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Dropbox e Proxy NTLM: come metterli d’accordo

Un post tecnico a metà tra il promemoria e la divulgazione di un workaround, dedicato a chi utilizza Dropbox e lavora nelle reti che usano proxy con autenticazione NTLM. La risoluzione di un problema dovuto ad una momentanea mancanza del noto applicativo di sincronizzazione / backup dei propri dati personali tra le postazioni possedute e il server centrale che conserva le copie per il versioning.

In sintesi, di cosa si tratta:

Windows Challenge/Response (NTLM) is the authentication protocol used on networks that include systems running the Windows operating system and on stand-alone systems.

The Microsoft Kerberos security package adds greater security than NTLM to systems on a network. Although Microsoft Kerberos is the protocol of choice, NTLM is still supported. NTLM must also be used for logon authentication on stand-alone systems. For more information about Kerberos, see Microsoft Kerberos.

NTLM credentials are based on data obtained during the interactive logon process and consist of a domain name, a user name, and a one-way hash of the user’s password. NTLM uses an encrypted challenge/response protocol to authenticate a user without sending the user’s password over the wire. Instead, the system requesting authentication must perform a calculation that proves it has access to the secured NTLM credentials.

Interactive NTLM authentication over a network typically involves two systems: a client system, where the user is requesting authentication, and a domain controller, where information related to the user’s password is kept. Noninteractive authentication, which may be required to permit an already logged-on user to access a resource such as a server application, typically involves three systems: a client, a server, and a domain controller that does the authentication calculations on behalf of the server.

msdn.microsoft.com/en-us/library/aa378749%28VS.85%29.aspx

Per capirci: l’autenticazione NTLM è alla base degli appliance Sophos (serie WS), evidentemente non troppo permissiva per coloro che vogliono utilizzare Dropbox e possono accedere alla rete internet solo attraverso le proprie credenziali di dominio.

Oltre ad attendere che il team di sviluppo faccia lo sporco lavoro di rendere compatibile il protocollo con il passaggio delle credenziali impostate manualmente nelle preferenze (tanto per azzardare un’ipotesi) esiste un workaround dichiarato anche nelle FAQ pubblicate nel sito ufficiale del prodotto:

dropbox.com/help/22

La parola magica è “Cntlm” e permette di far combaciare le richieste dell’applicativo e dell’autenticazione NTLM mettendosi in mezzo tra i due (come a creare un nuovo proxy da far sfruttare a Dropbox). Configurarlo e utilizzarlo è semplicissimo, scaricarlo è completamente gratuito, il progetto risiede su SourceForge:

cntlm.sourceforge.net

Potete scaricare l’applicativo per Windows, Linux o MacOS. Io baserò il mio documento sul primo sistema (quello che uso sul portatile aziendale). Basterà scaricare CNTLM cliccando qui (qui per tutti gli altri sistemi), scompattarlo in una qualsiasi cartella del vostro HD e avviare il file “setup.bat“. Questo copierà alcuni file nel sistema e creerà il servizio “Cntlm Authentication Proxy“, che sarà visibile semplicemente aprendo la finestra dei servizi della macchina (Start / Esegui / services.msc), come in figura:

Cntlm Authentication Proxy - Services.msc

Prima di poter avviare il servizio sarà però necessario configurare le proprie credenziali in un file INI contenuto nella cartella del programma. Lo trovate in C:\Programmi\Cntlm, file cntlm.ini. Basterà inserire lo username, la password ed il dominio, specificare l’indirizzo IP (o il nome) del proxy aziendale, scegliere una porta del sistema locale dove far puntare poi Dropbox e salvare. Uscire quindi dal file per concludere l’operazione:

CNTLM - Configurazione parametri utenza sul proxy

Fatto ciò si potrà avviare CNTLM per poter lavorare con Dropbox. Basterà aprire un prompt di MS-DOS e lanciare la stringa “net start cntlm“, come in figura:

CNTLM - Avviare il servizio - net start cntlm

Fatto questo basterà far passare la comunicazione Dropbox (client / server) dal PC locale che sarà utilizzato come proxy. Andare nelle impostazioni del client (tasto destro sull’icona nella tray, Preferences) ed inserire manualmente le informazioni, come in figura (occhio alla porta se l’avete modificata nel file di configurazione di CNTLM):

Dropbox - Configurazione tramite CNTLM

Così facendo spunterà fuori l’icona attività di Dropbox e i vostri documenti ricominceranno a sincronizzarsi con il server e con le altre postazioni che sfruttano lo stesso account! Va da se che per poter bloccare il servizio basterà lanciare la stringa “net stop cntlm“, sempre utilizzando il prompt dei comandi:

CNTLM - Fermare il servizio - net stop cntlm

Mi pare non manchi proprio nulla a questo punto. Per dubbi e perplessità -come sempre- c’è l’area commenti.

Buon lavoro! :-)

Sophos WS1000: tempo vita file

Stamattina vi parlo ancora una volta di sicurezza cambiando però piattaforma: passo dal solito Endpoint all’appliance hardware (e software chiaramente) dedicato al filtraggio dei contenuti web, il WS (Web Security and Control). Innanzi tutto mi sembra doverosa una introduzione basilare sul prodotto:

Web Security and Control blocca al gateway spyware, virus, malware, proxy con anonimato e altre applicazioni indesiderate, consentendo un controllo completo dell’accesso al Web per una navigazione sicura e produttiva.

Con la WS1000 potete controllare in dettaglio il traffico Web e il relativo impatto sulla vostra organizzazione.

sophos.it/products/enterprise/web/security-and-control

Detto questo, per chi già la utilizza, propongo un promemoria che servirà quotidianamente nel caso in cui ci siano una moltitudine di utenti abbastanza limitati sulla rete interna (e generalmente è così, altrimenti non avrebbe troppo senso piazzare un proxy ;)).

Scaricare i file “con delega

In una tipica situazione aziendale si avrà sempre l’utente limitato ed un amministratore di rete con accesso senza restrizioni particolari. Talvolta capita di dover scaricare un file vietato all’utente ma lecito. La mia casistica? Il sito web di PDFCreator propone il download del proprio prodotto che viene però bloccato dal Sophos per violazione delle policy:

A questo punto si potrà tranquillamente fare accesso in VNC o MSTSC (Connessione Desktop Remoto, ndr) ad una nostra macchina dove andremo a scaricare lo stesso identico file con la differenza che, passando dal WS1000, verrà caricato nei dischi locali dell’appliance con un link diretto per il download “dall’interno, del tipo:

http://ws1000.vostraazienda.com/cgi-bin/patience.cgi?id=78ed32dd-e214-4d58-9eea-9c8dd7318c52

mostrando a video una finestra identica alla seguente:

Copiando ed incollando quel link sulla macchina dove precedentemente si era verificato il blocco sarà ora possibile prelevare il pacchetto, una sorta di “mirror dei file in LAN“:

Il gioco è fatto. Il programma si scaricherà sulla macchina dell’utente e potrà essere installato. Il tutto senza uscire mai dalla rete LAN, un grosso vantaggio se si pensa alla protezione delle proprie macchine. Sorge spontanea a questo punto la domanda, per quanto tempo vengono conservati quei file sui dischi dell’appliance?

Tempo di vita dei file scaricati

La domanda che avevo rivolto al supporto di Milano è semplice (ma non aveva avuto risposta dall’esperienza di utilizzo quotidiana del prodotto). Data una situazione “utente limitato” e “amministratore illimitato” come sopra descritto, per quanto tempo posso “spacciare link diretti” ai pacchetti scaricati dal WS1000?

Il ragionamento alla base dell’applicativo di gestione è logico, semplice:  il primo ad entrare è l’ultimo ad uscire. Ergo: la cache si pulisce facendo man mano spazio eliminando l’ultimo file “in canna (quello scaricato prima di tutti gli altri presenti). Il link sarà quindi valido per molto tempo se l’azienda non scarica molto materiale dal web, per poco se ogni giorno si scaricano mega e mega di dati. Il disco presente nell’appliance ha una capacità di 160 GB (x2), bisogna regolarsi su quest’ultima.

Attenzione: il WS1000 mette a disposizione il file per uno già in cache, non appena un utente invia la richiesta di download ad un sito, purchè il sito al quale punta la richiesta sia rimasto identico alla prima volta che ha servito la richiesta.

Questo è quanto signori, buon lavoro :)