Tag Archive - Sfoghi

Proud to be an asshole

Mille modi di definirmi, mille errori, mille anormalità rispetto a quello che è lo standard adottato da chi mi circonda, sono un anomalo.

Non fumo (ci scappa una sigaretta di tanto in tanto, me ne pento ogni volta a scoppio ritardato), non bevo tanto da arrivare a “sbronzarmi” (e non mi sono mai ubriacato, penso che farlo sia un’assoluta stronzata), non faccio uso di droghe, neanche le più leggere.

Coltivo diverse passioni come qualunque altro essere vivente di questa terra. Adoro il tuning, comunemente definito “roba da tamarri“. Mi piace la fotografia, tante idee e scatti poco più che mediocri, c’è sempre tempo per migliorare, l’importante è non perdere la voglia di farlo.Adoro il web, tutto ciò che offre, la comunicazione, gli strumenti sociali, sono drogato di tecnologia per passione e per mestiere, troppo spesso queste cose vanno in conflitto tra di loro anche se non lo do a vedere. Tanta voglia di scoprire e di studiare ciò che più mi piace, troppo spesso poco riscontro e approvazioni da parte di chi ci mette lo stipendio.

Questo essere multitasking porta frequentemente ad accese discussioni tra colleghi e talvolta tra sottoscritto e diretti superiori. Ogni volta mi sembra di aver ucciso qualcuno, mi sento in colpa anche per diverse ore, poi mi godo il sorriso di una donna che ti aspetta all’uscita da lavoro e la tranquillità di casa, mi ricaricano, mi danno nuovamente pace, il giorno dopo è tutto “acqua passata“, soprattutto perché faccio sempre il mio dovere e non c’è motivo alcuno per cui dovrei vergognarmi per ciò che faccio “in più“. Adoro questa capacità di archiviare facilmente le brutte cose nonostante non funzioni con tutto.

L’avere il blog (e i vari account sparsi per i Social Network) non aiuta affatto, le tue attività extra possono essere sempre tracciate, chiunque può sapere se in un determinato momento stai perdendo tempo sul blog, se stai riportando uno stato su Twitter o magari rispondendo ad una discussione su Friendfeed. Puntare il dito è quindi cosa estremamente semplice, più difficile è farlo in verso contrario, soprattutto quando “non si lasciano tracce” … l’essere totalmente trasparenti e non nascondere alcunché non costituiscono sempre una buona soluzione.

E’ facile litigare, facile non capirsi, facile sembrare ciò che non si è, essere etichettati senza speranza che ci sia un’altra possibilità per poter modificare quell’etichetta. Bisogna apparire, non c’è spazio per chi si mostra com’è davvero, per chi non indossa una maschera. Sarebbe bello poter andare d’accordo con tutti e tutto, il non lasciar passare inosservato nulla (o quasi) non aiuta affatto, l’aver la lingua lunga è -in questi casi- un difetto, trattenersi è difficile, nonostante ogni volta ci si provi (e -inesorabilmente- si fallisca).

Nessuno è perfetto, tutti facciamo degli errori, continuamente, 365 giorni all’anno per il numero di anni che separa la nascita dalla morte, non è affatto semplice plasmare se stessi per piacere a tutti, è praticamente impossibile, peggio ancora essere un “diverso“.

A tal proposito dimenticavo: sono un terrone, per comune di nascita e -spesso- mentalità, ne vado fiero.

Questo sono io, mi dispiace non andare d’accordo con tutti. Sento il bisogno di avere vicino le persone alle quali tengo di più e che -conoscendomi- hanno imparato davvero ad apprezzarmi e condividono con me le belle e le brutte esperienze, crescendo e imparando sempre qualcosa di nuovo. Sono quelle persone che hanno tutta la mia stima, il mio affetto, la mia disponibilità, il mio appoggio, per quel che vale tutto ciò. Sono le stesse persone da anni, quelle che non si sono fermate all’apparenza, al primo strato, quelle che se ne fregano se sono uno stronzo perché hanno capito che in fondo non lo sono affatto.

A loro dedico questo sfogo. A chi si sente invece preso in causa da questa serie di righe chiedo di non pensarci troppo, tanto non ne vale la pena, giusto?

Giovanni

Equo compenso: arrivederci mercato italiano.

Il fatto di non doversi più stupire delle cazzate del governo italiano è cosa comune, ormai tutti lo sanno, potreste fermare un qualsiasi ragazzino per strada (o un anziano, o ancora un adulto qualsiasi) e otterreste la medesima risposta dalle parti coinvolte. Non che tutto questo sia per i nostri politici una giustificazione, chiaro ciò, semplicemente l’italiano medio è quello che -anziché reagire e andare a dar fuoco a tutti questi inutili stipendiati riscalda-poltrone- abbassa la testa e cala le braghe.

Ministro S.Bondi - suo il decreto approvato dal Ministero dei beni Culturali

Quanto proposto dal Ministro Bondi (qui qualche cenno biografico se dovesse interessare) nel suo decreto riguardo l’estensione dell’equo compenso è azzardato ed ignorante quanto basta. Già da diverso tempo chiunque di noi acquisti supporti di memorizzazione comuni (come CD o DVD registrabili, vecchie musicassette o obsolete VHS, genericamente dispositivi elettronici in grado di riprodurre materiale coperto da copyright) sa che parte del prezzo dell’oggetto vola -come per magia- nelle casse della SIAE. A tutto ciò si vanno ora ad aggiungere apparati non precedentemente inclusi nel balzello … si parla di chiavette USB, hard disk, decoder, lettori mp3, console, cellulari.

Contrariamente alla precedente classificazione, qui si vanno ad intaccare le tecnologie, poco simpatico nei confronti di un consumatore già stanco delle scappatoie finanziare italiane inventate appositamente per riempire le casse altrui, alla salute di quelle tasse che dovevano abbassarsi e che invece aumentano prendendo letteralmente per i fondelli i cittadini di questa nazione.

Ehi Bondi … non so tu … ma fuori dall’area adibita alla sosta della tua poltrona che a sua volta regge il tuo regale culo rammollito da 110 e lode c’è gente che passa le ore della propria vita in un ufficio, gente che si prostituisce per l’economia italiana fatta di persone potenti alla costante ricerca di denaro facile, gente che torna distrutta a casa la sera e che guadagna 1000 euro al mese con i quali deve sopravvivere, pensare al bene della propria famiglia e cercare di costruirsi un futuro. Un futuro dubbio a dirla tutta, ne riparliamo tra una discreta manciata d’anni quando probabilmente la mia pensione non esisterà e si continuerà a lavorare fino a quando decideremo di passare dalla poltrona del nostro ufficio al comodo giaciglio acquistato dalle onoranze funebri cittadine.

Volendo seguire l’esempio di Giacomo Dotta provo a fare due conti e tirar fuori la spesa totale della postazione di casa (quindi evito di includere tanta roba):

  • HD interno da 500 GB
    15 euro di rincaro (0,03 € per ciascun GB superati i 5 GB totali).
  • HD esterno da 250 GB
    5 euro di rincaro (0,02 € per ciascun GB fino a 400 GB totali).
  • HD esterno da 1 TB (dati dei PC in casa)
    10 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali).
  • HD esterno da 2 TB (backup dei PC in casa)
    20 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali).
  • Chiavette USB (4 in casa) da 2, 4, 5 e 8 GB
    0,20 € di rincaro sulla 2 GB (0,10 € per ciascun GB fino a 4 GB). 0,36 € di rincaro sulla 4 GB,  0,45 € sulla 5 GB e 0,72 € sulla 8 GB (0,09 € per ciascun GB superati i 4 GB).
  • Masterizzatore
    5% su 40 € (acquistato da fornitore alcuni anni fa), quindi 2 €.

Alla lista non vado ad aggiungere le memorie SD che possiedo per le fotocamere di casa (la mia Nikon D60 che ne sfrutta 2 da 4 GB ciascuna, la Coolpix compatta che ne sfrutta una da 2 GB, la piccola Sony di mia sorella che ne sfrutta due da 1 GB ciascuna), il disco della Xbox 360, il disco esterno multimediale collegato al televisore e tanto altro ancora. Bastano e avanzano i 53 euro circa che vengono fuori semplicemente dai 9 elementi analizzati nell’elenco puntato.

Tanto per concludere in bellezza: quanti dei miei lettori possiedono un iPhone? Sappiate che -chi come me- ha acquistato il 3Gs da 32 GB pagherà in più 6,44 € all’atto dell’acquisto, 5,15 € per quelli che hanno il 16 GB. A chi volesse farsi lo stesso mio conto consiglio di dare una occhiata all’allegato tecnico ufficiale che riporta i prezzi per categoria:

users.gxware.org/gioxx/blog/documenti/equocompenso_1263481888506_d1.pdf

Per tutti coloro che ancora non hanno capito bene ciò a cui stiamo andando incontro e volessero approfondire il discorso suggerisco la lettura del post di PC Professionale:

pcprofessionale.it/2010/01/15/equo-compenso-ecco-il-decreto

Se questo deve essere il futuro dell’elettronica di consumo in Italia, aumenterà notevolmente il numero degli acquisti all’estero (personalmente ne faccio già diversi all’anno), tutta salute per il mercato italiano eh? :-)

Vogliamo discuterne in area commenti? Se avete dubbi in merito non esitate a proporli! ;)

Siamo tutti dei tecnobabbi

Tecnobabbo” – The IT Crowd S01-01:

Già, cioè, ai piani alti non ci rispettano per niente!
Siamo solo dei tecnobabbi per loro!
Già! Se esistesse la parola tecnobabbo, questo è quello che saremmo per loro.
E’ come se fossimo dei paladini quando hanno un problema con le loro stampanti, ma una volta sistemate …
Ci gettano via come marmellata del giorno prima! [ ... ] Ecco cosa siamo per loro!

Tralasciando lo sconcertante fascino per la serie televisiva americana non ancora approdata in Italia (troppo bella per i nostri spartani palinsesti?) e della quale vi parlerò in un prossimo post, il prologo dell’articolo vuole riassumere con battute idiote ciò che il “genere informatico” subisce quotidianamente.


So Choose Wisely by ~technonerd0110

Siamo nati e cresciuti a pane e bit, errori di Windows, risposte a domande apparentemente senza soluzione per coloro che non vogliono saperne di tastiera e mouse a meno che non vengano forzati dal proprio datore di lavoro o dal figlioletto che vuole il PC in camera per godersi un pò di sana pornografia gratuita. Siamo una brutta razza, noi informatici.

Prendetelo come sfogo, sono giorni e giorni (in realtà anni e anni) che sento dire le stesse cose da una miriade di persone che si permettono lussi che non gli spetterebbero neanche “di striscio“. Dirigenti, “responsabili informatici” (volutamente messo tra virgolette), smanettoni dell’ultima ora e chi più ne ha più ne metta. La situazione è grosso modo la seguente:

  • tutti sono tecnici informatici
  • tutti sanno fare, mettere mani, smontare e rimontare
  • il lavoro dell’informatico è tra i più riposanti in assoluto, bisogna solo pigiare tasti a caso e non fare un cazzo dalla mattina alla sera davanti ad un monitor, magari trattando male i poveri utenti che chiamano e necessitano di aiuto
  • per mettere in piedi qualcosa che abbia a che fare con PC e Networking servono pochi soldi, sono solo scatole che una volta accese devono funzionare per sempre
  • tu sai mandare una mail con Outlook Express e scrivere un documento con Microsoft Word, così facendo puoi essere classificato come responsabile informatico del cliente %xxYY%
  • tutti gli informatici rubano soldi e fanno la cresta su qualsiasi cosa, bella la vita eh?

e invece no, cacchio!

Il vero tecnico informatico, il vero sistemista, il vero project manager sono persone ben lontane da quanto elencato. Sono professionisti che si fanno il culo a striscie per ore e ore affinché tutto vada nel verso giusto, soprattutto di questi tempi dove l’informatica è dappertutto, anche nel negozio che vende salumi all’angolo della propria strada. Il mondo gira grazie a comunicazioni sempre più veloci, sempre più telematizzate, non è possibile tornare indietro, si chiama progresso … ed in quanto tale si può solo correre e cercare di stare al passo per non essere messi da parte.

Il tecnico informatico non è un comunista mangia bambini, grasso, puzzolente e fancazzista come l’immaginario qualunquista vuole far credere nella maggior parte dei casi. Quello che svolge davvero questo mestiere per passione e profonde conoscenze delle piattaforme utilizzate porta quotidianamente a termine un grande lavoro, parecchio stancante a livello mentale, certamente più riposante a livello fisico nonostante questa condizione non sia sempre veritiera. La sera torniamo anche noi con il mal di schiena a casa, magari aggiungete ul mal di testa, muscoli indolenziti per aver tirato su dei server o delle stampanti che pesano 50 e più KG oppure semplicemente spossati per aver maturato 600+ KM al volante nell’arco di 12 ore per raggiungere un cliente Ravenna / Milano (prendendo il mio caso). Il lavoro non è affatto semplice quando non si tratta di aprire il negozietto dello smanettone che magari disastra più di quello che un utente già sa fare a meraviglia…

La goccia che fa traboccare il vaso fino a farlo cadere? Sentirsi dire che 1000 euro sono rubati per questo mestiere, che tutti sarebbero in grado di farlo con un computer sotto mano. Avete mai provato a fare due conti con carta e panna alla mano? Chi prende 1000 euro puliti al mese ma deve pagarne 500+ di mutuo aggiungendo bollette e spesa settimanale per la sopravvivenza quotidiana fa fatica a tirare avanti, soprattutto se ci sono figli o spese impreviste di mezzo.

Ecco perché vedere una faccia alterata dopo la frase “beh se mi dai anche cento euro in più rispetto alla mia attuale azienda io passo da tefa davvero incazzare (esperienza realmente accaduta ieri sera ad un collega di lavoro). Poi magari non ci si meraviglia troppo per i 93 milioni di euro spesi per un pirla che corre dietro ad un pallone, giusto Cristiano?

D’altronde c’è sempre di mezzo il detto “ad ognuno il suo“, vero? Ecco bene, allora il problema risolvitelo da solo genio che non sei altro visto che il mio mestiere lo sanno fare proprio tutti, magari ci sentiamo quando ti si spacca qualcosa che non hai messo in piedi decentemente :)

Cheers.

lo sfogo non è rivolto a nessuno in particolare. E’ un malumore generico che si può ampiamente riscontrare nel nostro ambiente, basta chiedere in giro. Se vi sentite coinvolti direttamente perché qualche volta avete trattato male “quello sfigato del CED” magari provate ad alzare la cornetta e chiamare anche solo per invitarlo a bere un caffè. Sarebbe già un discreto passo in avanti …