Altro giro, altro articolo. Seconda mia realizzazione pubblicata su Wired, dedicato alle polemiche riguardo la scelta di ospitare pubblicità invasiva su siti web parecchio conosciuti e visitati, il caso Corriere di qualche tempo fa e il caso Repubblica di oggi, perfettamente descritto dall’intervento di Livia su Friendfeed:
Oggi La Repubblica si fa pubblicità sul sito di Vodafone. Non viceversa :)
AdBlock Plus: X Files
Che la pubblicità sia un tassello fondamentale della nuova economia fatta di siti web e portali sociali lo sanno un po’ tutti. E’ grazie a lei se il consumatore può usufruire di contenuti gratuiti sempre aggiornati, senza la necessità di abbandonare la propria poltrona. Cosa succede però quando la pubblicità arriva ad occupare più spazio dei contenuti? Casi come quello del Corriere (successo poco tempo fa) e di Repubblica (oggi) sono due di tanti, magari più eclatanti del dovuto perché si tratta di testate giornalistiche visitate da tantissimi utenti.
Che siano piccoli o grandi popup, pagine aggiuntive aperte a nostra insaputa o banner in mezzo alla pagina o ancora peggio degli sfondi che riempiono la pagina e appesantiscono notevolmente la navigazione non ha importanza, è sempre bene fare pulizia!
AdBlock Plus per Firefox
AdBlock Plus è un’estensione progettata e realizzata inizialmente per Mozilla Firefox, portata poi su diversi altri browser come Google Chrome o Apple Safari con diversi nomi. La sua funzione principale? Bloccare pubblicità e parti di codice CSS indesiderate nelle pagine web che quotidianamente visitiamo. Il funzionamento è estremamente semplice ed efficace: attraverso una lista di filtri (raccolti in un file di puro testo) bloccherà il caricamento di immagini, video, animazioni flash e tanto altro ancora. Si risparmierà banda e si potrà finalmente dire stop alla pubblicità invasiva!
Non starò qui a parlarvi di cosa ha comprato chi (e viceversa) né tanto meno cosa è accaduto durante il fine settimana. Semplicemente -a mente abbastanza fredda- vi racconterò il mio punto di vista (quindi occhio a misurare bene eventuali risposte che pretendono di aver ragione per partito preso) riguardo la questione. Magari vi dirò cosa ne penso, perché ho fatto sparire un post del quale in realtà non mi vergognavo (e non mi vergogno tutt’ora) e cosucce così, mettetevi comodi.
Di cosa stai blaterando?
Della fusione tra Wikio e Promodigital ne ha parlato Elena in un post abbastanza completo che esprime dei dubbi sicuramente rispettabili anche se non condivisibili (per ciò che dice la mia testa, sia chiaro):
Un post che ha dato l’avvio ad una discussione piuttosto animata tra blog, social network vari e incontri reali. Basti pensare alla tavola rotonda organizzata ieri pomeriggio negli uffici di The Fool (azienda con a capo Matteo Flora). Per chi volesse dare una occhiata in differita, qui c’è la registrazione.
Hai venduto il blog?
Qualcuno mi ha accusato di aver venduto il blog, mai frase fu più sbagliata.
Il blog è mio e tale resta, l’unico accesso secondario a questa piattaforma è in mano a quello strano essere che abita dalle parti di Chieti che probabilmente si è anche dimenticato di averlo. Non voglio soffermarmi particolarmente su quanto mi è stato detto perché potrei diventare inutilmente scurrile e immagino non ne valga assolutamente la pena, soprattutto se si pensa che le accuse sono state avanzate senza neanche provare a partecipare al nuovo programma proposto da Promodigital.
Il mio pensiero sembra invece averlo interpretato benissimo Roberto Dadda (sto ancora stupendomi di ciò, non te la prendere Bob) che ringrazio per aver messo i puntini sulle “i” anche quando il sottoscritto ha deciso di prendersi del tempo prima di sfogare la rabbia e i ragionamenti in questo articolo ;)
Riassumo io senza creare sforzo inutile a chi non vuole sorbirsi le righe di Roberto: patetici, saccenti, moralizzatori della domenica. Ecco, parole chiave che caratterizzano esattamente ciò che penso di parte delle persone in questione. Sono le stesse persone che -contrariamente ad Elena- non sono tornati sui propri passi, quelli che hanno accusato per generare polemica.
La colpa è di chi azzarda
Collaboro con Promodigital dalla loro nascita, ho quasi sempre preso parte alle loro campagne, talvolta azzardando e mettendoci la mia faccia anche quando si doveva parlare di cose non propriamente legate agli argomenti che adoro trattare per competenza o per pura passione, magari sbagliando, ma sperimentando continuamente (e cercando di capire anche dove poteva arrivare la critica altrui), scusandomi quando necessario.
Andrea Colaianni (staff Promodigital) aveva già dato la notizia della fusione ad alcuni blogger diverso tempo fa, si parla del 26 gennaio 2010, ben distante dall’evento di qualche giorno fa. Avevo già dato una occhiata alla nuova piattaforma, avevo già iscritto il mio blog, ero interessato a testare “anche questa“. L’occasione è arrivata proprio con la sponsorizzazione Sony. Una traccia dalla quale partire, del materiale, uno stupido widget da provare e magari recensire.
Ho realizzato l’articolo e -come faccio da sempre- ho specificato ad inizio post che si trattava di un post sponsorizzato. In casi come questo il lettore può:
leggere e magari esprimere un proprio giudizio, una critica costruttiva;
andare avanti magari segnando come letto l’articolo (nel caso utilizzi un feed reader);
chiudere la pagina web nel caso in cui stia leggendo il blog tramite un browser.
Di queste 3 opzioni evidentemente nessuna è piaciuta, ecco quindi partire la polemica. Nell’occhio del ciclone il sottoscritto e Andrea Contino. In seguito una serie di altri blog come riportati in un articolo di Matteo:
lastknight.com/2010/03/20/kratorize
Ancora oggi devo capire che colpa ne hanno avuto le persone che hanno deciso di partecipare alla campagna rispettando il lettore e dichiarando che quanto pubblicato era frutto di una sponsorizzazione. Devo anche capire quanto è stato deciso e / o quanto verrà fatto in seguito all’incontro di ieri pomeriggio, perché se ben ricordo il suono fastidioso del campanello dell’ufficio di Matteo, difficilmente riesco a ricordare decisioni prese durante la tavola rotonda (oltre al fatto di dover sicuramente modificare le tanto criticate FAQ del servizio).
In conclusione
A me pare proprio -sfortunatamente- che si tratti di un cane che morde la propria coda. A questo punto vale quanto detto nel secondo paragrafo: in casa propria ciascuno è libero di fare esattamente ciò che desidera. Chi non lo apprezza potrà tranquillamente prendere la porta d’uscita, rimango dell’idea che se ci si scandalizza per così poco (o se si pensa che la credibilità possa venire a mancare per un post dichiarato) DEVE evitare di perdere tempo a leggere questo blog (e come questo, tanti altri) ;)
Giovanni
L’area commenti è a vostra disposizione. Eventuali accuse senza fondamento e / o offese gratuite saranno censurate senza troppe spiegazioni, c’è un limite alla sopportazione.
FoolDNS è un progetto nato dalla mente e dalle mani di Matteo LastKnight Flora: persona certamente competente, compagno di avventure in IRC tanti anni fa, figura talvolta misteriosa ma sempre e comunque amico fidato. Ho deciso di testare per lui (e per me soprattutto) il servizio, passando poi alla pubblicazione di questo articolo con estrema calma e un occhio decisamente critico, come promesso.
Cos’è FoolDNS
Ne hanno parlato già in tanti, continuano a parlarne ancora oggi. Io non faccio altro che riportare qualche riga “catturata” dalla pagina ufficiale del prodotto:
FoolDNS è un servizio di DNS particolare che mira a proteggere la privacy dell’utilizzatore.
In aggiunta a questo, FoolDNS non si configura come Fornitore di Connessione e non è obbligato, quindi, a censurare i domini web facenti capo a ThePirateBay e ai siti di scommesse.
Ergo: un agente silenzioso che svolge un lavoro sporcotra il navigatore ed il sito visitato. Un server DNS apparentemente normale che però a monte filtra tutto quello che c’è di indesiderato e / o potenzialmente pericoloso per la privacy dell’utente.
Occhio però: per “indesiderato e / o potenzialmente pericoloso” non intendo il link testuale che porta al prodotto in offerta lancio su qualche e-shop, né tanto meno il banner fine a se stesso che pubblicizza l’ultimo concorso per vincere la bambola gonfiabile. Si parla di privacy dell’utente, furto illegittimo di dati e abitudini che quotidianamente viene effettuato da piccoli demoni Flash (e non solo) che ci propongono la migliore soluzione al miglior prezzo piuttosto che l’oggetto che stavamo cercando e del quale solo il nostro amico era a conoscenza.
Parlo quindi di AdSense & affini, tutti script che scandagliano la rete, i nostri dati, studiano le abitudini e propongono ricerche mirate di prodotti ai quali potremmo potenzialmente essere interessati. Matteo vuole porsi, attraverso FoolDNS, in quel limbo che sta tra paradiso e inferno giusto prima che l’utente subisca il giudizio universale ;)
Come si usa
Al pari di OpenDNS, ci vengono forniti degli IP (in questo momento server primario e secondario con indicazioni sul terziario di backup) da configurare nelle impostazioni della nostra connessione ad internet. Se il lavoro è stato svolto correttamente dovreste essere capaci di navigare verso questo indirizzo e leggere a video il messaggio “Fooling you Happy ;)“.
Fatto questo si può cominciare a navigare un pò più sicuri perché c’è una micidiale lista di blocchi che permette di filtrare parecchie schifezze presenti sul web, nelle pagine che quotidianamente visitiamo.
I banner di troppovengono quindi sostituiti da quelli innocui provenienti dai server DNS, attraverso i quali Matteo informa l’utenza riguardo le ultime novità del servizio o -quando necessario- chiede il parere dei tester riguardo nuovi e vecchi particolari da introdurre o migliorare.
Il ragionamento alla base
FoolDNS non è stato concepito e realizzato per bloccare indiscriminatamente la pubblicità. Il sistema è nato solo ed esclusivamente per proteggere l’utente dal data steal generalmente perseguito da banner in flash e advertising presente nella moltitudine di siti web che occupano il vasto territorio del World Wide Web.
Cito dal sito web:
Non vogliamo bloccare l’Advertising, ma siamo stanchi dei tracciamenti non autorizzati. Oggi come oggi non è più divenuto possibile navigare senza che i nostri dati siano posseduti da decine di soggetti altri rispetto a chi noi visitiamo.
Vogliamo eliminare la pubblicità non etica, riscrivere il concetto stesso di eticità della pubblicità e consentire la pubblicazione dei soli network che sottoscrivono un codice etico di autoregolamentazione.
Ciò vuol dire che saranno bloccati banner e script che tentano di catturare dati di nostra proprietà senza specificarlo prima che accada. Tutto ciò che invece rispetta “il fare pubblicità in modo etico su internet” non sarà in alcun modo bloccato e continuerà a occupare il proprio spazio nelle pagine web visitate. Nulla quindi a che fare con AdBlock Plus e la mia X Files, tanto per capirci.
Privacy
Secondo il sito web, FoolDNS conserva il log utente per un intervallo di tempo irrisorio (o occupazione su disco se superiore al MB per utente):
90 minuti o fino a 1 MB di log per utente
Il nostro impegno è semplice: noi non divulgheremo, venderemo, licenzieremo o trasferiremo a nessun titolo ed a nessun soggetto esterno nessun tipo di informazione personale di alcun utente, ivi compresi esplicitamente gli indirizzi IP e le query effettuate dal singolo IP..
essendo tutto una scatola chiusa e trovandomi io nella cerchia beta tester, non posso chiaramente garantire quanto sopra specificato. Inutile dire che in questo caso mi fido di Matteo e del suo software. In un commento ha comunque fatto presente il software utilizzato per realizzare le macchine DNS: lastknight.com/2008/09/09/fooldns-il-capp…/#comment-293251 (un’altra occhiata qui).
Il test su strada
Ho usato FoolDNS per due settimane e sono tornato a AdBlock Plus con sottoscrizione X Files. Questo perché sono un maledetto testardo che preferisce talvolta cavarsela da solo utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla rete. Ciò non toglie che il servizio sia sufficientemente maturo per il lancio in grande stile e che Matteo abbia fatto un buon lavoro pronto per essere sfruttato a man bassa dall’utenza.
FoolDNS è consigliato per coloro che sono alle prime armi con la rete e che vogliono navigare un pò più in tranquillità. Gli irriducibili e coloro che -come me- sono cresciuti “mano nella mano con il web” (Paolo, Matteo prima e Matteo dopo, Elena, tanto per citarne tre) probabilmente continueranno a pensare che “si paga cotanto materiale anche facendo studiare alle grandi società le proprie abitudini“, tanto continuerò a non cliccare sui banner che vengono proposti e continuerò a generare filtri per X Files.
L’idea di Matteo è e resta comunque valida. Il progetto merita attenzione e ne meriterà ancora di più nel momento in cui la società fondata alla sua base inizierà a vendere il prodotto alle aziende di terze parti (macchina virtuale? Appliance dedicato?) che vorranno inserire un server FoolDNS all’interno del proprio parco macchine, così da poterlo gestire in completa autonomia e magari bloccare anche altro ai propri “distratti dipendenti” ;)
Lo voglio anche io
Difficile spiegarlo, meglio “viverlo“, senza ombra di dubbio.
FoolDNS è ancora oggi in fase di beta ad invito. E’ possibile ottenerne uno semplicemente richiedendolo nei commenti e inserendo un indirizzo di posta elettronica valido. Sarà mia cura inviarvi il tutto appena possibile.
Il mio modesto test (con relativo approfondimento) termina qui, con la speranza di essere stato più “super partes” possibile.
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