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Cinema: Toy Story 3

E’ passato tanto tempo ma avevo completamente dimenticato di scrivere un paio di righe sul film. Toy Story 3 è la degna conclusione di una trilogia evidentemente non cercata ma realizzata passando dalla vecchia alla nuova tecnologia 3D, sempre e comunque basata su grafica computerizzata che ha reso Toy Story uno dei grandi capolavori Disney Pixar.

Sono passati 15 anni dal primo episodio, lo ricordate ancora? Una rivoluzione per quei tempi. Una storia davvero troppo carina per passare inosservata, quella conferma (seppur inventata) che anche i giocattoli hanno un’anima, che soffrono il distacco da chi li ha usati per anni e poi buttati in una soffitta (se non peggio). Il rapporto umano applicato a dei pezzi di plastica e ricordi che troppo spesso ignoriamo.

Toy Story 3 propone vecchi e nuovi personaggi stavolta alle prese con la normale evoluzione del loro Andy, quel bambino che più bambino non è, tempo del college, tempo di archiviare i ricordi e far spazio alla maturità. Nonostante ciò, Andy vorrà portare con se Woody, amico d’infanzia quasi tradito nel primo episodio, poi rivalutato nel corso del secondo (uscito solo in DVD in Italia, in 3D nelle sale cinematografiche americane lo scorso febbraio) e molto più nel terzo.

Contrariamente alle aspettative la trilogia si evolve e conclude degnamente. Ancora una volta una trama a tratti prevedibile ma comunque gradevole, una di quelle che apprezzi “nonostante tutto“, una che fa sorridere e commuovere alternando alti e bassi a situazioni critiche e inaspettate. Non volendo anticiparvi altro (la storia è bella se la si gode in poltrona con la persona cara e / o con i propri pargoli) vi invito a trascorrere una serata al cinema in compagnia di quest’ultima fatica Pixar (Dio la benedica), ne vale la pena e ad oggi la fila di coloro che hanno deciso di concedersi questo titolo sarà ormai smaltita ;)

Buona visione!

P.S. Ho pubblicato questa recensione anche su ScreenWeek Kids.

Cinema: Up

Dovevo andare a vedere l’ultima realizzazione Pixar la sera in cui ho preferito appoggiare la scelta degli amici e andare a godermi “Bastardi senza Gloria”. Ilaria è andata a vederlo senza di me, “provvista di sorella e madre” :P Sono riuscito -relativamente in fretta- a colmare il vuoto e mettermi comodo in poltrona, spensierato come ogni volta che mi ritrovo davanti ad una pellicola Pixar, silenzio … si comincia!

Up è la storia di Carl Fredricksen, bambino parecchio curioso, rimasto tale anche in età adulta, convinto di poter arrivare un giorno in cima alle Cascate Paradiso condividendo la splendida esperienza con l’amata moglie Ellie, anch’essa desiderosa di esplorare quel mondo che la circonda. E’ la decima realizzazione della nota casa d’animazione che da qualche anno a questa parte regna incontrastata sul mercato cinematografico d’animazione, lasciatemelo dire (puro azzardo, ma tant’è).

La storia è romantica, dolce, a tratti malinconica, triste, allegra. La Pixar è da sempre capace di far convivere decine di sensazioni e stati d’animo differenti nella stessa pellicola, semplicemente separando le fasi del film trasmettendo positività o negatività a seconda del personaggio o della situazione analizzata in quel momento, come ogni regia che si rispetti riesce a fare.

Up non è certo un capolavoro, difficile riuscire a ripetersi dopo il successo ottenuto con Wall-E tra botteghini e riconoscimenti ufficiali, è comunque qualcosa di decisamente carino e “da vedere“, magari anche collezionare se ci si tiene particolarmente e si vuole avere una parte di libreria di casa propria dedicata alla Pixar. Vederlo al cinema? Certamente, anche in 3D se proprio ci tenete. Io ho preferito il classico 2D che nulla toglie alla realizzazione finale. Da andare a vedere se possibile con i propri pargoli, la loro fantasia e la loro spensieratezza può uscirne solo più stuzzicata dopo i 96 minuti di proiezione. Personalmente sono tornato alla macchina con quel pizzico di tristezza che probabilmente in una donna avrebbe potuto (e forse lo avrà fatto) scendere “la lacrimuccia“, si vedrà il naturale decesso di un’avventura che darà vita ad una nuova pagina di un grande libro che quotidianamente non facciamo altro che riempire con tutte l’esperienza che questo mondo terreno ci regala …

(Davvero una) Buona visione.