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Have a nice end of the world!

Facciamo così, per l’ultimo anno di vita su questa terra secondo la profezia Maya, ho deciso che gli auguri di buon anno ve li faccio oggi, a distanza di circa 24 ore dalla mezzanotte che ha dato l’addio ad un 2011 ricco (almeno per me) di cambiamenti, soddisfazioni e fatica (magari non fisica ma mentale sicuramente!) ma soprattutto sangue, quello che ci ha tolto e continuerà a toglierci quest’Italia sempre più a pezzi.

Nei prossimi giorni conto di riprendere il giusto ritmo di pubblicazione, come al solito cercherò di offrirvi recensioni, consigli e soluzioni per una quotidianità più semplice e a base di tecnologia e web, senza mai dimenticare le passioni. Nonostante la crisi arrivi anche ai blog (anche se lo si dice di anni) questo muro continuerà ad essere la mia valvola di sfogo e la mia pagina bianca quando necessario, quando voglio condividere con voi le mie storie o più semplicemente le vie d’uscita da problemi d’informatica apparentemente rognosi e irrisolvibili.

Un altro anno insieme a voi.

Auguri di cuore.

Auguri ai miei lettori

Ravenna, 25 dicembre 2010

Innanzi tutto: auguri.

Oggi è il 25 dicembre e come di consueto ci si scambia gli auguri per un sereno Natale, con la speranza che ciascuno di voi possa passarlo in compagnia dei propri cari, in una casa accogliente e calda che possa abbracciarvi tutti e farvi gioire di questo periodo che ci poterà alla fine dell’anno 2010, che lascerà velocemente spazio al 2011 con l’eterna speranza che “l’anno successivo possa essere migliore del precedente“, è una frase che sento ripetersi da almeno 10 anni.

Un pensiero in particolare va alle famiglie in difficoltà, in special modo a quelle che hanno parenti e amici in Iraq e nelle altre zone dove “qualcuno ha deciso che c’era da fare la guerra” (in TV dicono “colpite dalla guerra” ma non sono particolarmente d’accordo). Sono le famiglie che non conoscono un domani, quelle che non sanno quando sarà possibile riabbracciare un marito, una moglie, un padre o una madre, un amico caro, un parente stretto con il quale magari si è cresciuti da piccoli. Sono quelle persone che vivono il quotidiano con la costante paura di ricevere una brutta notizia da un momento all’altro, quelli che -in pratica- non vivono.

Un abbraccio va alle famiglie disagiate, quelle che non ce la fanno a potersi godere una casa propria, all’Abruzzo colpito duramente dal terremoto e che ancora oggi accusa il colpo e che non è affatto guarito, con famiglie che ancora non hanno un tetto sufficientemente solido sopra la testa. Le famiglie che hanno deciso di lottare per riprendersi ciò che la natura gli ha portato via, i negozianti, gli artigiani, i liberi professionisti, ancora più i disoccupati, nessuno escluso.

Un grazie va a tutte le persone che hanno reso in qualche modo speciale anche quest’anno, alle persone che hanno deciso di starmi vicino, a quelle che hanno deciso di prendere le distanze, a quelle che “si sono perse per la via” e a quelle che incontrerò in futuro, alle amicizie consolidate, a quelle nuove che lentamente si solidificheranno sempre più (me lo auguro), alle lingue biforcute che tra comportamenti non propriamente carini e voci non del tutto veritiere aiutano il mio fiuto a svilupparsi per evitare futuri errori.

Grazie alla mia famiglia, che ancora oggi mi supporta e mi sopporta nel quotidiano, tra alti e bassi, in momenti di stress e di relax. Alla mia compagna di vita, che da 3 anni rende migliori tutte le mie giornate, completandomi e provando a correggere lentamente quei difetti che nessun’altra è stata mai in grado di ritoccare. Ai colleghi di lavoro, che seppur non propriamente adatti a tenere a bada una testa calda come la mia, ancora oggi mi sopportano tra litigate e bei momenti che messi insieme compongono le giornate trascorse in ufficio (se non è viverci insieme questo!).

Grazie a te, che sei arrivato a leggere questa riga, con la quale concludo il mio augurio di un sereno Natale.

Questo muro vedrà comparire altri articoli prima della chiusura dell’anno, niente ferie o pause per il periodo di festa stavolta, spremerò fin quando possibile questi ultimi giorni che ci restano del 2010.

Auguri.

Giovanni

Merry XmaS

Che dire? Un altro anno è praticamente passato. 25 dicembre 2008, Natale, sembra davvero che il 2007 sia andato via da poco e invece no, eccoci nuovamente ad un giro di boa, il 2009 è alle porte.

State quindi attenti ai troppi panettoni & pandori, alle abbondanti porzioni di pasta o di pesce (smaltito quanto mangiato ieri sera?) o di carne, poi vi toccherebbe litigare con i rotolini di ciccia dal prossimo 7 gennaio. Divertitevi, state vicini ai vostri cari, provate ad accogliere davvero lo spirito natalizio senza quel consumismo che lo ha contaminato da anni, siate sempre sorridenti, almeno oggi!

Auguri quindi a tutti i miei lettori, auguri alla mia famiglia sia essa naturale o acquisita (da parte della morosa), auguri a quella peste a quattro zampe sempre in cerca di coccole, auguri a te che sei così lontano… troppi i KM che ti separano dalla tua famiglia che riesci a vedere solo in video-chat, auguri ai miei parenti in Calabria ai quali voglio un mondo di bene ma che riesco a raggiungere troppe poche volte all’anno, auguri ai colleghi di lavoro con i quali condivido la mia vita giorno dopo giorno, auguri ai miei amici sparsi tra Ravenna, Milano e l’Italia tutta, auguri alla blogosfera con la quale ogni giorno ci si può confrontare tra polemiche e risate, auguri ai miei collaboratori, ai partner ed agli sponsor che ancora oggi credono in questo piccolo diario di bordo tecnologico (e non solo).

Auguri, auguri, auguri, a tutti.

Giovanni

Di stress e Natale

Giusto un paio di mattine fa ascoltavo Radio 105 (come sempre), c’era il programma di Tony & Ross e si parlava del Natale. “Cosa c’è di anormale?” direte voi, mi sembra giusto. Parliamone.

Secondo wikipedia, la credenza popolare, le sacre scritture e la raccolta punti della Granarolo la festa è:

la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù, figlio della Vergine Maria concepito divinamente. Cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano).

Il termine italiano Natale deriva dal latino Natalis che significa “natalizio, relativo alla nascita”.

Nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la nascita dell’Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), anch’essa il 25 dicembre, introdotta da Aureliano nel 273 d.C., soppiantata progressivamente durante il III secolo[1] dalla ricorrenza cristiana. Il Natale è anche chiamato Natale di Gesù o Natività del Signore e preceduto talvolta dall’aggettivo santissimo (talvolta abbreviato in Ss.).

Secondo il calendario liturgico cristiano è una solennità di livello pari all’Epifania, Ascensione e Pentecoste ed inferiore alla Pasqua (la festività più importante in assoluto) e certamente la più popolarmente sentita, soprattutto a partire dagli ultimi due secoli, da quando cioè è diventata la festa in cui ci si scambia i regali e più si sta insieme in famiglia.

In Italia, in America, in Cina ed in Russia è probabilmente diventato tutt’altro, inutile negarlo. Parliamo però dell’Italia, parliamo del mio piccolo, non voglio ficcare “il naso” negli affari altrui, soprattutto se parliamo di estero ;)

Secondo uno studio (vai a capire di chi, ne escono così tanti!) il Natale è diventato il maggior motivo di stress per l’italiano medio che lo vive. Il regalo, la cena, l’essere più buoni e tutto ciò che comporta questa ricorrenza che si ripresenta puntuale anno dopo anno.

Ma è davvero così? Davvero i miei lettori (o i passanti ai quali faccio un ciao ciao con la manina) si lasciano trasportare dallo spirito natalizio che li convince ad essere più buoni? Fatemi capire. Siete degli assoluti stronzi per 334 giorni ma per i 31 restanti siete degli angioletti con tanto di aureola omologata dalla motorizzazione civile? Personalmente vivo la mia vita ad un quarto di miglio alla volta così com’è, giorno dopo giorno, senza maschera alcuna calata sulla faccia. Niente personaggio, niente faccia da culo, niente di niente. E’ una cosa davvero così rara?

Poi una cosa è vera e bisogna darne atto a chi lo ripete puntualmente: fare i regali è diventato uno stress. Posso avere tanta fantasia nello scrivere, nel parlare, nel pensare … diamine mi manca quella per fare il regalo giusto! Il Natale è un’arma a doppio taglio. E’ diventata (da ormai troppo tempo) una festa puramente consumistica. Si sente poco lo spirito vero della festività ma in compenso si ha ottimo occhio per valutare il dono che ci viene dato dall’amico / dalla fidanzata / dal genitore. Si parte già a novembre per i più previdenti, si arriva all’ultima settimana prima dell’avvento per quelli ridotti male, sottoscritto compreso.

Da qualche tempo vengo “folgorato dall’idea dell’anno” e la sfrutto a man bassa per fare una serie di regali più o meno costosi alle persone più care. Da quando poi ho scoperto che mio padre non utilizza ciò che gli viene regalato ho deciso di risparmiare qualche soldino, per il resto tocca sempre fare il “giro completo” e scervellarsi per scoprire l’oggetto più adatto alla madre, alla sorella, alla migliore amica, al moroso di quest’ultima ed eventualmente ad amici cari solo ed esclusivamente se riesco ad incontrarli nel periodo di festa. Un vero e proprio stress. Il colmo? Quest’anno nessuna idea, sono ancora in mare aperto, qualcuno mi aiuti!

E poi? Poi c’è il servizio al TG5 su cosa mangiare durante la Vigilia / Natale / S.Stefano (il 7 di gennaio ci sarà quello su “Come dimagrire”), la notizia che informa lo spettatore sulle abbondanti nevicate in alta quota (e che questo è l’anno della neve abbondante dopo 20 di calma piatta, così tutti gli anni), quella su Babbo Natale & Pasquale con le renne che guardano SKY, quella di Gusto (rubrica sempre dello stesso TG) che insegna come cucinare in modo perfetto il cotechino. La solita solfa, ogni dicembre, ogni anno. Grosso modo quello che accade con l’estate, il sole e le scottature.

E io? In ferie, riposo da lavoro ma non dalla roba da fare che si è accumulata nel tempo. Sempre in giro, finalmente con il giusto tempo da dedicare a ciò che mi appassiona, in attesa di stappare lo spumante la notte del 31, in compagnia degli amici e della dolce metà con la quale iniziare l’anno nuovo, con la speranza che sia fantastico.

E voi? Che rapporto avete con questa festa? I regali sono già sotto l’albero? Avete speso troppo o il giusto? Accattatevillo e commentate! ;)

WordPress Holidays 0.5: Merry XMaS!

Ricordate quel plugin di cui vi avevo parlato qualche mese fa? Augurava a tutti i vacanzieri un buon riposo … si chiamava WordPress Holidays:

gioxx.org/2008/08/07/wordpress-holidays-augura-buone-vacanze-ai-tuoi-lettori

E’ finalmente disponibile la versione aggiornata con le immagini natalizie, già funzionante da qualche giorno su questo blog!

Come al solito con lo zampino di Giuliano per la grafica a tema, Maurizio per il codice nettamente migliorato e sottoscritto per aver rotto sonoramente le balle per far si che venisse pubblicata questa nuova versione, ora WP Holidays permette di includere immagini dedicate al periodo natalizio ed all’estivo (già presenti nella precedente versione), basta deciderlo nelle impostazioni! ;)

Per le novità disponibili vi rimando all’ottimo post di Giuliano:

juliusdesign.net/wordpress-holidays-05-augura-buone-feste-ai-tuoi-lettori

Per scaricare il nuovo pacchetto potete invece visitare l’Extend ufficiale di WordPress.org o andare su GxWare (versione 0.5), come sempre! :)

Buon download e buone feste!