persona che hanno sentito per la prima volta nella loro vita, ndr);
  • uno che ha tolto il servizio ad un altro cliente bisognoso (Milano in questi giorni si sta svuotando, ndr);
  • uno che ha fatto “fare la giornata all’idraulico con 30 euro” (si noti che la persona era fuori dal mattino, aveva già portato a termine diversi lavori, altro ndr);
  • uno che non capisce (in generale, perché non è stato capace di spiegare cosa esattamente non capisco);

Ho cercato in tutti i modi di spiegare che non essendo il proprietario della casa l’ultima decisione spetta alla padrona, ma ciò non è servito. Avrei dovuto chiamare l’idraulico a scatola chiusa, accettando prima del suo arrivo un eventuale preventivo alto, senza che questo potesse analizzare il problema, altrimenti -a suo dire- non ha senso far uscire una persona, soprattutto perché loro “non fanno uscire gli idraulici per 30 euro“. Per la cronaca: il diritto di chiamata è fatto appositamente per pagare le spese sostenute dalla persona per raggiungere il cliente e valutare il danno, quindi preventivare la cifra necessaria per la riparazione, lasciando poi il sacrosanto diritto di accettare o rifiutare tale riparazione al cliente.

Finiti quei dieci minuti, ancora un altro paio di giri di velate offese prima di una mia frase conclusiva con la quale ho fatto notare che si stava continuando a perdere del tempo (sia mia, sia quello dell’idraulico), argomento chiave della telefonata. Sono stato prontamente congedato con un “tanto ormai la serata è finita, e lei ha fatto prendere alla persona solo 30 euro“, prima di sentirmi sbattere il telefono in faccia.

L’idraulico, mortificato per il trattamento a me riservato da questo suo referente, si è scusato e mi ha lasciato un biglietto prima di andare via, facendomi presente che in realtà per l’intervento sarebbero bastati 80 euro compresi di diritto di chiamata, manodopera e pezzi di ricambio, e che avrei potuto chiamarlo direttamente, senza passare dall’agenzia.

100 euro di differenza che -evidentemente- sarebbero dovuti andare nelle tasche di questo Andrea, dei suoi colleghi e del suo eventuale capo (ammesso che ne abbia uno), 100 euro risparmiati che sono ben felice di non mandare in quelle tasche, perché di disonesti, ladri, maleducati e incompetenti così l’Italia ne è già sufficientemente piena, e bisognerebbe iniziare a far pulizia, parlandone, passando parola, cercando di evitare scrupolosamente di rivolgersi a loro.

Andrea, grazie, mi hai permesso di mettere una croce sul tuo sito web e tirar fuori questo articolo che -mi auguro- tutti i miei lettori vogliano in qualche modo far girare così da dare il giusto peso alla questione.

Sig. Solone, quello che ti ha fatto perdere tempo.

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