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Nome del file troppo lungo: come aggirare facilmente il problema

E’ un problema che si verifica abbastanza spesso, soprattutto quando gli utenti tendono a voler archiviare i documenti sotto trafile di cartelle sempre più specifiche, più dettagliate, arrivando quindi a più di 255 caratteri totali di profondità nell’URL completo. Giusto ieri ho dovuto spostare alcuni vecchi file EML verso un altro disco, e alcuni di questi sono stati bloccati per il nome troppo lungo (prima da Windows, poi da DOS, in un rapido tentativo di aggirare facilmente il problema, fallito inesorabilmente!):

Nonostante sul web si possano trovare le soluzioni più strambe, software di ogni tipo o metodi tantrici per la risoluzione di questo fastidioso caso, c’è una soluzione a portata di chiunque, molto più semplice e immediata, che nella maggior parte dei casi non richiederà l’installazione di software aggiuntivo, ammesso che voi siate -come me- utilizzatori di 7-Zip, noto compressore / decompressore open-source disponibile gratuitamente su Sourceforge, sulla pagina ufficiale 7-zip.org.

Basterà aprire il File Manager, navigare fino alla cartella desiderata e rinominare i file che prima non potevano essere rinominati:

Buon lavoro! :-)

SessionStoreBackup: salvare la propria sessione Firefox ogni volta che si vuole

E’ dai tempi di Firefox 2 che Mozilla ha introdotto una funzionalità in grado di salvare le proprie tab aperte all’atto della chiusura del browser, dando poi la possibilità di riprendere il lavoro lasciato a metà in un secondo momento. Amata e odiata allo stesso tempo, questa funzione è ancora oggi presente (grazie a Panorama), fondamentale per chi ne ha sempre fatto uso, come “se non ci fosse” per chi è abituato a tenere qualche sito aperto ed è in grado di terminare il proprio lavoro prima di chiudere il browser.

Io ricado nel primo gruppo, e come promesso sul forum di Mozilla Italia nella discussione dedicata alla accidentale perdita di tab lasciate aperte, voglio scrivere qualche riga che vi permetta di aiutarvi nell’impresa del non perdere mai il proprio lavoro.

Fondamentali

Firefox (anche le versioni Aurora, Nightly e Beta, ndr) salvano le schede (e gruppi di) in uno specifico file all’interno del proprio profilo: sessionstore.js (kb.mozillazine.org/Session_Restore). Se ancora non sapete come accedere alla cartella contenente il profilo, vi rimando alla documentazione in italiano, localizzata dalla nostra associazione: support.mozilla.com/it/kb/Profili. Come ulteriore facilitazione, dalla versione 4, Firefox permette di arrivare facilmente a destinazione semplicemente selezionando il menu Aiuto / Risoluzione dei problemi / Apri Cartella (bottone in alto nella pagina proposta).

La frequenza di backup del file sessionstore.js può essere variata manualmente dall’about:config, operazione che mi sento di sconsigliare a chi non ha particolare confidenza con questo tipo di cose e -soprattutto- non vuole rischiare di far dei danni all’interno del proprio profilo principale. Suggerisco invece l’utilizzo di uno script esterno che vada semplicemente a creare una copia sempre nuova del file sessionstore.js, che magari cancelli i file più vecchi di una determinata quantità di giorni (perché non più utili), esattamente ciò che ho fatto per me e che vi propongo oggi.

Lo script

Basato sull’originale di ‘random‘, ho voluto completarlo e permettervi di:

  • creare una cartella che tenga i backup del file sessionstore.js all’interno della cartella del proprio profilo senza la necessità di chiudere Firefox;
  • verificare e cancellare file più vecchi di 30 giorni rispetto al lancio dello script in modo del tutto automatico, così da tenere in ordine la cartella e non conservare file ormai inutili;

Sono sicuro della bontà del mio script, ma prima è forse meglio specificare sempre che:

ATTENZIONE: Prima di eseguire qualsiasi modifica ai vostri file e/o dispositivi siete pregati di effettuare un backup di questi. Solo così sarete capaci di tornare indietro riparando ad eventuali errori di distrazione. L’articolo e l’autore non possono essere ritenuti responsabili di alcun danno subito dalla vostra strumentazione. Buon lavoro.

Il codice è semplice per gli addetti ai lavori (diversamente potete saltare al successivo paragrafo ;-)), ve lo propongo:


REM Inserire il nome della cartella del profilo qui di seguito
REM Se non sai cosa fare, leggi http://wp.me/pdQ5q-1BY

set NOMEPROFILO=vn8iu7x0.default

REM NON TOCCARE NIENTE DA QUI IN POI!

@echo off

cls
echo SessionStoreBackup 0.4
echo Gioxx - gf.solone@mozillaitalia.org
echo Info: http://wp.me/pdQ5q-1BY
echo;

:Preparazione
echo;
echo Lettura directory e file di salvataggio sessione ...
echo;

set sessionFileDir=%appdata%\Mozilla\Firefox\Profiles\%NOMEPROFILO%\
set sessionFileName=sessionstore
set sessionFileSuffix=.js

set stampH=%time:~0,2%
if %stampH% lss 10 (set stampH=0%time:~1,1%)
set stampM=%time:~3,2%
set stampS=%time:~6,2%
set stampU=%time:~9,2%
set sessionVer=%stampH%%stampM%%stampS%%stampU%

echo Fatto.
echo;

:Start
IF NOT EXIST "%sessionFileDir%%sessionFileName%%sessionFileSuffix%" (GOTO :End)
IF NOT EXIST "%sessionFileDir%%sessionFileName%-%sessionVer%%sessionFileSuffix%" (
echo Creo il file di backup ...
echo;
copy "%sessionFileDir%%sessionFileName%%sessionFileSuffix%" "%sessionFileDir%%sessionFileName%-%sessionVer%%sessionFileSuffix%"
echo;
echo Sposto il file nella cartella di backup ...
echo;
move "%sessionFileDir%%sessionFileName%-%sessionVer%%sessionFileSuffix%" "%sessionFileDir%SessionStoreBackup\"
echo;
echo Backup completato in
echo %sessionFileDir%SessionStoreBackup\%sessionFileName%-%sessionVer%%sessionFileSuffix%
echo;
)

:PuliziaFile
echo Pulizia file obsoleti ...
echo;
if not exist %windir%\..\temp\OldSessions mkdir %windir%\..\temp\OldSessions
robocopy %sessionFileDir%SessionStoreBackup %windir%\..\temp\OldSessions /E /MOV /MINAGE:7 /R:10
rd %windir%\..\temp\OldSessions /s /q
echo Fatto.

:End

L’unico dettaglio da andare a modificare è il nome della cartella del vostro profilo. Dovrete andare a copiare l’esatto nome e inserirlo subito dopo “NOMEPROFILO=” nella prima riga dello script, sostituendo il nome d’esempio che ho lasciato io (vn8iu7x0.default). Non occorre toccare nient’altro.

Potete scaricare lo script già funzionante all’indirizzo: downloads.gxware.org/index.php?dir=apps/mozilla/&file=SessionStoreBackup.zip

Per farlo funzionare -una volta inserito il nome della cartella del vostro profilo- basterà un semplice doppio clic sul file batch. I file di backup verranno conservati nella cartella SessionStoreBackup all’interno della cartella del profilo e potranno facilmente essere sostituiti a quello danneggiato o -peggio ancora- perso. Semplicemente, una volta chiuso Firefox, basterà spostare il file desiderato dalla cartella di backup a quella principale del profilo, quindi rinominarlo in “sessionstore.js” (se dovesse già esistere il file, sovrascrivetelo o cancellatelo prima di spostare il file di backup).

Mi sembra non manchi nulla. Potrebbe essere sensato parlare di operazione schedulata ma sarà argomento di un prossimo articolo ;-) In caso di problemi l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Buon lavoro.

AGGIORNAMENTO 27/10/2011
In seguito ad alcune segnalazione di malfunzionamento dell’ultimo set di istruzioni (la pulizia dei vecchi file di sessione obsoleti), ho voluto modificare lo script per far si che utilizzi robocopy, quest’ultimo lancerà l’istruzione che si occupa in modo totalmente automatico di mettere da parte i file più vecchi di 7 giorni (minage:7, valore da voi modificabile) per poi essere eliminati tutti in seguito (rd %windir%\..\temp\OldSessions /s /q). Il set di istruzioni è stato portato alla versione 0.4 sia in questo articolo che nel file ZIP su GxWare. Nel caso in cui vi manchi il robocopy sarà possibile scaricarlo cliccando qui, occorrerà inserirlo nella cartella System32 sotto C:\Windows (dove C:\ identifica la lettera assegnata al disco fisso che contiene l’installazione del sistema operativo, ovviamente)
AGGIORNAMENTO 11/07/2011
Grazie alla segnalazione di Godai (vedi: forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=51220.msg332626#msg332626) ho corretto un errore presente in riga 21 che tentava di andare a cercare la cartella Utente del sottoscritto. Nello script dedicato al pubblico non sarebbe dovuto comparire quell’indirizzo, utilizzato invece durante i test sulla mia macchina. Mi scuso per la svista, ho già provveduto a modificare lo script nell’articolo e nell’area download di GxWare. La versione è stata modificata, passando dalla 0.2 alla 0.3 attuale.

Sophos antivirus: migrazione tra active directory, kix e batch

Un titolo piuttosto complesso, me ne rendo conto. Dato che a breve con molta probabilità Sophos Experts Italy sarà archiviato (numeri che poco convincono, collaborazione pressoché nulla, a meno che qualcuno non mi scriva in merito due righe a breve) ricomincio a scrivere articoli riguardanti le piattaforme Sophos sul mio blog, convinto che possano avere maggiore visibilità e andare ad arricchire la serie di articoli già pubblicati in passato.

Stavolta vorrei parlarvi di una casistica analizzata presso un cliente che ha deciso di aggiornare la sua console 3 passando alla nuova 4, basandosi su un sistema Windows Server 2008 a 64 bit (una configurazione che raramente vedo presso altre aziende, ancora oggi).

Il problema? Dopo l’upgrade del software installato sul server, i client hanno deciso di non aggiornarsi con i nuovi motori antivirus, motivo per il quale i clienti rimangono scoperti dal rilascio dei nuovi aggiornamenti da parte della nota azienda di sicurezza informatica. La risoluzione? Forzare un’installazione del nuovo antivirus nel momento in cui le macchine (gli utenti) fanno ingresso nel dominio.

A cosa appoggiarsi

Una stringa di controllo in Kix32 (software sempre più utilizzato, associato al netlogon) e un banale script batch che carichi il software necessario. La procedura è presto spiegata:


$PGRFILE=%Programfiles%+"\Sophos\Sophos Anti-Virus\SAVControl.dll"
if exist ($PGRFILE)
 ? "Antivirus Aggiornato" @CRLF
ELSE
 ? "Installo Antivirus" @CRLF
 ;shell '%comspec% /C '
 shell "cmd /c "+$LogonServer+"\netlogon\instSophos.bat /scrub"
ENDIF
EXIT

Perché il controllo su una DLL? Sophos 7 (versione dell’antivirus gestita dalla console 3) non ha tra i suoi file quella libreria. E’ invece presente tra i file di una installazione della versione 9 (gestita dalla console 4).

A questo punto sarà necessario rimuovere il precedente antivirus e partire con l’installazione del nuovo. Per andare ancora più sul sicuro ho preferito lanciare prima il CRT (Competitor Removal Tool) ed in seguito il setup:


@ECHO OFF
echo Verifica e installazione Sophos Antivirus ...
echo Non chiudere questa finestra.
echo;
REM --- Deploy to Windows 2000/XP/2003
\\SERVERSOPHOS\SophosUpdate\CIDs\S000\SAVSCFXP\crt\avremove.exe
\\SERVERSOPHOS\SophosUpdate\CIDs\S000\SAVSCFXP\Setup.exe -updp "\\SERVERSOPHOS\SophosUpdate\CIDs\S000\SAVSCFXP" -user "DOMINIO\AMMINISTRATORE" -pwd "PASSWORD" -mng yes
REM --- End of the script
:_End

L’operazione richiederà pochi minuti (a patto che le macchine non siano particolarmente datate o con risorse hardware molto limitate) e verrà ovviamente eseguita una sola volta per postazione. Il controllo (dalla seconda connessione al dominio) fallirà e l’utente avrà rapido accesso ai suoi dati ed al suo desktop.

Buon lavoro :)

AVG 9: aggiornamento e rimozione notification area

Grisoft (ora con nuova denominazione AVG Technologies) ha finalmente rilasciato la versione “9” del suo ormai celebre antivirus, anche in versione gratuita, liberamente scaricabile (per uso personale, meglio ricordarlo) dal solito free.avg.com o dal mirror messo a disposizione da HTML.it.

Oltre a consigliarvi caldamente l’aggiornamento per le migliorie apportate e per il semplice motivo che da qui a breve (relativamente) verrà terminato il supporto alla versione 8.5, voglio ricordare che è sempre bene aggiornare in modalità “personalizzata il proprio software. Questo perché -ancora una volta, proprio come i suoi predecessori- AVG 9 tenterà di installare componenti aggiuntivi nel browser predefinito.

Ergo: durante l’upgrade (potete non disinstallare la vecchia versione, farà tutto il nuovo setup) selezionate quando possibile la modalità personalizzata e togliete i segni di spunta su LinkScanner e sulle Lingue aggiuntive installate (l’inglese, nello specifico) che occupano spazio su disco senza apportare migliorie imperdibili:

Le restanti opzioni dipendono dalla vostra attuale situazione. Se avete installato Outlook selezionerete sicuramente “Plug-in di Microsoft Outlook” nella scansione della posta elettronica. Avendo io Mozilla Thunderbird ho chiaramente selezionato l’opzione subito successiva.

# rimuovere la Notification Area

Sarete felici di sapere che ancora una volta il mio script funziona egregiamente, nulla è stato modificato dalla precedente 8.5. Andate quindi all’indirizzo:

downloads.gxware.org/index.php?dir=articoli/avg8/&file=StopNotification.bat

Salvate la pagina come “StopNotification.bat“, spostate lo script appena salvato nella cartella di AVG (di regola C:\Programmi\AVG\AVG9) e avviatelo con un doppio clic. In pochi secondi il processo sarà completato. Aprite ora la console di AVG e noterete un pannello pulito, senza Notification Area :-)

Buon aggiornamento!

Batch: update di massa per UltraVNC

Sto per tirarvi fuori il solito post “viaggio mentale” che spiega un metodo valido e funzionante (provato su strada) per aggiornare in modo massivo la versione di UltraVNC utilizzata magari nella vostra rete LAN, inserendo di default alcune impostazioni del programma, ivi compresi gruppi di dominio autorizzati a fare assistenza remota!

# conoscere il campo

La casistica affrontata riguarda una rete aziendale con dominio Microsoft, tutte macchine XP regolarmente aggiornate (e qualche Vista), utenti non amministratori del proprio PC, installazioni di UltraVNC (diverse versioni mai allineate) e RealVNC 4 miste. Tutti i computer montano diverse unità di rete all’avvio, tra queste si trovano la cartella personale ed una cartella generica per le installazioni software. Proprio grazie a quest’ultima -e qualche trucco batch- sarà possibile distribuire l’ultima versione dell’UltraVNC in modo totalmente automatizzato.

# cosa serve per partire

Basterà installare su una qualsiasi macchina (la prima, una cavia) l’UltraVNC (ultima release disponibile sul sito web ufficiale) configurandolo esattamente come vogliamo diventi su tutte le macchine della rete. Si parte avviando una piccola utility fornita nelle ultime release di UltraVNC:

uvnc_settings.exe” generalmente in C:ProgrammiUltraVNC (o Program Files per Windows Vista)

Questa permette di modificare e salvare (in un file .ini, ndr) tutte le impostazioni della parte server installata sulla macchina. Un file che -volendolo trasportare altrove con il giusto metodo- imposta già il comportamento di una nuova installazione UltraVNC:

Fatte le dovute modifiche, il file ultravnc.ini sarà esportabile altrove. Un consiglio? Create sul desktop (o una posizione a scelta) una cartella nella quale raccogliere tutti i file necessari alla migrazione, compresi gli script che andremo a creare tra breve, è nettamente più comodo.

Tocca ora ai gruppi di dominio autorizzati a collegarsi in VNC sulla macchina. Una volta inseriti a mano sul “PC Cavia“, UltraVNC salverà le informazioni in una chiave di registro che si trova in:

[HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORL]

il tutto codificato in HEX. Non preoccupatevi del contenuto ed esportate il .reg nella cartella precedentemente creata. Dovrebbe contenere una sola sottochiave ([HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORLWinVNC3]), dovrebbe assomigliare a qualcosa del genere:


Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORL]

[HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORLWinVNC3]
"ACL"=hex:02,00,50,00,02,00,00,00,00,00,24,00,03,00,00,00,01,05,00,00,00,00,00,
 05,15,00,00,00,6f,20,**,******,********0,00,24,00,
 **,****,*****,00,00,00,05,15,0*,**,00,6f,20,c3,5a,ff,1a,ef,4c,bf,
 7d,f7,6d,69,35,00,00

(chiaramente gli asterischi sono stati messi a random per offuscare il contenuto del .reg da me utilizzato).

Approfittate di questo momento per inserire nella solita cartella anche PSKill, tool della SysInternals (Microsoft) facente parte della suite PSTools, disponibile gratuitamente sul sito Microsoft:

technet.microsoft.com/en-us/sysinternals/bb896649.aspx

Servirà per terminare in modo sicuro il servizio winvnc eventualmente già aperto sulla macchina. Funziona allo stesso modo del taskman / taskkill via DOS ma in casi un pò più “recividi” con processi particolarmente rognosi da buttare giù, funziona decisamente meglio. L’unico problema è che l’applicativo, aperto per la prima volta sulla macchina, chiederà se accettare o meno la licenza di utilizzo, il tutto facilmente aggirabile tramite file di registro da avviare sulla macchina ospite:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_USERSS-1-5-21-1522737263-1290738431-1844936127-13971SoftwareSysinternalsPsKill]

"EulaAccepted"=dword:00000001

Ultimo passaggio di “preparazione” è il file di informazioni di installazione *.inf, contenente le indicazioni su ciò che verrà installato sulla macchina, tutto abbastanza comprensibile con un minimo di impegno ;)


[Setup]
Lang=en
Dir=C:ProgrammiUltraVNC
Group=UltraVNC
NoIcons=0
SetupType=full
Components=ultravnc_server,ultravnc_viewer
Tasks=installservice,startservice

in sintesi: verrà installato UltraVNC nella directory predefinita (C:ProgrammiUltraVNC calcolando che stiamo parlando di client XP italiani), interfaccia in lingua inglese, senza icone sul Desktop, con componenti Server e Viewer tenendo conto che il servizio ultravnc_server verrà inserito tra quelli riconosciuti da Windows (Pannello di Controllo / Strumenti di amministrazione / Servizi) ed avviato da subito.

Basterà incollare quanto sopra riportato su un nuovo file Blocco Note (o editor di testo equivalente) e salvare il tutto come ultravnc.inf nella cartella della migrazione.

# contenuto finale della cartella

Se avete seguito alla lettera l’articolo (fino ad ora, chiaramente) dovreste trovarvi davanti ad una cartella così composta (grosso modo):

Andiamo ora a vedere come creare quel file install.bat che si occuperà di:

  • rilevare ed eventualmente disinstallare versioni di RealVNC 4 o precedenti
  • rilevare ed eventualmente disinstallare vecchie versioni di UltraVNC
  • installare l’ultima versione disponibile di UltraVNC caricata nella cartella dell’update con le impostazioni dettate dal file di informazioni d’installazione
  • impostare automaticamente le opzioni dell’UltraVNC appena installato con il file di configurazione precedentemente generato
  • aggiungere i gruppi autorizzati alla connessione sulla macchina che chiede assistenza e che ha appena “subìto” l’aggiornamento forzato

Mani ad un editor di testo, si parte.

# install.bat

Una veloce occhiata alle procedura permetterà di capire come strutturare poi uno script batch finale che controllerà dapprima la presenza degli applicativi per azionare in seguito le funzioni necessarie all’upgrade.

Stop dei servizi, è necessario

Lo stop dei servizi è chiaramente necessario per poter lavorare, a patto che siano effettivamente avviati. Per sicurezza è meglio provare a chiuderli a prescindere dal loro stato, giusto no? :)


echo *** Stop Servizi ***
echo.

net stop "uvnc_service"
net stop "VNC server"

Chi c’è c’è, gli altri si disinstallano

Ciò che va controllato è sicuramente la presenza del RealVNC 4 e di eventuali altre versioni di UltraVNC non pari all’ultima da noi scelta. Per questo motivo sarà necessario imporre al programma di effettuare da subito un “paio di ricerche incrociate“:


if exist %programfiles%RealVNCVNC4 goto REALVNC
if not exist %programfiles%UltraVNC goto INSTALL

A cosa corrispondono quei GOTO? Lo scopriamo subito :)

Rilevare e disinstallare RealVNC 4

Tutto molto semplice e, come ogni programma che si rispetti, prevede un parametro silent che si occuperà di fare il tutto senza che l’utente si accorga di nulla, peculiarità fondamentale in casi come questo:


:REALVNC
echo *** Rimozione RealVNC ***
"%programfiles%RealVNCVNC4unins000.exe" /verysilent /norestart
cd %programfiles%RealVNC
rmdir VNC4 /s /q
cd ..
rmdir RealVNC /s /q
echo.
echo Fatto, procedo.
goto CONTROLLO

Prevista chiaramente la distruzione delle cartelle riguardanti l’applicativo, proprio nelle ultime righe “rmdir“.

Rilevare e disinstallare vecchie versioni di UltraVNC

Anche in questo caso il programma si assicurerà che esista un’installazione di UltraVNC procedendo poi con una disinstallazione silente attraverso il precedente utilizzo di PSKILL per terminare il file eseguibile molto probabilmente ancora aperto:


:CONTROLLO
echo.
echo *** Rimozione vecchia versione UltraVNC ***
echo.

if exist %programfiles%UltraVNC "%programfiles%UltraVNCunins000.exe" /verysilent /norestart
if exist %programfiles%UltraVNC regedit /s \POSIZIONECARTELLAUPDATEpskill.reg
if exist %programfiles%UltraVNC \POSIZIONECARTELLAUPDATEpskill winvnc.exe
if exist %programfiles%UltraVNC rd %programfiles%UltraVNC /s /q
goto INSTALL

Prima di lanciare il PSKILL noterete l’associazione forzata del file di registro che permetterà di saltare la fase di accettazione licenza di utilizzo dell’applicativo. Inutile specificare che al posto di “POSIZIONECARTELLAUPDATE” dovrete sostituire la cartella esatta sul server che sta ospitando gli script ed i file di aggiornamento.

Installazione e configurazione automatica UltraVNC

Ultimo passo per concludere la procedura automatizzata. La funzione si occuperà di installare l’UltraVNC passandogli tutti i parametri decisi in precedenza, comprese password, gruppi di dominio e quant’altro ancora. Lo script non è neanche così complicato, i comandi diretti e le variabili utilizzate sono opera di Stefano (grazie!), ormai fondamentale quando si parla di scriptare in batch qui in ufficio :) Io non ho fatto altro che dare una veloce occhiata e mettere a posto qualche “piccola gaffe“:


:INSTALL
echo.
echo *** Installazione nuova versione UltraVNC ***
echo.
if not exist %programfiles%UltraVNC mkdir %programfiles%UltraVNC
copy \POSIZIONECARTELLAUPDATEultravnc.ini "%programfiles%UltraVNC"
regedit /s \POSIZIONECARTELLAUPDATEuvnc.reg
"\POSIZIONECARTELLAUPDATEUltraVNC_1.0.5.3_Setup.exe" /verysilent /loadinf=\POSIZIONECARTELLAUPDATEultravnc.inf
goto FINE

:FINE
echo Processo di aggiornamento terminato

Una volta creata la directory nella quale si andrà ad installare l’applicativo, si copia il file di impostazioni e si associa quel .reg precedentemente creato forzando il tutto da shell (regedit /s). Ora si potrà finalmente lanciare il setup, rigorosamente in silent, facendogli recuperare le informazioni che avevamo stabilito inizialmente (/loadinf=…).

Il gioco è fatto, UltraVNC si installerà e avvierà il servizio server al quale noi potremo “chiedere udienza” dopo poco per la prima volta, a conferma del corretto funzionamento dello script batch!

# avvertenze

La buona riuscita dell’installazione (o dell’aggiornamento) richiede l’essere puntigliosi nel controllare i puntamenti ai giusti server, le autorizzazioni in lettura per gli utenti di dominio, la presenza di tutti i file descritti. Ricordatevi che lo script va lanciato come amministratore di dominio o almeno della macchina locale (e qui può aiutarvi un psexec anche da remoto). Nel caso in cui vi dia problemi provate a segnalarmelo nei commenti per ottenere supporto.

Una versione completa del codice sorgente è disponibile su /dev:

dev.gxware.org/?15

chiaramente copiabile e modificabile a patto che, torno a ripetere, anche tutti gli altri file risiedano nella stessa cartella del batch che andrete a lanciare.

In un articolo che spero di poter scrivere e pubblicare a breve vi spiegherò come, attraverso l’ennesimo script, potrete lanciare a ripetizione il comando di psexec su tutte le macchine di una lista PC precedentemente generata, così da avviare anche questo script di mass-update senza il minimo sforzo.

Buon lavoro :)