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DvD: Alice in Wonderland

Un bel mea culpa tanto per cominciare il post. Nonostante i gadget stupendi che Disney mi aveva inviato poco prima dell’arrivo di Alice in Wonderland nelle sale italiane non sono riuscito ad andare al cinema per godermi l’ultima realizzazione di Tim Burton. Ho potuto recuperare giusto un paio di sere fa guardando il DVD che racconta le avventure della bambina che attraversa il “paese delle meraviglie” conoscendo strani personaggi e combattendo malefiche creature: Alice!

Nonostante le tante critiche (arrivate anche da amici e colleghi di lavoro) la pellicola è piacevole e scorre via abbastanza facilmente. Visto con gli occhi del bambino che è in noi si possono rivivere le emozioni del libro o delle precedenti realizzazioni (vedi lo stupendo lungometraggio animato sempre firmato Disney, 1951). Alice è un personaggio “inflazionato e parecchio ripreso dal cinema, dalla musica e dal panorama videoludico. L’ennesimo remake con tecnologia 3D (che va tanto di moda ultimamente) non fa altro che aggiungersi alla lunga lista. Ciò nonostante Tim Burton sceglie bene la “sua storia“, gli attori, le ambientazioni, gli effetti speciali. Un sapiente mix che permette di ottenere 110 minuti di gradevole intrattenimento. Sia chiaro: niente di speciale o inarrivabile, ha comunque il “suo perché” e merita di essere visto.

Una grande nota di merito alla quasi sconosciuta Mia Wasikowska (nel ruolo di Alice) particolarmente azzeccata nella figura della protagonista. Il solito inchino alla bravura di Johnny Depp (nel ruolo del Cappellaio matto) e alla bellissima (e ritrovata) Anne Hathaway (nel ruolo della Regina bianca). Una sicurezza vestita da Helena Bonham Carter si è perfettamente calata nella parte della Regina Rossa, al suo fianco Crispin Glover (il Fante di cuori) pronto a servirla per qualunque sua necessità.

Chiaramente si conosce l’inizio, l’evolversi e la fine del film, stupido quindi pensare all’imprevedibilità degli accadimenti durante la visione. Vi resta una serata in compagnia della vostra famiglia o della vostra consorte (come è capitato a me) desiderosa di vedere un lieto fine, perché non accontentarla? :-)

Buona visione.

Cinema: Avatar (3D)

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post sponsorizzato. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe denaro in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Prima esperienza in 3D al Cinemacity di Ravenna, un esperimento per il quale occorre ringraziare ScreenWeek che mi ha scelto come suo inviato per la città di Ravenna (appunto), una volta tanto ho potuto giocare in casa :)

James Cameron sforna il suo secondo kolossal dopo quel Titanic appartenente all’ormai lontano 1997. Spendo qualche parola sull’esperienza 3D, rivolgendo chiaramente attenzione al cinema dove ho potuto prendere visione della pellicola. Evito il 3D nel quotidiano per la scomodità del “doppio occhiale” (devo sovrapporre gli occhiali polarizzati ai miei da vista) e -soprattutto- perché non ha nulla da invidiare al 2D. Se il film vale la spesa del biglietto vuol dire che è un film di qualità, non ha bisogno di “trucchetti” per piacere, magari può essere un semplice “plus” al valore del film stesso, penso però che questa mia idea sia condivisa da parecchi spettatori, sono alla ricerca di conferme (l’area commenti è li per voi). Per questa particolare pellicola penso che il 3D sia invece necessario, solo così riuscirete a rimanere a bocca aperta per gli splendidi colori, le ambientazioni, quei piccoli grandi dettagli che in modalità “piatta” si perderebbero inesorabilmente …

James Cameron ha fatto centro dove tanti hanno fallito precedentemente. Tanto per rendere l’idea: Ravenna conta 157.000 abitanti (centinaio più, centinaio meno) ed il Cinemacity ha (da poco tempo) allestito due delle sue sale con il 3D a totale disposizione dei cittadini desiderosi di diventare protagonisti delle pellicole. Arrivare alle casse e sentirsi dire “Mi dispiace, i biglietti per gli spettacoli (tutti) sono prenotati per questi due giorni” (riferendosi a venerdì e sabato) è già un successo, a prescindere da quello che penserà la gente una volta uscita dal cinema. Io e Ilaria abbiamo quindi preso parte allo spettacolo delle 20.30 di ieri sera (questo perché anche gli spettacoli precedenti erano già pieni solo grazie alle prenotazioni). Sala chiaramente piena, tutti in silenzio religioso, ancora più di quello che ci si aspetta di trovare in un luogo sacro forse, per la prima volta nessun bambino ha osato fiatare.

Avatar è un capolavoro sotto tanti punti di vista, primo fra tutti -come dicevo un paragrafo e mezzo fa- l’ottima resa grafica, quelle ambientazioni tanto lontane dalle realtà ma tanto vicine all’immaginario comune di natura incontaminata e libertà totale, quelle creature strane e affascinanti che compongono il popolo dei Na’Vi, quel rapporto così profondo con ciò che ci circonda, il rispetto per ciò che ci viene concesso con l’obbligo morale di non maltrattare niente e nessuno che dovrebbe essere regola primaria per ciascun essere vivente. L’esatto opposto di ciò che l’umano fa oggigiorno. Il messaggio di Cameron è limpido, lo si capisce dalle prime battute. L’uomo è l’unico essere che uccide per puro piacere, questo è un dato di fatto. Avatar basa la sua trama proprio sul desiderio di conquista dell’essere vivente “più intelligente“, la forza militare bruta che può conquistare qualunque cosa, senza compromesso alcuno. Evidentemente non è così che gira il mondo per Jake Sully (all’anagrafe: Sam Worthington), ex-marine divenuto invalido e fratello gemello dello scienziato RDA che avrebbe dovuto avvicinare l’uomo al popolo Na’Vi, morto poco prima di cominciare la nuova avventura sul pianeta Pandora.

Non voglio e non posso anticiparvi null’altro, tanti dei lettori potrebbero non ancora essere riusciti a vedere la pellicola e non sarò certo io a “rovinargli la sorpresa” … posso solo dire che nonostante una trama assolutamente scontata (prevedibile fin troppo prima del dovuto) e ispirazioni a capolavori precedenti come Matrix (spero avrete collegato la simbiosi mentale tra l’umano e l’avatar) o Jurassic Park (creature fantastiche e natura incontaminata), il progetto 880 non delude e lascia un buon sapore in bocca all’uscita dalla sala.

Difficilmente riesco a dare supporto alla critica feroce contro questa realizzazione, di certo non si può però promuovere a pienissimi voti l’impegno e l’indiscussa bravura di Cameron. Una sorta di via di mezzo che soddisfa tutti, addetti ai lavori o semplici appassionati, gente che non ha mai visto un film in 3D e bambini che desiderano sognare ad occhi aperti, con quel barlume di speranza che un domani possa esserci e che possa andare d’accordo con la natura che per il momento si sta limitando -davvero- a restituire solo una parte del dolore che fino ad ora l’uomo le ha inflitto nel corso degli anni.

Concludo questa mia recensione con un consiglio che ben conoscono tutti quelli che solitamente mi leggono su Gioxx’s Wall (questo perché stavolta la pubblicazione viene replicata anche sul blog di ScreenWeek): vivamente consigliata la visione cinematografica, “obbligatoria quella in 3D” azzarderei …

Avatar senza 3D è come una Sacher senza cioccolato, una Ferrari senza ruote, una campagna PPC senza landing page :D (dplastino@Twitter)

Tanto per far felici alcuni di voi, riporto anche l’indirizzo della galleria ufficiale del film Avatar su Flickr, superfluo dire che potreste trarne sfondi assolutamente spettacolari, vero?

flickr.com/photos/officialavatarmovie

Buon divertimento a tutti coloro che andranno al cinema, ancora grazie a Davide e Silvia di ScreenWeek per l’opportunità :)

Wii: La Principessa ed il Ranocchio

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post sponsorizzato. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe denaro in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Grazie a ScreenWeek.it sono riuscito “a far provare” il nuovo gioco per Nintendo WiiLa Principessa ed il Ranocchio“, gioco tratto dall’omonimo film d’animazione di Natale realizzato dalla Disney, tutt’ora nelle sale italiane. Perché far provare? Perché pur non essendo io il diretto interessato a mettere mano al gioco Disney, ho potuto contare sull’aiuto della cognata appassionata di animazione e di realizzazioni Disney che è stata capace di terminare il titolo Wii in una mezza giornata.

Lei la mano, io gli occhi capaci di realizzare una piccola recensione dedicata al gioco. Il “piccola” è necessario, La Principessa ed il Ranocchio si compone di 5 capitoli che propongono a loro volta piccole “missioni” da portare a termine. Poca roba, davvero poca roba. Non per nulla per completare il tutto basterà (a livello facile o normale) una mezza giornata, come già detto un paragrafo fa.

I protagonisti del film (inutile dirlo) sono anche i protagonisti del gioco, in particolar modo Tiana e Naveen (rispettivamente la principessa ed il suo principe) che affronteranno insieme la nascita di un ristorante dove impareranno a cucinare nuove pietanze ed a gestire una clientela che aumenterà sempre più, in compagnia dell’alligatore Louis che occuperà il palco allietando i presenti con la sua musica.

Le missioni diventeranno un pò ripetitive nel tempo: suonare gli strumenti musicali per disturbare qualcuno o saltellare qua e la trasformati in rane sarà “all’ordine del capitolo“, il gioco è stato ovviamente pensato per bambini che -rimasti soddisfatti della proiezione- vogliono portare a casa un pezzo di questo lavoro Disneyano, gli stessi bambini che -probabilmente- potrebbero far durare di più il divertimento. Per chiunque superi gli 8 anni di età (a voler essere ottimisti) La Principessa ed il Ranocchio su Nintendo Wii non è altro che un modo come un altro di ritagliarsi una pausa gradevole.

Grazie quindi a ScreenWeek (grazie Silvia!) per questo gradito regalo di Natale :)

Cheers.

BBCode Shortcut: si comincia!

Con un paio di giorni di ritardo vi parlo di un piccolo nuovo progetto nato e realizzato dal sottoscritto e Cristiano Fino, ormai un amico ed un collaboratore sempre presente quando serve. Da una specifica richiesta di Davide Dellacasa (colui che insieme alla gentile consorte sta alla base di ScreenWeek.it e tutto ciò che gli gira attorno) ripensata e ampliata da noi, nasce BBCode Shortcut, plugin per WordPress che permette di inserire BBCode all’interno del proprio post, lasciando l’onere al plugin di trasformare il puro testo in codice poi “servito sulla pagina web del post“.

La necessità iniziale è stata quella di prevedere un codice che in ingresso, prendendo un ID univoco, potesse sostituire a quel codice la scheda in Javascript di ScreenWeek. Giusto per farvi capire meglio, vi spiego i passi compiuti:

  • ScreenWeek.it propone un DB film (cinema / dvd / altro) con informazioni, immagini, recensioni e tanto altro ancora. Un esempio? screenweek.it/film/2531-Wall-E
  • Nella pagina dedicata a Wall-E viene proposto un codice JS già pronto da includere nelle proprie pagine web o nei post del proprio blog
<script src="http://www.screenweek.it/film/2531/embed.js" type="text/javascript"></script><script type="text/javascript">swMovieEmbed();</script>
  • Il codice JS rimane invariato mentre cambia l’ID del film (in questo caso 2531). Un BBCode potrebbe dare per scontato tutto il codice tranne l’ID che verrebbe dato in pasto attraverso una semplice chiamata / procedura che provverà poi ad integrarlo nel resto della stringa.
  • Nasce BBCode Shortcut che svolge benissimo questo lavoro e, già che ci siamo, riesce a fare lo stesso per tante altre piattaforme in giro per il web!

# download, installazione, utilizzo

  1. Scaricate BBCode Shortcut dall’extend di WordPress.org: wordpress.org/extend/plugins/bbcode-shortcut
  2. Scompattate i file e caricateli nella solita cartella “wp-contents/plugins” del vostro spazio FTP
  3. Dal pannello di amministrazione andate ad abilitare il plugin. Di default questo nasce con i tag pronti per ScreenWeek (appunto) e YouTube. Tutti gli altri codici saranno “inseribili” dal pannello Plugins / BBCode Shortcut.

# il codice di screenweek.it

Molto semplice ed immediatamente pronto:

<script src="http://www.screenweek.it/film/{0}/embed.js" type="text/javascript"></script><script type="text/javascript">swMovieEmbed();</script>

Sostituirà a quel valore “{0}” l’ID del film che andrete ad inserire voi durante la stesura di un post. L’esempio lampante? Il post dedicato al DVD di Natale in Crociera ha usato la prima Alpha Release di BBCode Shortcut:

# il nostro impegno futuro

Come promesso da Cristiano nel suo post:

Io e Gioxx abbiamo concordato la realizzazione di un piccolo repository di definizioni di BBCode, che ospiteremo in un apposito spazio web. I più interessanti e “globalmente” utili, faranno parte della dotazione standard delle prossime versioni di BBCode Shortcut, che potranno essere scaricate da questo sito o dall’apposita sezione che sarà presente nella directory di WordPress.org.

ed è quello che realizzeremo quanto prima. Un piccolo repository di codici sorgenti da utilizzare con BBCode Shortcut e -magari- da integrare nelle prossime release. Chiaramente vi terrò aggiornati in merito ;)

Cosa aspettate quindi? Correte a scaricare BBCode Shortcut e dateci una mano a farlo diventare sempre più interessante!