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Forza ragazzi, Don Alvaro ci chiama!

Mi perdoni qualsiasi individuo che fa “Alvaro” di nome e abbia deciso di dedicare la sua vita al Signore ma, detto senza colpo ferire, penso che quest’anno, con questo Milan (se la situazione dovesse rimanere invariata) potremmo al massimo ambire al premio per migliore squadra dell’oratorio.

Ho tralasciato ogni sconfitta sui campi estivi tentando di focalizzare l’attenzione su questo torneo “speciale” organizzato e svoltosi in Germania in occasione dei 100 anni di Audi: l’Audi Cup 2009.

La prima sfida con il Bayern Monaco è definibile più o meno con aggettivi come “deprimente & vergognosa“, due condizioni che -IMHO- possono essere calzate perfettamente dallo spettacolo offerto. La seconda partita con il Boca Juniors non è stata da meno, soprattutto se si pensa alla beffa del perdere tutto all’ultimo minuto (senza considerare neanche i rigori, dove abbiamo sofferto fino alla dura batosta del rientro a casa a mani vuote).

No Milan, così non ci siamo. D’accordo sui segnali di ripresa nella partita di ieri, d’accordo sull’affidarsi alle forze nuove affiancate a giocatori dall’indubbia professionalità guadagnata sul campo negli anni (si veda gente come Zambrotta o Ronaldinho, migliore in campo durante l’ultima prestazione) ma bisogna davvero crederci. Abbiamo ceduto un gioiello (Kakà) che non bisognava assolutamente toccare, traditi da un presidente (con soci annessi) con alcuni conti da pagare … si sa, le ville in Sardegna costano.

Eppure possiamo farcela, non facciamoci prendere dal panico, la fase di calciomercato non è ancora chiusa e potrebbe riservare qualche sorpresa dell’ultimo minuti (speranza ultima a morire, giusto?) … intanto torniamo a casa con il quarto posto … ce lo siamo “quasi meritato“, sigh!

Che spettacolo :)

Ieri sera sono rimasto comodamente svaccato in poltrona a godermi uno spettacolo straordinario: la finale di Champions League tra Barcellona e Manchester United. Due “squadroni della morte” in campo, pronti a darsi battaglia per conquistare il titolo di Campioni d’Europa assegnato meritatamente dopo 93 minuti al Barcellona (raggiungendo il campione uscente Manchester già a quota 3).

Nei primi minuti di gioco il Manchester ha controllato il campo prendendo la residenza nella metà campo di un Barcellona non ancora presente con la testa e con la forza fisica necessaria a combattere un nemico così esperto nella rinomata competizione europea. Sembrava di vedere una partita a senso unico e immaginare 90 minuti così non allettava affatto. Cambia tutto al decimo minuto quando quell’Eto’o troppo libero riesce ad eludere la difesa inglese e infilare una palla pressoché imprendibile, niente da fare per Edwin van der Sar.

Diverse occasioni da entrambi i lati ma nulla da fare fino all’intervallo. Bisogna aspettare il settantesimo per vedere la doppietta firmata Lionel Messi grazie ad un salto e colpo di testa che nessuno si sarebbe mai aspettato vista l’altezza del giocatore!

La cosa che più mi fa imbestialire è la facilità con la quale le due squadre hanno fatto “il loro gioco” per i 93 minuti della competizione. Palle imprendibili, impensabili, “sassate via” e tornate in campo grazie a delle prodezze per loro “normalità“. Le squadre italiane sono ottime, dicono che il campionato italiano sia il più bello del mondo ma il vero spettacolo lo danno squadre come quelle viste ieri sera. Una partita adrenalinica, divertente, mai noiosa, ricca di occasioni dal primo minuto … ciò che molte volte non è una partita della serie A TIM :(

Che dire? La coppa è andata alla squadra che ha -indubbiamente- meritato di vincerla, la squadra che nonostante una partenza “Diesel” ha recuperato le forze ed il controllo su quel campo così pensate per il Manchester di Sir Alex Ferguson, lo stesso che da ieri sera ammette “Hanno vinto i più forti“, cosa che gli fa certamente onore.

E ora? La Spagna si gode il momento d’oro per il suo calcio. Dopo gli Europei del 2008 chiude la trafila di trofei vinti durante l’ultima stagione grazie al suo Barcellona:

gazzetta.it/Speciali/Champions/28-05-2009/spagna-piedi-barca-50460790534.shtml

Complimenti ai vincitori, tutto meritato.

Milanista si, ma Italiano

Mancano ormai poche ore allo scontro che vedrà impegnate le squadre attualmente più forti (ci sarebbe da disquisire su ciò ma lasciatemi andare avanti) nei rispettivi campionati italiano e inglese. In gioco c’è il passaggio alla fase successiva della Champions League, il trofeo forse più ambito dai club europei. Scontro epocale tra l’odiata “nerazzurra” ed i Red Devils o partita da vivere con il cuore? Provo a buttare giù un paio di riflessioni …

Sono da poco rientrato dalla pausa pranzo, una passeggiata fino a Piazza del Duomo anche per prendere una buona boccata d’aria in una giornata fredda ma soleggiata nella bella Milano. Non ho mai visto così tanti interisti in vita mia, ero circondato da sciarpe, cappelli, spille, cori, stranieri con il pallino di andare in giro totalmente ricoperti da gadget dei quali probabilmente ignorano completamente il significato, tutto fa brodo.

Stamattina ascoltando Radio 105 (Tutto Esaurito, chiaro no? :P) ho potuto godere dello scadente spettacolo della marea di tifosi anti-inter pronti ad offendere i cugini (e non solo) senza risparmiare colpi. Capiamoci: sono milanista d.o.c., fiero di tenere per una squadra così, lo sono da piccino. Sono anche italiano però, ed in quanto tale difendo e faccio il tifo (quello vero) per le squadre di calcio che combattono e danno il tutto per tutto per far si che un titolo venga saldamente trattenuto in Italia.

Ciò non toglie che, durante le giornate di campionato di serie A, continuerò a sostenere a gran voce e con tutte le ragioni di questo mondo che l’Inter non merita l’attuale posto in classifica. Lo dimostrano i gol di mano (di Adriano, ndr) nelle due ultime sfide, ivi compreso il derby.

Stasera però non esiste Milan e non dovrebbe esistere la “non sportività” tipica della nostra penisola, stasera si tifa per l’Italia (quindi anche per la Roma e per la Juventus domani sera).

Forza odiati cugini, il Manchester si può battere.