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Cinema: Shrek e vissero felici e contenti

Nonostante le classifiche lo tengano ben saldo in vetta, Shrek e vissero felici e contenti (quarto ed ultimo capitolo della fortunata saga firmata DreamWorks) chiude con “un botto abbastanza contenuto” la storia di Shrek e Fiona, andando a scavare nel passato del primo citato.

ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler, roba particolarmente sgradita ai fanatici di cinema nella maggior parte dei casi. Da qui in poi è tutto offerto “as-is“, fattazzi vostri se continuerete a leggere! ;-P

Rivedrete sul grande schermo tutti i vecchi protagonisti ed un nuovo personaggio ostile: Tremotino, un nano già visto (come parte minore) nel precedente episodio della saga, che non farà altro che esaudire un piccolo desiderio espresso da uno Shrek evidentemente annoiato dalla quotidianità alla quale è stato costretto dopo esser diventato padre e marito fedele.

Il clou della storia non è tanto nella semplice trama che finirà per forza di cose nel miglior modo possibile (altrimenti che “vissero felici e contenti” sarebbe stato?) quanto -ancora una volta- nella cura dei personaggi principali e non. Ecco quindi spuntare fuori un ciuchino inizialmente malfidente che rimarrà costantemente al fianco dello Shrek in difficoltà, una Fiona guerriera che difenderà con i denti i suoi seguaci e compagni di battaglia, un gatto con gli stivali “leggermente sovrappeso” e tanto altro ancora.

Una sola la missione finale: sconfiggere Tremotino, riconquistare ciò che è stato perduto e riportare la felicità e quella “maledetta ripetitività” tanto apprezzata nella terra di Molto Molto Lontano (Far Far Away).

Un lungometraggio da cinema? Forse, potreste lasciare la sala con l’amaro in bocca, tipico da chi si aspetta forse di più (e forse sbagliando) da un finale di “saga” tanto atteso e arrivato dopo 3 anni dal precedente episodio che aveva chiuso la cerchia della trilogia in modo decisamente più scoppiettante. Va da se che stiamo comunque parlando della banda di Shrek, il divertimento è assicurato, certo ancora di più a partire dall’ingresso in scena del gatto che riconquisterà -anch’esso- quella fiducia e quel fascino che tanto da rubacuori tanto faticato durante le precedenti puntate.

Che sia stata tutta una scusa per sfruttare la troppo pompata tecnologia 3D? A voi la parola! :)

Buona visione.

Cinema: Madagascar 2

Non si poteva assolutamente mancare a questo appuntamento natalizio del 2008. Il seguito dell’adorato Madagascar (vuoi per merito di una storia tutto sommato divertente, vuoi per l’assoluta ed indiscutibile verve dei pinguini) vede i protagonisti sbarcare in Africa nonostante il buon tentativo e la notevole volontà di rientrare a New York, presso il loro Zoo. Alex, Marty, Gloria e Melman troveranno i loro simili, tutti raccolti in quella grande landa ricca di risorse e di libertà.

Inutile dire che grazie al non-aiuto dei pinguini e per mezzo di alcune curiose sparizioni ai danni di impotenti turisti (tra i quali la vecchina del precedente episodio, ancora più arrabbiata e violenta che mai!) le bestiole dovranno affrontare non poche difficoltà.

Una massiccia dose di idiozie, scene al limite dell’ignoranza non trattata chimicamente, una giusta morale a fine pellicola come ogni realizzazione di questo tipo che si rispetti. In questo episodio si scopre la vera storia di Alex cucciolo, rapito e approdato per puro caso nello Zoo che lo incorona Re nel primo Madagascar.

Ho trovato poche pecche in quest’ultimo prodotto ma -ahimé- tutte abbastanza grandi a voler essere particolarmente puntigliosi: non c’è più la voce di Michelle Hunziker dietro Gloria e lo stesso vale per Fabio De Luigi non più doppiatore di Melman, il pubblico era “abituato” a queste due voci perse per la strada. A ciò bisognerebbe aggiungere una storia messa in piedi un pò per forza, in alcuni punti si notano delle strane scene “messe li giusto per perdere tempo“, tipicamente quelle dedicate agli straordinari interventi dei pinguini che -IMHO- meriterebbero ancora una volta uno speciale tutto per loro (ricordate “Missione Natale”?).

In conclusione si tratta di un film mediocre, certamente non comparabile al primo episodio che -a suo tempo- ha sbancato il botteghino in quanto “novità molto gradita” , con una trama nettamente superiore e l’ingresso in grande stile dei personaggi, anche quelli apparentemente in secondo piano.

Personalmente consiglierei la visione soltanto a coloro che hanno già visto Madagascar (1), a tutti gli altri potrei lasciare il solito “attendete il DVD per la visione casalinga” e magari, nel frattempo, l’invito a noleggiare e vedere l’inizio dell’avventura!

P.S. Questo è l’ultimo post del 2008, auguri a tutti quanti voi e buona serata!

Cinema: Kung Fu Panda

La DreamWorks Animation torna nelle sale italiane con Kung Fu Panda, storia di un giovane cameriere che sogna di diventare un grande eroe (e già qui è tutto dire, ndr), stimato e amato da tutti, al fianco dei 5 maestri di Kung Fu più popolari della sua città (Tigress, Monkey, Mantis, Viper, Crane).

Destinato (secondo il padre, un papero che cucina spaghetti in brodo tutto il giorno e li sogna durante la notte, ndr) a riempire le fauci dei suoi concittadini per tutta la vita, Po (questo è il suo nome) viene invece prescelto dal saggio maestro Oogway come “Guerriero Dragone“, l’unico in grado di sconfiggere il potente Tai Lung, malvagio allievo di Shifu rinchiuso in una remota prigione a causa della sua cattiveria e della sua furia distruttiva.

Po è grasso, goffo, insicuro di se e vive di sogni, quelli che ogni notte passano puntualmente a fargli visita. Ancora incredulo per quanto accadrà alla sua vita accetta ciò che Oogway ha visto nel suo futuro. Sarà compito del maestro Shifu, erede di Oogway, accompagnare il panda nel cammino che lo porterà a diventare un maestro di Kung Fu, proprio ciò che ha sempre sognato.

Inutile raccontarvi quali mille difficoltà si presenteranno tra il voler fare ed il realizzarle. Ci sarà da ridere, per tutto il corso di un film di animazione poco più lungo rispetto ai soliti canoni (95 minuti). Davvero notevoli le voci utilizzate nell’originale americano:

Per l’Italia invece un solo nome molto conosciuto tra i vari protagonisti, quello di Fabio Volo, Po! A tal proposito Antonio Genna ha pubblicato (due mesi fa circa) l’articolo che raccoglie tutte le voci del film (italiano).

Kung Fu Panda è il film di animazione che tanti aspettavano, re dei botteghini in America durante il primo weekend di messa in onda (inizio giugno), ha riscosso successo anche in Italia. Sicuramente consigliato per trascorrere un’ora e mezza (circa) di sano divertimento, mette insieme la favola a lieto fine, battute collaudate e situazioni al limite dell’idiozia pura, come tante case di produzione ci hanno ormai abituato a vedere negli ultimi anni (basti pensare a Shrek).

Buona visione :)