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Poste Italiane, RID, carta di credito

Il dubbio che attanaglia molti clienti delle Poste Italiane e portatori sani di carta BancoPosta è comune, che io sappia: è una carta di credito? E’ un bancomat?

La risposta ormai data in modo standard al negoziante di turno rimane anch’essa sempre la stessa, altrettanto comune probabilmente: “tu striscia e chiedi il pagamento, lei potrebbe comportarsi da carta o da bancomat indifferentemente …

Ciò perché a seconda dell’attività e del POS utilizzato, la carta BancoPosta pare effettivamente comportarsi diversamente ogni volta che la si usa. Non ho trovato granché documentazione in merito sul sito delle poste.

# la domanda

Per questo motivo, in concomitanza con il voler sottoscrivere l’abbonamento di H3G con l’iPhone in comodato d’uso ho “aperto un ticket” direttamente dal form online proposto dall’azienda:

Buongiorno a voi, sono un cliente BancoPosta da diversi anni ormai, e possiedo la carta Maestro con la quale effettuo regolarmente pagamenti per i miei acquisti.

Ho un dubbio riguardo una nuova restrizione aziendale entrata in vigore nei negozi di un noto operatore telefonico (H3G) riguardo la stipula di nuovi contratti d’abbonamento. Si richiede espressamente carta di credito, contrariamente al RID bancario come per i contratti sottoscritti più di un mese fa.

La carta Maestro in realtà non dovrebbe essere una vera carta di credito e molte volte si comporta da Bancomat o Carta a seconda dell’attività dove eseguo i pagamenti. Vorrei sapere quindi cosa è possibile fare per accontentare il gestore che vuole i pagamenti mensili da carta e se può esserci qualche blocco in merito.

Ringrazio davvero per l’attenzione, spero di ricevere la risposta giusta per fugare ogni dubbio!

Buon lavoro!

Perché questo? Una ulteriore bega di 3 Italia è stata il voler costringere gli utenti ad avere carta di credito per sottoscrivere uno dei loro abbonamenti di fascia “Zero X Top“. Ho sempre pagato le loro bollette con RID bancario ma in questo caso (come già saprete) hanno deciso di introdurre questa novità, come specificato nel mio messaggio per Poste Italiane.

domanda inviata: mercoledì 22.07.09, 9.30 circa

# la risposta

Si è fatta attendere circa 24 ore, ho ricevuto poco fa la telefonata di un addetto Customer Care di Poste Italiane che mi ha spiegato come funziona il loro Postamat e come posso accaparrarmi l’offerta della Tre. Ecco quindi il succo della questione:

La carta Postamat (associata al conto BancoPosta, circuito Cirrus Maestro) è una carta di reddito, non una carta di credito. Si comporta in modo differente da POS a POS basandosi sul circuito sfruttato da questi ultimi (scelto chiaramente dal negoziante). Non essendo carta di credito non potrà essere utilizzata per sottoscrivere un abbonamento Tre Zero X Top.

Possibili risoluzioni? Un paio:

  • affiancare alla carta Postamat un’altra carta (stavolta di credito) con conto sempre unico (il tuo). Circuito Mastercard, spese pari a € 23,24 annuali per “tenere in vita la cartaai quali vanno aggiunti altri 12 euro circa per gli estratti conto mensilmente inviati a casa (qui i dettagli);
  • affiancare alla carta Postamat un’altra carta (anche stavolta di credito) con conto sempre unico (il tuo). Circuito Mastercard, spese pari a € 46,48 annuali per “tenere in vita la carta” ai quali vanno aggiunti altri 12 euro circa per gli estratti conto mensilmente inviati a casa (qui i dettagli);
  • chiudere l’attuale conto per passare a BancoPosta Click, l’offerta pensata per chi -come me- utilizza il 99% delle funzionalità di BancoPosta sfruttando l’interfaccia web di Poste.it, forse l’alternativa migliore tra le tre viste le ridotte spese annuali e la possibilità di avere come carta principale una Mastercard.

risposta ricevuta: giovedì 23.07.2009, 15.00 circa

Il problema non sarebbe tanto aprire il nuovo conto, quanto lo spostare le RID e la domiciliazione dello stipendio dal vecchio ed infine chiudere il conto, con tutte le tempistiche ed il cumulo di carte da preparare. Insomma, gira e rigira non conviene poi così tanto accontentare i capricci di H3G e della sua nuova scelta commerciale, pare solo a me? E’ davvero possibile che vogliano tagliare fuori così tanti possibili clienti? :?

Di Telepass e Poste Italiane

La settimana scorsa mi trovavo a Milano per il solito giro tra clienti, fin qui nulla di strano. Facendo la solita strada in tram per raggiungere il centro città mi sono ricordato di dover andare al Punto Blu per sottoscrivere un contratto Telepass Family da assegnare alla Ibiza e magari alla Corolla di papà.

Pensandoci bene però mi è tornata in testa la pubblicità delle Poste Italiane che invitava i suoi clienti ad andare presso un qualsiasi loro ufficio per poter richiedere un Telepass con domiciliazione della bolletta sul proprio conto corrente. Comodo, facile, veloce, perché no?

Ve lo spiego io il perché no.

Premessa: ufficio postale di Ravenna (Centro, il più grande della città, ndr), in altre città o in altri sportelli della stessa Ravenna potrei avere vita migliore, quasi sicuramente proverò nei prossimi giorni.

#1 info & richiesta modulo

Ravenna Centro ha due addetti allo sportello titolari Postamat. Uno dei due, donna, alle prime armi, presumo apprendista (mai vista, chiedeva lumi per qualsiasi operazione). Il problema non sussiste, ho un’ora a disposizione durante la quale può anche apprendere usando me come cavia (sperando che non faccia errori nel contratto!). I problemi cominciano quando:

  • la signorina mi chiede se sono correntista presso le Poste
    (altrimenti che ci venivo a fare a questo ufficio e sportello?)
  • la signorina mi chiede se il mio conto è stato stipulato presso quell’ufficio postale
    (altrimenti che ci venivo a fare proprio a questo ufficio quando ne ho uno dietro casa?)
  • la signorina mi chiede dapprima un documento d’identità (avanti / indietro verso la fotocopiatrice e viceversa), subito dopo essersi seduta chiede anche il codice fiscale facendo lo stesso tragitto
  • la signorina non è in grado di espormi costi e requisiti del servizio prima di iniziare a compilare il contratto

una volta accortasi delle difficoltà ha passato la palla al collega dello sportello accanto. Risultato? Una vergogna profonda del sottoscritto per aver occupato due sportelli contemporaneamente (chiaramente la signorina si era messa a mò di falchetto sulle spalle del collega per carpire i segreti del mestiere lasciando scoperto il suo sportello), senza considerare il percorso (ed il tempo) sprecato tra le procedure sul terminale, tutte da ripetere.

#2 terminale, punto e a capo

Una volta ripetute le varie procedure a video ed inseriti nuovamente i miei dati è stato possibile procedere con l’ultimo passaggio: conferma del numero di contratto impresso sul foglio compilato (per ottenere un’associazione cartaceo / virtuale). Problema: il numero di contratto non era lecito, la procedura fatta su cartaceo non corrispondeva alla mia richiesta correttamente avviata invece su terminale. 15 minuti circa di plotone d’esecuzione (sportellista 1, sportellista 2, responsabile d’ufficio) tutti intenti a ragionare sul da farsi (distruggere questo contratto e fare l’altro oppure forzare la procedura e proseguire con la stipula?), alcune prove per tentare di convincere il terminale a desistere, ulteriori 5 minuti di consulenza a porte chiuse.

  • $sottoscritto: mi scusi, sono quasi le 11, avrei un appuntamento urgente un pò distante da qui! (ero arrivato allo sportello alle 10 circa, ndr)
  • $sportellista: $nomeeeeeee (urlando), il ragazzo ha fretta!
  • $responsabile: anche iooooo! (urlando anche lei)
  • $sottoscritto: ok, vado via, mi consegna cortesemente i miei documenti?
  • $sottoscritto /2: grazie, distrugge anche il contratto dove ci sono le mie firme?
  • $sportellista: (sguardo e modo di fare alquanto presuntuoso) fatto, contento?
  • $sottoscritto: si, grazie, buona giornata!

#3 conclusioni

I corsi di aggiornamento fatti per addestrare personale “estraneo” alla società Autostrade per l’Italia (e non solo quelli) evidentemente non sono valsi granché, almeno non per Ravenna Centro. Lo stesso accade quando si tenta di fare la richiesta di passaporto, la scena cambia di poco. E poi c’è chi ancora dice che a fare le cose fisicamente si fa prima o si fa meglio perché c’è il rapporto face-to-face tra ente e cliente, con internet ci si impiega la metà del tempo ed un quarto dello sforzo.

#4 telepass.it, aggiornati!

Un’ultima osservazione per la società Autostrade per l’Italia e Telepass.it: se davvero volete avvantaggiare i clienti BancoPosta perché non inserite come modalità di acquisto e pagamento online anche questo tipo di conto?

Nessun riconoscimento tra le carte di credito o tra i conti correnti “abilitati” :(

Davvero un peccato, calcolando che il primo Punto Blu valido per me è … Bologna!

E voi? Avete provato ad attivare servizi “non nativi” presso l’ufficio postale della vostra città? Come vi è andata?